lunedì 27 marzo 2017

MULTIPLEX (2013) di Stefano Calvagna - recensione del film


MULTIPLEX - 2013 - Stefano Calvagna
Il regista e attore Stefano Calvagna gira con “Multiplex”, nel 2013, il suo nono film. Una carriera prolifica e controversa, a metà tra il cinema di genere e il cinema d’autore. Ha girato buoni film come film mediocri, creandosi intorno a sè un certo numero di fans adoranti ma anche molti implacabili detrattori. “Multiplex” è un buon film thriller, non privo di difetti, ma che intrattiene a dovere lo spettatore, anche il nerd esigente e fanatico del genere. La storia è abbastanza semplice, e ricorda uno stuolo di altri film: un sestetto di baldanzosi ragazzi decide di intrattenersi in una multisala dopo l’orario di chiusura, e di passarci dentro la notte. I ragazzi però non hanno fatto i conti con il guardiano del posto, una specie di maniaco psicopatico. Il guardiano è interpretato da un ottimo Federico Palmieri (già visto negli horror indie “Hope lost” e “Lilith’s hell”), felicemente sopra le righe. Un villain perfetto per i tempi: perennemente sotto stress, incattivito dalla società, ossessivo compulsivo. Irresistibili le sequenze nelle quali rimprovera in modo assolutamente spropositato i giovani che usano i bagni dei disabili. Oppure quando picchia a sangue un uomo che osa filmare con una videocamera la pellicola in sala per poi piratarlo in rete. Anche gli altri attori non se la cavano male, ma Palmieri rimane il mattatore assoluto di “Multiplex”.

giovedì 23 marzo 2017

SEQUOR (2012) di Federico Rabacchin e Marco Scucciari recensione del film


Sequor (2012) - locandina
Nel 2012 i giovani registi padovani Federico Rabacchin e Marco Scucciari approdavano già, con “Sequor”, al loro terzo lungometraggio. Prima di Sequor avevano girato un altro horror, “Undead”, rimasto abbastanza invisibile, e prima ancora, nel 2009, avevano esordito con "Loro". Quest'ultimo era un horror basato, almeno in parte, su fatti reali avvenuti in quegli anni tra i boschi del Colli Euganei, in provincia di Padova. Fatti legati ad una assidua attività di una setta satanica (mai scoperta) che organizzava messe nere e sacrifici animali. In quel periodo ne parlarono i giornali locali, e ci furono molti testimoni dei fatti. Alcuni di questi testimoni vennero minacciati dai presunti affiliati alla setta satanica. Ci furono una serie di episodi strani e bizzarri riconducibili alla setta, avvenuti per lo più nottetempo. “Loro” fu proiettato nel 2009 ad Este, in provincia di Padova, ed ebbe un grande successo, ed una vasta eco a livello locale. Il film era molto amatoriale (nonostante gli enormi sforzi produttivi dei registi) e recitato malissimo. Tre anni dopo i due registi decisero di girarne un seguito: ed ecco a noi “Sequor”!

martedì 21 marzo 2017

PENSAVO FOSSE AMORE… INVECE ERA UN CALESSE (1991) di Massimo Troisi - recensione del film


PENSAVO FOSSE AMORE…
INVECE ERA UN CALESSE (1991)
Massimo Troisi (1953 - 1994) comincia come attore di cabaret, interprete napoletano in senso stretto, raggiunge la fama grazie a radio e televisione (Non Stop, Luna Park) dove interpreta sketch indimenticabili con il gruppo La Smorfia (con Arena e Decaro). Il suo primo film, Ricomincio da tre (1981) lo trasforma in un fenomeno cinematografico, alla pari di Benigni e Nuti, interprete di una commedia dialettale che si sforza di raccontare la vita quotidiana con leggerezza ma scavando in profondità. Seguono altri lavori interessanti da regista - attore: Scusate il ritardo (1983), Non ci resta che piangere (1984), Le vie del Signore sono finite (1987) e Credevo fosse amore… invece era un calesse (1991). Non possiamo tacere le interpretazioni intense nei due film di Scola Splendor (1988) e Che ora è (1989), per finire in bellezza con Il postino (1994), di Radford, uscito dopo la sua morte, film omaggio a Neruda, pluripremiato agli Oscar.

