martedì 20 settembre 2016

ARAGOSTA A COLAZIONE (1979)

Aragosta a colazione - locandina
Regia/Director: Giorgio Capitani
Soggetto/Subject: Laura Toscano, Franco Marotta, Jacques Dorfmann, Guy Lionel
Sceneggiatura/Screenplay: Laura Toscano, Franco Marotta, Jacques Dorfmann, Guy Lionel
Interpreti/Actors: Enrico Montesano (Enrico Tucci), Claude Brasseur (Mario Spinosi), Janet Agren (Monique Dubois, hostess), Claudine Auger (Carla Rebaudengo Spinosi), Silvia Dionisio (Matilde Tucci, la moglie di Enrico), Franca Scagnetti (vicina dei Tucci), Geoffrey Copleston (Duchamp), Roberto Della Casa [Roberto Bonacini] (Trocchia), Letizia D'Adderio (Domitilla Tucci, figlia), Cesare Gelli (invitato Franzi), Adriana Innocenti (cantante), Renato Mori (sommelier), Renzo Ozzano (maître ristorante), Greta Vlietinck (domestica), Francesco Parisi (domestico), Luciano Bonanni (uomo alla fermata autobus)
Fotografia/Photography: Carlo Carlini
Musica/Music: Piero Umiliani
Costumi/Costume Design: Ezio Altieri
Scene/Scene Design: Gastone Carsetti
Montaggio/Editing: Antonio Siciliano
Suono/Sound: Giuseppe Muratori
Produzione/Production: Italian International Film, U.C.E. - Société Cinématographique Européenne, Paris
Distribuzione/Distribution: Italian International Film
censura: 74201 del 18-10-1979

Aragosta a colazione (1979) è una commedia elegante, alla Capitani, che si ricorda come una delle ultime apparizioni importanti di Silvia Dionisio. Una commedia sofisticata politicamente corretta interpretata da Enrico Montesano, Janet Agren, Claudine Auger e Claude Brasseur. Montesano è un piazzista di maioliche che accetta di passare per il marito dell’amante di un ricco amico (Brasseur) perché spera di portare a termine un buon affare.

lunedì 19 settembre 2016

STALKING EVA (2015)

Stalking Eva - locandina
Regia/Director: Joe Verni
Soggetto/Subject: Joe Verni, Matteo Scarf
Sceneggiatura/Screenplay: Gabriele Albanesi, Joe Verni
Interpreti/Actors: Ksenia Kapinos (Eva), Philippa Bingham (Cindy), Douglas Dean (Orlando), Mehdi Mahdloo (Tom), Tim Daish (Luke), Leonardo Sbragia (Sandro), Alex Adinolfi (Max), Marcus J. Cotterell (Airoldi), Tatjana Nardone (Judy)
Fotografia/Photography: Dario Germani
Musica/Music: Andrea Bellucci
Costumi/Costume Design: Sabrina Beretta
Scene/Scene Design: Daniele Frabetti
Montaggio/Editing: Enrico Munarini
Suono/Sound: Gianfranco Tortora
Produzione/Production: Extremely Rare, Mescalito Film
Distribuzione/Distribution: Explorer Entertainment
censura: 110016 del 10-09-2015

Il giallo all’italiana sembra essere finalmente tornato prepotentemente d’attualità anche al cinema.
Dopo Amer del duo Cattet- Forzani che omaggiava il cinema di Dario Argento e Lucio Fulci, il criticatissimo Tulpa di Federico Zampaglione e gli ottimi Sonno profondo, Francesca del regista argentino Luciano Onetti, nel 2015 troviamo anche questo Stalking Eva dell’esordiente Joe Verni.
Dietro a questo progetto notiamo la produzione di Gabriele Albanesi che dopo il pregevole Surrounded crede in questo film e aiuta un altro esordiente a realizzare il suo primo lungometraggio.
La trama è semplicissima, Eva una bellissima modella si trasferisce in Italia e finisce ben presto al centro di efferati delitti e losche macchinazioni.

domenica 18 settembre 2016

VADO A VIVERE DA SOLO (1982)

