sabato 14 gennaio 2017

IL MONDO PORNO DI DUE SORELLE (1979)

il mondo porno di due sorelle
Regia: Fred Gardner (Franco Rossetti)
Soggetto e Sceneggiatura: Franco Rossetti.
Fotografia: Pier Luigi Santi. Montaggio: Mauro Bonanni.
Scenografia: Claudio Cinini. Musiche: Enzo Petti.
Aiuto Regista: Roberto Tatti.
Produzione: Anaconda Film.
Trucco: Franco Di Girolamo.
Colore: La Microstampa.
Negativi: Fujicolor.
Titolo estero: Emauelle and Joanna.
Interni: Incir - De Paolis.
Interpreti: Sherry Buchanan, Paola Montenero, Marina Frajese (Hedman), Brunello Chiodetti, Daniele Dublino, Catherin Zago, Ann Janette La Vorgna, Goetz Groh, Mauro Frittella.
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 73454 del 05-05-1979

Franco Rossetti (Siena, 1930) credo che sia un regista storicizzato soltanto dall’infaticabile Roberto Poppi nel suo I Registi del Cinema Italiano edito - purtroppo - da Gremese, progetto rimasto incompiuto per una serie di circostanze. Approfittiamo della sua scheda esaustiva per ricordare che Rossetti si laurea in legge, frequenta il Centro Sperimentale, lavora come critico cinematografico (Cinema, Bianco e Nero…), assistente regista, aiuto fino al 1961 (il debutto con Marino Girolami, La canzone del destino, 1957). Sceneggiatore di western diretti da Sergio Corbucci (Django, 1965 - Johnny Oro, 1966), Ferdinando Baldi (Preparati la bara, 1967) ed Enzo Barboni (Ciakmull, 1969). Non dirige molti film come regista, pochi lavori commerciali e senza pretese artistiche, partendo da un western (El desperado, 1967), per cimentarsi in prodotti di genere giallo, erotico, film televisivi, tra i quali spiccano Delitto al circolo del tennis (1969), Una cavalla tutta nuda (1971, il primo decamerotico girato sull’onda del successo pasoliniano), Nipoti miei diletti (1973, una via di mezzo tra commedia sexy e dramma erotico), Quel movimento che mi piace tanto (1975, commedia sexy classica scritta da Francesco Milizia), mentre nel 1976 scrive e produce Un amore targato Forlì, girato dal giovane Riccardo Sesani.

venerdì 13 gennaio 2017

MUFFE - ILFILM (2015)

Muffe - il film


Regia/Director: Guillermo Giampietro
Soggetto/Subject: trasmissione radiofonica “Escuchame”
Sceneggiatura/Screenplay: Giovanni Paronuzzi, Giovanni Pianigiani, Samuel Codarin, Diego Porporati
Interpreti/Actors: Samuel Codarin (Dr. Fugalli e meditatore), Giovanni Paronuzzi (Raffaello Ciprio), Lara Baracetti (infermiera e Margherita Antivulgaris), Diego Porporati (tecnico dell’immaginario), Valentina Tonchella (Lia Umidin), Franco Bulli (addetto Clinica Pozzo Senza Fondo), Ivan Bormann (addetto Clinica Pozzo Senza Fondo), Patrizia Scuratti (dott.ssa Fabris), Marina Colja (portavoce del Circolo di poetesse Mimì Ardou), Giovanni Pianigiani (Morfeo), Erika Cej (fantasma), Stefan Paronuzzi (fantasma), Ferdinando Samonà (fantasma), Guillermo Giampietro (fantasma), Francesco Demundo (fantasma con valigia), Alessandro Parentin (meteorologo), Mariano Guzman (fantasma), Gabriela Giampietro (fantasma), Stefano Dongetti (amico Luigi)
Fotografia/Photography: Aldo Tonti
Musica/Music: Guillermo Giampietro e “Il titolare ignoto”
Costumi/Costume Design: Inglobante Universale
Scene/Scene Design: Guillermo Giampietro
Montaggio/Editing: Guillermo Giampietro
Suono/Sound: Guillermo Giampietro
Produzione/Production: Inglobante Universale Produzione