Credevo fosse amore… invece era un calesse è un film d’impostazione teatrale che ricorda le origini dell’attore napoletano, costruito con cura intorno alla forte personalità di Troisi, davvero improponibile senza la sua presenza magnetica. Il film è quasi una scusa per sfoggiare il campionario mimico e le gag malinconiche di un attore straordinario. La sceneggiatura - curata da Anna Pavignano, compagna del regista e autrice di un libro eccellente sulla sua vita - è soffusa di filosofia partenopea, arricchita con gag ironiche e struggenti, a tratti beffarde, prelevate dalla vita quotidiana. Soltanto Troisi, Benigni, Nuti e prima di loro Totò, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, hanno saputo fare operazioni simili, estraendo la comicità da loro stessi, da volti deformati in smorfie surreali finalizzate alla costruzione di una storia. 

lunedì 20 marzo 2017

ADRENALINE (2015) di AA. VV. - recensione del film


ADRENALINE (2015)
“Adrenaline” è un lungometraggio ad episodi concepito e curato da Daniele Misischia, il quale, precedentemente, aveva partecipato ad altri due progetti simili, “Connections” e “17 a mezzanotte”. Misischia stesso ha diretto l’episodio-cornice e “Devil on the road”, uno dei segmenti più riusciti. “Adrenaline” si distingue in meglio dai numerosi film ad episodi spuntati come funghi negli ultimi anni in Italia. In questo progetto collettivo, pur non esente da qualche scivolone di troppo, si cerca di ovviare in tutti i modi alle ristrettezze di budget e in grossa parte ci si riesce, restituendo al pubblico un prodotto più che dignitoso da tutti i punti di vista, e non smaccatamente e tristemente amatoriale. Il fatto poi che il film, escludendo il “solare” episodio-cornice, sia stato girato interamente di notte, ne aumenta il fascino undeground.
I generi affrontati in Adrenaline sono tantissimi: si va dall’action allo spy, dalla guerra al thriller, dalla commedia al noir, fino all’horror e alla fantascienza.

giovedì 16 marzo 2017

LA MACCHINAZIONE (2016) di David Grieco - recensione del film


La macchinazione - locandina
1975. Pier Paolo Pasolini sta scrivendo quello che sarà il suo romanzo incompiuto: Petrolio. Alterna a questa scrittura la realizzazione del film Salò o le 120 giornate di Sodoma che mette insieme gli ultimi disperati giorni dei repubblichini e la critica alla società ipersessualizzata nata dopo il ’68. Nello stesso periodo, comincia a frequentare il diciasettenne Pino Pelosi, che ha amicizie pericolose...

David Grieco traspone su pellicola gli ultimi tre mesi di vita dell’intellettuale. Ad interpretarlo c'è Massimo Ranieri, il quale, per sua stessa ammissione, rivela di aver conosciuto realmente Pasolini durante una partita di calcio della Nazionale Artisti. Il soggetto si rifà all'omonimo libro scritto dallo stesso Grieco, amico personale di Pasolini, dove si rigetta la tesi dell’omicidio politico e si parla apertamente di una vera e propria macchinazione ordita non solo da missini omofobi, ma dalla P2, dall'imprenditore Eugenio Cefis, fino ad ipotizzare il coinvolgimento di un ministro. L’opera pecca di eccessivo complottismo ed a uccidere Pasolini furono realmente quei ragazzi di borgata che tanto odiavano i “froci”? Ad oggi, purtroppo, ancora non è dato saperlo.

lunedì 13 marzo 2017

CARAMELLE DA UNO SCONOSCIUTO (1987) di Franco Ferrini - recensione del film


CARAMELLE DA UNO SCONOSCIUTO
 (1987) di Franco Ferrini 
Primo (ed anche ultimo) film di Franco Ferrini, sceneggiatore spezzino, ma adottato dalla "scuola" romana del cinema.
Memore della "gavetta" con Argento e con i fratelli Vanzina, Ferrini dimostra di sapersi muovere bene nel thriller e di aver assimilato quello stile tipico dei suoi "maestri".
Ma a dirla tutta, non tutte le ciambelle riescono col buco e Caramelle da uno sconosciuto  rappresenta soltanto un timido e maldestro tentativo di bissare il successo degli amici colleghi. Siamo sul giusto binario, le premesse ci sono tutte, ma da uno che ha sceneggiato capolavori degli anni '80 come Phenomena o C'era una volta in America, ci si poteva aspettare molto di più.
Caramelle da uno sconosciuto la sua sporca figura la fa, ma, purtroppo, non è per la formula thriller che è possibile tesserne le lodi (ed è un po' come dire che uno spettacolo comico ha fatto ridere per altri motivi e non per le battute del cabarettista).

giovedì 9 marzo 2017

BELLA, RICCA, LIEVE DIFETTO FISICO CERCA ANIMA GEMELLA (1973) di Nando Cicero - recensione del film