Vado a vivere da solo - locandina
Regia/Director: Marco Risi
Soggetto/Subject: Marco Risi, Enrico Vanzina, Jerry Calà
Sceneggiatura/Screenplay: Marco Risi, Enrico Vanzina, Jerry Calà
Interpreti/Actors: Jerry Calà (Giacomino), Elvire Audray (Françoise), Francesco Salvi (amico del telefono amico), Franz Di Cioccio (strafattone), Lando Buzzanca (Giuseppe), Elsa Vazzoler (madre), Stefano Altieri (padre), Renato Scarpa (professore), Alessandra Panelli (Ines, la fidanzata), Sergio Di Pinto (Arturo, il romano), Anna Cardini (Aida), Gaia Franchetti, Ilaria Gotti Lega, Daniela Trebbi, Mauro Marchetti
Fotografia/Photography: Beppe Maccari, Giuseppe Maccari
Musica/Music: Manuel De Sica, Manuel De Sica
Costumi/Costume Design: Luciano Sagoni
Scene/Scene Design: Giuseppe Mangano
Montaggio/Editing: Raimondo Crociani
Suono/Sound: Vittorio Massi, Gianni Zampagni
Produzione/Production: Dean Film, Numero Uno Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Medusa Distribuzione
censura: 78368 del 01-12-1982

Primo grande successo di pubblico per Jerry Calà questo Vado a vivere da solo, che rivisto a distanza di molti anni pare invecchiato bene, fresco e ricco di trovate surreali, così geniali da essere riutilizzate quasi in toto nel 2008, quando l’attore - regista decide di realizzare il sequel del film della sua vita: Torno a vivere da solo. Calà viene dall’esperienza dei Gatti di Vicolo dei Miracoli, ha interpretato Arrivano i gatti, Una vacanza bestiale e I fichissimi, tutti con i Vanzina, con loro si trova molto bene, al punto di diventare attore irrinunciabile per opere come Sapore di mare e Yuppies, senza dimenticare Vacanze in America. Pure in Vado a vivere da solo c’è lo zampino dei Vanzina, perché Enrico firma soggetto e sceneggiatura insieme al debuttante Risi junior e allo stesso Calà. So già che molti critici dal palato fine storceranno la bocca, ma dobbiamo affermare con decisione che Jerry Calà è un attore importante per la commedia italiana anni Ottanta, capace di catalizzare l’attenzione dei giovani interpretando sempre lo stesso personaggio, reso indimenticabile da un pizzico di comicità surreale tipica del cabaret e da trovate verbali spiazzanti per un pubblico non composto da teenager. Noi che siamo stati giovani negli anni Ottanta non possiamo che continuare ad apprezzarlo, visto che eravamo il suo pubblico. Vado a vivere da solo segna il debutto anche della bella Elvire Audray - affascinante attrice francese scomparsa a soli quarant’anni - che nel nostro cinema ritroviamo in alcune farse (Rimini, Rimini e La gorilla), in diversi ruoli di genere (Assassinio al cimitero etrusco) e che ricordiamo valletta televisiva in Fantastico 9 (1989). Primo film anche per Marco Risi, figlio di cotanto padre, citato in una sequenza dove mostra un quadro appeso alla parete ispirato a Franca Scagnetti, protagonista di Sessomatto. Risi junior viene candidato al David di Donatello come Miglior Regista Esordiente, nonostante la pellicola sia una farsa dichiarata che affronta solo superficialmente il problema del rapporto genitori - figli e di una maturità che tarda ad arrivare. Film d’amore, in fondo, Vado a vivere da solo, perché se la prima parte (più riuscita) è incentrata sulle peripezie di un ventiseienne studente fuori corso, che decide di abbandonare la casa paterna ma con i soldi dei genitori, la seconda è storia sentimentale condita di umorismo vanziniano. In breve la trama. Giacomo (detto Giacomino) lascia interdetti i genitori iperprotettivi (tipici genitori italiani anni Ottanta) quando chiede per regalo di compleanno i soldi per andare a vivere da solo. Affitta un locale all’ultimo piano di un palazzo senza ascensore da un tipo strano in partenza per l’India e lo arreda secondo un gusto surreale. Frequenta un amico assurdo come Salvi (che lavora al Telefono Amico) con cui non c’è un vero dialogo ma ognuno racconta i suoi problemi senza ascoltare ciò che dice l’altro. Deve subire un coinquilino come Giuseppe (Buzzanca), cacciato di casa dalla moglie, che gliene combina di tutti i colori e si comporta da padrone fino a portare in casa due rapinatrici (Pina e Dina) che rubano tutto e lasciano i malcapitati legati come salami. A un certo punto arriva Françoise (Audray), amica del proprietario, affascinante francese che non si rende conto che Giacomino stravede per lei e si mette alla ricerca dell’uomo giusto, portando in casa una serie di tipi strani. Accade di tutto, persino la fuga della madre di Giacomino che si sente male dopo aver fumato uno spinello, ma alla fine Giacomino e Françoise si sposano e vanno a vivere sulla terrazza di un palazzo davanti al Duomo di Milano.