L’ambiente dal quale nasce “Muffe – il film” è un insieme di artisti, filosofi e matti "veri". Il soggetto dell'opera prende spunto dalla trasmissione radiofonica, "Escuchame", trasmessa da Radio Fragola, all'interno di quella che fu la “rivoluzione Basagliana” della salute mentale. Il programma radiofonico è diretto dal regista stesso del film, Guillermo Giampietro,  insieme a Lara Baracetti, e buona parte dello staff di "Escuchame" è stato coinvolto nella realizzazione della pellicola.

martedì 10 gennaio 2017

SUSANNA... ED I SUOI CASTI VIZI (1967-1973) - I FILM CHE COMPONGONO LA SAGA

SUSANNA... ED I SUOI CASTI VIZI
Quando in Italia il nudo integrale non era stato ancora sdoganato e la censura sforbiciava a più non posso, dalla Germania, arrivava sugli schermi nostrani il primo capitolo di una saga, quasi tutta con la partecipazione produttiva italiana, che avrà ben cinque sequel. Protagonista di queste avventure ottocentesche ambientate in diverse parti d'Europa nell'epoca napoleonica è Susanna (interpretata dall'attrice Ungherese Terry Torday), una commediante girovaga, eroina indiscussa che salverà il popolo da inganni e soprusi aiutando addirittura lo stesso Napoleone Bonaparte, quando di questi viene messa in dubbio la virilità.

lunedì 9 gennaio 2017

LA MAZURKA DEL BARONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE (1975)

LA MAZURKA DEL BARONE, DELLA SANTA E DEL FICO FIORONE
Regia: Pupi Avati. 
Soggetto: Pupi Avati, Antonio Avati. 
Sceneggiatura: Pupi Avati, Antonio Avati, Gianni Cavina. 
Fotografia: Luigi Kuveiller (Technicolor). 
Montaggio: Ruggero Mastroianni. 
Scenografia e Costumi: Fiorenzo Senese. 
Musiche: Amedeo Tommasi. 
Edizioni Musicali: Eurofilm Music (Roma). 
Organizzazione Generale: Aldo V. Passalacqua. 
Aiuto Regista: Antonio Avati. 
Assistente alla Regia: Riccardo Tognazzi. 
Operatore alla Macchina: Antonio Annunziata. 
Fonico: Mario Dallimonti. 
Clarinetto e Sax Solista: Hengel Gualdi. 
Canzoni: Sugar Bush, Fascination. 
Teatri di Posa: De Paolis (Roma). 
Mixage: Alberto Tinebra. 
Registrazione Sonora: Coop Lavoro Fono Roma srl, CVD. 
Direttore del Doppiaggio: Carlo Baccarini. 
Girato: Cento, Bologna. 
Produttore: Giovanni Bertolucci. 
Casa di Produzione: Euro International Films. 
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 65918 del 17-01-1975
Interpreti: Ugo Tognazzi, Paolo Villaggio, Delia Boccardo, Gianni Cavina, Giulio Pizzirani, Gianfranco Barra, Lucienne Camille, Andrea Matteuzzi, Bob Tonelli, Pina Borione, Ines Ciaschetti, Ferdinando Orlandi, Adolfo Caruso, Lucio Dalla, Patrizia De Clara, Cesare Bastelli, Fanny Bertelli, Luciano Bianchi, Gina Bona, Pietro Bona, Giovanni Brusadori, Giorgio Cerri, Gilberto Fiorini, Luigi A. Guerra, Arrigo Lucchini, Carla Mancini, Alfredo Marchioni, Giulio Rizzi, Elsa Schiassi, Luisella Torsello, Raffaele Triggia, Tatiana Uniti, Giacomo Vecchi. 

La mazurka del barone… è il terzo lungometraggio diretto da Pupi Avati, la sua prima commedia, grottesca e provinciale, molto felliniana e dalle salde radici romagnole, ambientata a Bagnacavallo, ma di fatto girata tra Bologna e Ferrara (Cento). Per la precisione la villa del barone si trova a Bagno di Piano (tra Caldarara di Reno e Castello d’Argile), la stazione di arrivo è quella di Bodeno, la balera è a Finale Emilia.

domenica 8 gennaio 2017

VIA PADOVA 46 - LO SCOCCIATORE (1953)