BELLA, RICCA, LIEVE DIFETTO FISICO
CERCA ANIMA GEMELLA
Bella, ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella è una commedia sicula che chiude un grande 1973, anno importante per il cinema grottesco e originale di Nando Cicero. Non si raggiunge lo stesso livello comico di Ku fu? Dalla Sicilia con furore e di Ultimo tango a Zagarol, con Franco Franchi, ma la commedia - più classica rispetto alle pellicole citate - può dirsi riuscita.
Bella, ricca, lieve difetto fisico cerca anima gemella è un’interessante commedia sexy nella quale si assiste alla trasformazione transessuale di Marisa Mell. Un medico come Gino Pagnani prevede tale evoluzione dopo aver individuato due testicoli atrofizzati e aver dato la responsabilità agli esperimenti nucleari. Tra gli attori ricordiamo un ottimo Carlo Giuffrè, protagonista assoluto, che per mantenere la famiglia s’inventa una professione da gigolò: seduce e truffa donne con orribili difetti fisici conosciute grazie a inserzioni pubblicate sui giornali. Un bel giorno s’innamora della bella modella Teresa (Mell) e svaligia la cassaforte dell’ospizio dove è ricoverato il padre (Pinciroli) per scappare con lei e rifarsi una vita. Le cose non vanno per il verso giusto, il protagonista finisce in galera per il furto all’ospizio, quando esce scopre che Teresa è diventata un uomo e vive con la moglie che è in attesa di un figlio.

martedì 7 marzo 2017

LA RAGAZZA DI LATTA (1970) di Marcello Aliprandi - recensione del film


La ragazza di latta (1970)
"Il corpo di marmo di Guidarello Guidarelli giace a Ravenna. La leggenda vuole che un giorno il bacio di una donna risveglierà il giovane eroe."

Ravenna, imprecisato futuro. La città è desolante, sbiadita; moderne architetture alienano l'antico paesaggio. Il signor Rossi è il pacifico impiegato della Smack Bank, dove dal direttore ai dipendenti tutti vestono uguali e portano larghi basettoni. A differenza degli altri, Rossi non veste uguale, non porta lunghi basettoni, e preferisce circolare con un paio di pattini piuttosto che con la Smack Rolls, vettura di grido prodotta dalla grande corporazione Smack; che produce anche whiskey, sigarette e insetticidi. La moglie del signor Rossi lo rimprovera perché egli non si conforma con la società e con le sue regole mondane. Rossi si rifugia nell'intimo della sua stanza dove gioca ad evadere con una collezione di fotografie: ritaglia il proprio volto e l'appiccica su altre foto, sostituendolo a quello dei personaggi più disparati. E' un uomo solo, privo di un'identità che lo realizzi. Il direttore della banca lo invita ad acquistare una Smack Rolls e a farsi crescere i basettoni. Ma Rossi non ascolta i consigli, non tanto per spirito di ribellione quanto perché tutto ciò che gli viene proposto non sembra appartenere al suo animo semplice. Nel tempo libero s'intrattiene con amici sognatori, coi quali partecipa a uno strano gioco nel bosco: appostati come cacciatori, devono riuscire ad avvistare l'elefante che vola.

domenica 26 febbraio 2017

IL PORNOSHOP DELLA SETTIMA STRADA (1979) di Aristide Massaccesi - recensione del film


IL PORNOSHOP DELLA SETTIMA STRADA (1979)
Film del 1979 di Joe D’amato, alias Aristide Massaccesi, uno dei registi italiani più poliedrici e produttivi. Autore di pellicole memorabili nell’ambito del giallo come La morte ha sorriso all’assassino, horror di culto come Anthropophagous e Buio omega per poi sconfinare nel territorio del cinema erotico e del cinema hard. Il tratto caratteristico della regia di Joe D’Amato è il “rivelare, far vedere allo spettatore” ogni dettaglio della scena anche quello più scabroso. Quindi possiamo passare dagli eccessi splatter del feto mangiato in Anthropophagous, dell’autopsia e necrofilia in Buio omega ai dettagli hard come le penetrazioni in primissimo piano.

lunedì 20 febbraio 2017

ALMOST DEAD (2016)

Almost dead
Regia/Director: Giorgio Bruno
Soggetto/Subject: Giorgio Bruno
Sceneggiatura/Screenplay: Davide Chiara e Daniele Pace
Interpreti/Actors: Aylin Prandi (Hope Walsh), Sean James Sutton (Donald Dawson), Valentina Ferrante (Claire Stevenson), Giovanni Geo Johnson (Sam)
Fotografia/Photography: Angelo Stramaglia
Musica/Music: Massimo Filippini
Costumi/Costume Design: Susanna Ferrando
Scene/Scene Design: Mirko Miceli
Montaggio/Editing: Angelo D'Agata
Suono/Sound: Matteo Botticelli e Massimo Filippini
Produzione/Production: Susanna Ferrando, Sonia Broccatelli, Emanuela Morozzi
Distribuzione/Distribution:


"Almost dead" è un horror del 2016 diretto e prodotto dal trentunenne Giorgio Bruno, regista catanese già noto per aver girato nel 2013 "Nero infinito". Il film di recente ha vinto il premio come "Miglior thriller" al prestigioso festival MiSciFi 2017 di Miami. 
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