sabato 17 settembre 2016

MIZZZZICA... MA CHE E' PROIBITISSIMO? (1982)


Regia/Director: Salvatore Bugnatelli
Soggetto/Subject: Salvatore Bugnatelli
Sceneggiatura/Screenplay: Salvatore Bugnatelli
Interpreti/Actors: Giuseppe Pollaci, Antonio Morgano, Paolo Giordano, Luciana Frazzetto, Francesco Meli, Silvana Sodo, Cesare De Vito, Ugo Chiaramonte, Paola Sangenesi, Maurizio Nigri, Viviana Cavaterra, Simona Dell'Aquila, Sofia Cecchini, Femi Benussi
Fotografia/Photography: Felice De Maria
Musica/Music: Roberto Anselmi
Montaggio/Editing: Salvatore Bugnatelli
Produzione/Production: A.R. Cine International Film
Distribuzione/Distribution: A.R. Cine International Film
censura: 77914 del 30-06-1982

Un attore di cabaret torna a casa e confessa la propria frustrazione alla moglie: gli è stato proposto di interpretare un film hard. La moglie, stanca di far la fame, e con l'ingiunzione di sfratto, non solo lo convince ad accettare la scrittura, ma si propone anche lei come attrice. Parallelamente e anacronisticamente, in un'assurda sala di montaggio, un montatore di film hard, supportato da un'aitante assistente e da un uomo "cretino" chiamato Cretinetti (Tony Morgan), rompe le barriere di continuità e finzione aprendo un lungo e intervallato sipario metacinematografico nel quale spiega al pubblico come avviene il montaggio di un porno. La prima lezione riguarda l'inserimento di un fallo all'interno di una casta ripresa: se gli attori si rifiutano di essere espliciti, la pellicola viene tagliata nei punti giusti e vi saranno apportati inserti hard accuratamente catalogati e distinti (cosa che accadeva realmente). Si spiega che perfino la scelta delle misure di un fallo è proporzionale alle fattezze fisiche dell'attore, affinché risulti credibile. Il montatore, tra una gag e l'altra (Cretinetti si profonde in ebeti smorfie sbirciando sotto la gonna dell'assistente, mentre irrompe in continuazione un cameriere effeminato del bar all'angolo il quale ogni volta sbaglia a consegnare l'ordinazione, scambiando banane per caffè) prosegue la conferenza sul porno, illustrando vari spezzoni di repertorio e divagando su un tenue sproloquio contro la censura, accusata di proibire indiscriminatamente le gioie e le libertà del sesso.

venerdì 16 settembre 2016

UOMINI SI NASCE POLIZIOTTI SI MUORE (1976)

Regia/Director: Ruggero Deodato
Soggetto/Subject: Fernando Di Leo, Alberto Marras, Vincenzo Salviani
Sceneggiatura/Screenplay: Fernando Di Leo
Interpreti/Actors: Marc Porel (Antonio), Raymond Lovelock (Alfredo), Adolfo Celi (capo della polizia), Franco Citti, Silvia Dionisio, Marino Masè, Renato Salvatori (Roberto "Bibi" Pasquini), Sergio Ammirata, Bruno Corazzari, Daniele Dublino, Flavia Fabiani, Tom Felleghi, Margherita Horowitz, Gina Mascetti, Marcello Monti, Claudio Nicastro, Gino Pagani, Enzo Pulcrano, Alvaro Vitali
Fotografia/Photography: Guglielmo Mancori
Musica/Music: Ubaldo Continiello
Costumi/Costume Design: Giovanna Deodato
Scene/Scene Design: Franco Bottari
Montaggio/Editing: Gianfranco Simoncelli
Produzione/Production: T.D.L. Cinematografica, Centro Produzioni Cinematografiche Città di Milano
Distribuzione/Distribution: Interfilm
censura: 68033 del 10-03-1976


Nemmeno fosse tritolo, questo film esplode subito in un inseguimento forsennato, come raramente ne abbiamo visti (sia prima che dopo) di così ben realizzati nel cinema italiano. Lo spettatore viene immediatamente catapultato nel bel mezzo di un conflitto epico, gli “eroi” della situazione non sono degli angeli senza macchia, bensì delle teste calde con atteggiamenti da “mariuoli”, molto distanti dallo stereotipo del poliziotto duro ma dal cuore d’oro, impersonificato in quegli anni dai personaggi interpretati da Maurizio Merli. Inutile precisare che la violenza e il sangue scorrono a fiumi nella pellicola. Ogni tanto la durezza delle immagini è stemperata da un’ironia ben calibrata.