Regia/Director: Giorgio Bianchi
Soggetto/Subject: Aldo De Benedetti, L. Trieste, F. Arnaud, G. Bianchi
Sceneggiatura/Screenplay: Fede Arnaud, Leopoldo Trieste, Giorgio Bianchi
Interpreti/Actors: Giulietta Masina (Irene), Peppino De Filippo (Arduino Buongiorno), Arlette Poirier (Jolanda), Leopoldo Trieste (ricattatore), Ada Dondini (Tarquinia), Lidia Martora Maresca (Carmela Buongiorno), Luigi Pavese (capufficio), Ernesto Almirante (Cesare), Memmo Carotenuto, Lamberto Maggiorani, Cesare Bettarini, Augusto Di Giovanni, Vittorio Duse, Pasquale Martino, Ada Colangeli, Luigi Mondello, Giovanni Petti, Franco Giacobini, Elda Gisi, Alberto Sordi (Gianrico, lo scocciatore), Carlo Dapporto (avv. Tancredi)
Fotografia/Photography: Carlo Montuori, Aldo Graziati [G.R. Aldo]
Musica/Music: Nino Rota
Scene/Scene Design: Saverio D'Eugenio
Montaggio/Editing: Adriana Novelli
Suono/Sound: G. Zavagli
Produzione/Production: Edo Film
Distribuzione/Distribution: Edo Film
censura: 15308 del 29-10-1953

Arduino Buongiorno, intrepretato da un ottimo Peppino De Filippo, è un impiegato piccolo piccolo con ambizioni ancora più piccole, tra cui quella di passare una domenica senza pensieri, magari mangiandosi un gelato. Ed è proprio di domenica che l’impiegato incontra la bella Marcella, entraîneuse di origine francese che lo concupisce. Ma l’appuntamento ha dei risvolti imprevisti, tanto che la bella accompagnatrice sembra essere stata assassinata….

giovedì 5 gennaio 2017

UNA MAGNUM SPECIAL PER TONY SAITTA (1976)


Regia/Director: Alberto De Martino [Martin Herbert]
Soggetto/Subject: Vincenzo Mannino [Vincent Mann], Fred Clark
Sceneggiatura/Screenplay: Vincenzo Mannino [Vincent Mann], Fred Clark
Interpreti/Actors: Stuart Whitman (Tony Saitta), John Saxon (Matt, ispettore di polizia), Martin Landau (dott. George Tracer), Carole Laure (Louise), Gayle Hunnicutt (Margie Cohn), Tisa Farrow (Julie Foster), Jeanne Leclerc (Fredd)
Fotografia/Photography: Antony Ford
Musica/Music: Armando Trovajoli
Scene/Scene Design: Michael Proulaix
Montaggio/Editing: Vincenzo Tomassi [Vincent P. Thomas]
Suono/Sound: Patrick Housseon
Produzione/Production: Fida Cinematografica, Security Investment Trust Co.
Distribuzione/Distribution: Fida Cinematografica
censura: 68091 del 06-03-1976

A pochissimi anni da quell’Anticristo riconosciuto come una delle pellicole cardine della sua cinematografia, se non addirittura il suo apice, Alberto De Martino firma, con lo pseudonimo Martin Herbert, “Una Magnum special per Tony Saitta”, giallo rocambolesco, ma tutto sommato godibile dopo il tentativo solo in minima parte riuscito di “L’assassino… è al telefono” del 1972, pellicola trascurabile da segnalare per la presenza di Telly Savalas, il tenente Kojak televisivo e, per gli amanti del cinema di genere, l’Antagonista per eccellenza nel baviano Lisa e il diavolo.

martedì 3 gennaio 2017

CADO DALLE NUBI (2009)

Regia/Director: Gennaro Nunziante
Soggetto/Subject: Gennaro Nunziante, Luca Medici
Sceneggiatura/Screenplay: Gennaro Nunziante, Luca Medici
Interpreti/Actors: Checco Zalone, Giulia Michelini, Dino Abbrescia, Fabio Troiano, Ivano Marescotti, Claudia Penoni, Gigi Angelillo, Ludovica Modugno, Raul Cremona, Ivana Lotito, Peppino Mazzotta, Stefano Chiodaroli, Anna Ferruzzo, Francesca Chillemi
Fotografia/Photography: Lorenzo Adorisio
Musica/Music: Luca Medici, Checco Zalone
Costumi/Costume Design: Mary Montalto
Scene/Scene Design: Sonia Peng
Suono/Sound: Massimo Simonetti
Montaggio/Editing: Pietro Morana
Produzione/Production: Taodue Film, Medusa Film
Distribuzione/Distribution: Medusa Film S.p.A.
censura: 103042 del 19-11-2009

Non corriamo il rischio di dover rivalutare Luca Medici - in arte Checco Zalone - tra quarant’anni, come è accaduto con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e persino con Totò. Confesso di essere stato tra coloro che peccavano di snobismo e storcevano il naso di fronte alle prime prove cinematografiche, bollandole come un fenomeno televisivo. Un gran bel film on the road - commedia pura con tratti da cinema d’autore e straordinaria fotografia - come Quo vado? (2016), mi ha convinto a rivedere il resto della produzione.

lunedì 2 gennaio 2017

TREDICI A TAVOLA (2004)

Regia/Director: Enrico Oldoini
Soggetto/Subject: Enrico Oldoini
Sceneggiatura/Screenplay: Enrico Oldoini
Interpreti/Actors: Kasia Smutniak (Anna), Nicolas Vaporidis (Giulio a 18 anni), Angela Finocchiaro (Piera), Maria Amelia Monti (Matilde), Fabio Sartor, Silvia De Santis (Daria), Niccolò Enriquez (Pietro), Andrea Giuliano (Furio), Luca Angeletti (Roberto), Valeria Vitti, Giada Di Miceli, Ginevra Costa, Manuela Borlotti (Arianna), Gianna Giachetti (nonna Ester), Carlo Monni (Paolino), Paolo Bonacelli (nonno Giulio), Alessandro Benvenuti (Colonel), Giancarlo Giannini (Giulio)
Fotografia/Photography: Sandro Grossi
Musica/Music: Stefano Acqua
Costumi/Costume Design: Mary Montalto
Scene/Scene Design: Marisa Rizzato
Montaggio/Editing: Raimondo Crociani
Produzione/Production: Leading Pictures S.p.A.
Distribuzione/Distribution: Warner Bros. Pictures Italia
Vendite all'estero/Sales abroad: Intramovies
censura: 97958 del 22-04-2004

Storia di un primo amore sullo sfondo di una campagna toscana anni’ 60. Quella storia è di Giulio, ora adulto cinquantenne, che, dovendo vendere il casale che ha abitato durante la sua giovinezza, rivive insieme allo spettatore in un lungo flashback i momenti migliori della sua adolescenza, sui colli toscani vicino al mare, in quella lussuosa proprietà cinquecentesca, insieme a genitori, nonni, zii, cugini, servitù. Nessuno voleva mai sedersi in tredici a tavola, ma tra i suoi ricordi ancora vivi e nostalgici il posto di rilievo va ad Anna, una ragazza figlia di un’amica della madre, sui venticinque anni, giunta ospite per il periodo estivo.

venerdì 30 dicembre 2016

VACANZE DI NATALE (1983)

Vacanze di Natale
Regia/Director: Carlo Vanzina
Soggetto/Subject: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Sceneggiatura/Screenplay: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina
Interpreti/Actors: Jerry Calà (Billo, il pianista), Christian De Sica (Roberto Covelli), Stefania Sandrelli (Ivana), Claudio Amendola (Mario Marchetti), Antonella Interlenghi (Stefanella), Karina Huff (Samantha, la fidanzata americana di Roberto), Guido Nicheli (Donatone, marito di Ivana), Paolo Baroni (Frollo Secco), Rossana Di Lorenzo (Erminia Marchetti), Mario Brega (Arturo Marchetti), Riccardo Garrone (Giovanni Covelli), Marco Urbinati (Luca Covelli), Rossella Como (signora Covelli), Marilù Tolo (Grazia), Roberto Della Casa (Cesare), Licinia Lentini (mandrilla di Porto Recanati), Roberta Lerici (sorella di Roberto), Jasmine Maimone (cameriera), Anna Moana Pozzi (bionda), Giovanni Brunelli, Clara Colosimo, Renata Del Pozzo, Michele Vigilante, Federico Caprara, Lamberto Caprara, Monica Nickel, Elisabetta Focardi, Grazia Ornella Pacelli, Franca Scagnetti, Giovanni Tamberi
Fotografia/Photography: Claudio Cirillo
Musica/Music: Giorgio Calabrese
Costumi/Costume Design: Danda Ortona
Scene/Scene Design: Fiorenzo Senese
Montaggio/Editing: Raimondo Crociani
Suono/Sound: Carlo Palmieri
Produzione/Production: Filmauro
Distribuzione/Distribution: Gaumont, Paris
censura: 79461 del 16-12-1983