mercoledì 14 settembre 2016

SQUILLO (1996)

Regia/Director: Carlo Vanzina
Soggetto/Subject: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Franco Ferrini
Sceneggiatura/Screenplay: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina, Franco Ferrini
Interpreti/Actors: Raz Degan, Jennifer Driver, Paul Freeman, Bianca Koedam, Antonio Ballerio, Alessandro Chiti, Luigi Montini, Pia Klover, Sandro Dori, Cyrus Elias, Elisabetta Riva, Marco Ghirlandi, Cassandra Gasparri, Yanai Dagan, Maurizio Carmignani, Gianni Franco, Stefano Paggiaro, Silvia Configliacco, Giorgio Melidoni, Sonia Caramma, Gianfranco Cifali, Erica Beltrami, Irene Georgiopullos, Susan Huckstep, Luca Brugnoli, Francesco Fichera, Fulvio Milani, Marco Migliara, Sabina Lamprecht
Fotografia/Photography: Luigi Kuveiller
Musica/Music: Pino Donaggio
Costumi/Costume Design: Nicoletta Ercole
Scene/Scene Design: Tonino Zera
Montaggio/Editing: Sergio Montanari
Suono/Sound: Domenico Pasquadibisceglie
Produzione/Production: Clemi Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Medusa Film S.p.A.
censura: 91162 del 30-10-1996

Squillo rappresenta un episodico ritorno al giallo per i fratelli Vanzina che nel genere hanno lasciato qualche buon lavoro come Sotto il vestito niente. Franco Ferrini collabora per soggetto e sceneggiatura, da esperto del ramo visto che ha lavorato molto con Dario Argento. Ferrini è un prolifico sceneggiatore, già presente tra gli autori di Sotto il vestito niente, si ricorda per Phenomena (1984) di Dario Argento, per i due Dèmoni (1985 - 1986) di Lamberto Bava e per la commedia Al bar dello sport (1983) di Francesco Massaro. Nel cast troviamo anche il britannico Paul Freeman, noto per il ruolo dell’archeologo francese René Emile Belloq, rivale di Indiana Jones nel cult I predatori dell’arca perduta (1981) di Steven Spielberg.

mercoledì 7 settembre 2016

VINELLA E DON PEZZOTTA (1976)

Regia/Director: Mino Guerrini
Soggetto/Subject: Giorgio Bracardi, Dante Matelli
Sceneggiatura/Screenplay: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo]
Interpreti/Actors: Giorgio Bracardi (Max Vinella, sagrestano tuttofare), Armando Brancia (don Pezzotta), West Buchanan (padre Splendid), Marcello Di Falco (Tony, il valletto), Lia Tomas (Camilla, la perpetua), Marina D'Auria (Maria, la "brutalona"), Alberto Pudia (funzionario comunale), Costantino Carrozza (uomo che pittura il ponte), Aldo Alori, Massimo Francioni, Massimo Stazzi
Fotografia/Photography: Roberto Girometti
Musica/Music: Giorgio Bracardi, Roberto Mannoni
Costumi/Costume Design: Luciana Marinucci
Scene/Scene Design: Francesco Vanorio
Montaggio/Editing: Antonio Siciliano
Suono/Sound: Raffaele De Luca
Produzione/Production: F.P. Cinematografica, Cinematografica Sagittarius
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 67869 del 28-01-1976

Intendiamoci bene, Vinella e Don Pezzotta non è certo un capolavoro, non è uno di quei film che se non li vedi ti manca qualcosa della storia del cinema italiano. No davvero. Ma è un film che per la generazione nata negli anni Sessanta ricorda lo strampalato umorismo diffuso dalle frequenze radio, alle 12 e 40 di ogni giorno feriale: Alto Gradimento condotto da Arbore e Boncompagni. Ora che amici bene informati mi dicono che tra Bracardi e Arbore si è incrinata l’amicizia d’un tempo, la cosa mi fa uno strano effetto, a metà tra nostalgia e rimpianto. Ma rivedere Bracardi interpretare Marx Vinella alle prese con l’arcigno quanto taccagno Don Pezzotta e con gli involontari tiri mancini giocati al buon Procaci Duilio, fa bene al cuore. Bracardi e Marenco sono stati la colonna sonora della mia adolescenza - grazie ad Arbore! - e i loro assurdi personaggi mi hanno fatto passare ore spensierate. Ricordo l’animale misterioso chiamato Scarpantibus, il fascista da operetta Catenacci, l’alunno Riccardino, il soldato Patroclo, il professor Aristogitone… e chi più ne ha più ne metta. Ricordo la magia di quella trasmissione a base di umorismo grottesco che profumava d’improvvisazione e genialità. Inutile dire che oggi riscoprire Giorgio Bracardi è come addentare una vecchia madeleine che mi permette di riassaporare con la memoria il mio tempo perduto. Veniamo al film, che dopo tutto questo preambolo pare la cosa meno importante.