Sulla scia del grande successo di Sapore di mare, gradevolissima commedia sugli amori e i divertimenti di un gruppo di giovani provenienti da tutta Italia che trascorrono l’estate del 1964 a Forte dei Marmi, i fratelli Vanzina cambiano periodo dell’anno (Natale), ambientazione (Cortina) e periodo storico (contemporaneo) e creano il fenomeno di massa denominato “cinepanettone”. E fa sicuramente un certo effetto vedere come negli anni questo “genere” cinematografico si sia evoluto (ma sarebbe più appropriato dire “involuto”) mantenendo leggerezza e spensieratezza, ma perdendosi per strada un certo limite di buongusto, una caratterizzazione più efficace dei personaggi e la capacità, sempre e comunque, di strappare una risata anche senza scadere in eccessive volgarità.

martedì 27 dicembre 2016

KARAMURAT LA BELVA DELL'ANATOLIA (1977)

KARAMURAT LA BELVA DELL'ANATOLIA
Regia: Herb Al Bauer (Natuk Baytan, Ernst Hofbauer).
Soggetto e Sceneggiatura: John Fergusan, Nick Tamil. Fotografia: Jans Hura.
Montaggio: Gianfranco Amicucci.
Architetto: Tom Cartney.
Costumi: Claudia.
Musica. Piero Piccioni.
Edizioni Musicali: Generalmusic (Roma).
Trucco: Carlo Renzini.
Operatore ala Macchina. Yamil Tenbal.
Effetti Speciali: C.I.P.A. (Roma) eseguiti da Sergio Chiusi e Pasquale Mancini.
Dopiaggio: D.E.F.I.S. srl (Roma) eseguito presso Sincronizzazione Elettronica Calpini & c. Colore. Luciano Vittori (Eastmancolor).
Produzione: Erler Film.
Produttori: Zeljko Kunkera, Turker Inanoglu.
Distribuzione: Pnolf.
Interpreti: George (Cüneyt) Arkin, Daniela Giordano, Pasquale Basile, Sidney Ritchie, John Thrty, Robert McIntire, Melissa Donovan, Tamara McErae, Meral Orhonsay, Melda Sözen, Erol Tas.
Titolo originale: Kara Murat seyh gaffar’a karsi.
censura: 70744 del 16-09-1977

Un film italo - turco conosciuto anche come The Sultan’s Warrior, una via di mezzo tra il fumetto d’avventura e la storia di supereroi ambientata in un medioevo ottomano piuttosto trash, a tratti persino comico, non sappiamo quanto volutamente. 
Il regista e gli sceneggiatori ambientano il film nel 1456, narrano la rivalità tra due sultani: Mustafà e Mammaluch, che si fanno la guerra dopo che il primo ha imprigionato gli ambasciatori del secondo. Mammaluch dispone di una carta segreta, una sorta di eroe invincibile chiamato Karamurat (Arkin) al suo servizio, che viene inviato in avanscoperta. Il sultano nemico è in possesso di una polvere bianca, proveniente dalla Cina, capace di soggiogare la volontà dei suoi uomini fino a trasformarli in schiavi. Al tempo stesso la favorita del sultano, Suleima (Giordano), trama nell’ombra, alla testa di un gruppo di rivoltosi. Mustafà fa rapire Lotar, fratello di Karamurat, dopo aver fatto violentare e uccidere la moglie, riducendolo in schiavitù. Molte le peripezie avventurose di Karamurat, che sgomina il bandito Alì Babà, salva Suleima da morte certa, infine libera il paese dalla presenza del sultano e incontra l’amore. Suleima - che ha preso il potere dopo aver eliminato Mustafà - viene uccisa nell’ultima sequenza proprio dalla donna di Karamurat.

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...