martedì 23 agosto 2016

PECCATO SENZA MALIZIA (1975)

Regia/Director: Theo Campanelli
Soggetto/Subject: Theo Campanelli
Sceneggiatura/Screenplay: Theo Campanelli, Christian Auer
Interpreti/Actors: Jenny Tamburi (Stefania), Gabriele Tinti (Maurizio), Francesca Romana Coluzzi (Laura), Maya Morin, Albana Tassotti, Christian Auer, Piero Luzzi, Liliana Dionigi, Alessandro Perrella, Giacinto Rimini, Mara Smith, Luigi Pistilli (patrigno di Stefania)
Fotografia/Photography: Emilio Bestetti
Musica/Music: Stelvio Cipriani
Scene/Scene Design: Marco Cam
Montaggio/Editing: Piera Bruni, Gianfranco Simoncelli
Suono/Sound: Sebastiano Scutti
Produzione/Production: Lory International Film di Tassotti Gaetano
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 66036 del 15-02-1975

ATTENZIONE LA SEGUENTE RECENSIONE CONTIENE DEGLI SPOILER!
Stefania dopo 18 anni passati in un collegio viene presa in custodia dal patrigno, un rozzo pescatore che la porta a vivere con lui in una baracca situata in riva al mare. Da subito la ragazza vive un sentimento di disagio in quanto capisce che l'uomo in lei non vede una figlia, ma una donna, una moglie, e soprattutto un'amante. Di fatto abusa di lei. A Stefania non resta che fuggire  trovando accoglienza presso la villa al mare della sua professoressa Laura Innocenzi. Tra le due donne si instaurerà un bellissimo rapporto di amicizia, che sfocerà ben presto in un rapporto omosessuale. Stefania, finalmente felice, decide di buttarsi definitivamente il passato alle spalle, e si iscrive, seguendo le orme di Laura, ad una scuola di pittura. Qui incontra e si innamora del giovane e affascinante docente Maurizio. L'uomo non essendo il tipo che crede nell'amore eterno e per paura di restare intrappolato in un rapporto monotono e duraturo, decide di allontanarsi da Stefania lasciandola in preda alla disperazione. Questa distanza però permette a Maurizio di capire quanto tenga in realtà a lei, e tornando sui propri passi va alla villa per portarsela definitivamente via con lui. Laura, a questo punto realizzando che questa volta Stefania non tornerà più si toglierà la vita.

martedì 16 agosto 2016

IL VENDITORE DI PALLONCINI (1975)

Regia: Mario Gariazzo.
Soggetto: Mario Gariazzo, Armando Novelli.
Sceneggiatura: Luisa Montagnana, Massimo Franciosa.
Montaggio: Amedeo Giomini.
Fotografia: Claudio Racca.
Scenografia: Francesco Cuppini.
Direttore di Produzione: Fabio Diotallevi.
Musica: Stelvio Cipriani (Edizioni Musicali Le Galere)
Assistente Regia: Angelo Vicari.
Suono: Goffredo Salvatori.
Effetti Speciali/ Trucco: Lamberto Marini.
Versione Inglese: Tony La Penna.
Produttore Esecutivo: Armando Novelli.
Produzione: Cineproduzioni Daunia 70.
Interpreti: Lee J. Coob, James Whitmore, Renato Cestiè, Marina Malfatti, Maurizio Arena, Lina Volonghi, Adolfo Celi, Silvano Tranquilli, Gianni Agus, Gabriella Andreini, Pupo De Luca, Umberto D’Orsi, Giustino Durano, Giacomo Furia, Paola Nelli, Tony Norton, Franco Pesce, Carlo Romano, Andrea Scotti, Cyril Cusack, Giordano Albertoni, Alfredo Adami, Luciano Bonanni, Spartaco Battisti, Flora Carosello, Anna Di Leo, Cesare Di Vito, Vittorio Fanfoni, Sandra Mantegna, Fulvio Pellegrino, Lorenzo Piani, Derio Pino, Sven Valsecchi, Pietro Zardini.

Mario Gariazzo (1930 - 2002), spesso si firma Roy Garrett, come scrive Roberto Poppi ne I Registi Italiani (Gremese). Comincia come giornalista, debutta nel mondo dello spettacolo nelle vesti di impresario d’una compagnia teatrale e ne Il venditore di palloncini riproduce questa esperienza nei caratteri dei personaggi principali. Produttore cinematografico, debutta alla regia nel 1961 (Lasciapassare per il morto), si specializza come autore di genere in senso lato, dalla commedia erotica al western, lasciando un segno indelebile nel lacrima-movie. Gariazzo scrive il soggetto de L’ultima neve di primavera di Raimondo Del Balzo, pellicola simbolo del sottogenere italiano che deriva dal melodramma e dai film strappalacrime anni Cinquanta, e dirige Il venditore di palloncini, sceneggiato da una sua idea originale. La fantascienza è il genere che ama di più, il cult-movie resta Incontri molto ravvicinati del quarto tipo (1978).

sabato 13 agosto 2016

LE SEGRETE ESPERIENZE DI LUCA E FANNY (1980)

Regia: Bob Ghisais (Roberto Girometti).
Versione francese: Gérard Loubeau.
Produzione: Italia/Francia - ELM (Roma) - UTC (Parigi).
Fotografia: Roberto Girometti.
Suono: Lionel Crampont.
Soggetto: Manlio Capoano.
Sceneggiatura: Manlio e Lillo Capoano.
Script francese: Natalie Perrey.
Montaggio: Mauro Bonanni (edizione francese: Gilbert Kikoïne).
Produttore Esecutivo: Lillo Capoano.
Direttore di Produzione: Manlio Capoano (versione francese: Cristine Renaud).
Operatore: Giovanni Brescini.
Truccatori: Renato Francola, Mauro Gavazzi.
Musiche: Bob Deramont (Roberto Pregadio). Macchinista. Antonio Cancellieri.
Teatri di Posa: INCIR - De Paolis (Roma).
Doppiaggio e Sincronizzazione: Fono Roma.
Colore: Luciano Vittori.
Rumori ed Effetti: Massimo Anzellotti.
Edizioni Musicali: E.A.R. (Milano).
Interpreti: Enzo Garinei (padre di Luca), Daniela Giordano (madre di Luca), Julia Perrin (Fanny), Devaux Fawzi (alias: Dominique Saint-Claire/ Gil Lagardère) (Luca), Aldo Materazzi (Aldo Ralli) (padre di Fanny), Annie Carol Edel (madre di Fanny), Lidie Fedics (Jane Baker) (Marta, la zia di Luca), Brigitte Van Meerhaeghe (Brigitte Lahaye) (Simoma, cameriera bionda), Guy Bérardant (Marco, amante di Simona), Piotr Stanislas (amante di Gina), Attrice non identificata (Gina, cameriera nera), Marie-Claude Moreau (controfigura hard dell’attrice non identificata).
Titolo francese: Secrets d’adolescentes. Titolo spagnolo: Secretas Experiencias. Titolo tedesco: Ein Sommer auf dem Lande. Altro titolo italiano: Le porno esperienze di Luca e Fanny.
censura: 75620 del 09-10-1980

Basta la sinossi ufficiale per apprezzare il tema: “I coetanei Luca e Fanny, durante una calda vacanza estiva passata con i genitori e con la zia del ragazzo presso la villa estiva di quest’ultima, sono iniziati alle gioie del sesso grazie a due intraprendenti quanto ninfomani cameriere, ma anche per merito della zia Marta, di cui Luca è innamorato sin dall’infanzia”. Il film nasce come erotico spinto ma con la produzione si trasforma in hard, grazie a molti inserti espliciti, alcuni recitati da controfigure. Sergio Germani lo considera un supercult, certa critica francese lo considera “un piccolo capolavoro”, persino “uno degli hard più significativi che siano mai stati girati”. Qualche critico transalpino scomoda addirittura Proust per i turbamenti adolescenziali del ragazzino, identificando nelle foto erotiche della zia ritrovate in soffitta delle vere e proprie porno - madaleines. Mi pare eccessivo…

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