lunedì 22 maggio 2017

FRANKESTEIN ALL'ITALIANA (1975) di Armando Crispino - recensione del film


FRANKESTEIN ALL'ITALIANA (1975)
di Armando Crispino
Armando Crispino (1924 - 2003), un laureato in legge di Biella che emigra a Roma e si dedica al cinema, prima come critico, poi come regista, si ricorda soprattutto per L’etrusco uccide ancora (1972) e per Macchie solari (1974). Regista di mestiere, molto adatto per il genere horror di cui è capace di rispettare tutte le convenzioni e gli stereotipi. Frankenstein all’italiana, rieditato nel 1976 come Prendimi, straziami che brucio di passione, riporta in auge un sottogenere come l’horror comico - grottesco, che in Italia non ha avuto grandi proseliti. Tra i prodotti migliori ricordiamo Tutti defunti tranne i morti (1977) di Pupi Avati, L’esorciccio di Ciccio Ingrassia, Il cavalier Costante Nicosia demoniaco, ovvero Dracula in Brianza (1975) di Lucio Fulci, Io zombo tu zombi lei zomba (1979) di Nello Rossati, Dottor Jekyll e gentile signora (1979) di Steno, Fracchia contro Dracula (1985) di Neri Parenti… l’elenco non è esaustivo. Il sottogenere è più britannico e statunitense, ma i registi italiani - nei rari casi in cui hanno praticato la strada dell’horror comico - hanno sempre dato un taglio grottesco e spesso erotico, come marchio di fabbrica nostrano.

mercoledì 17 maggio 2017

REPORT 51 (2013) di Alessio Liguori - recensione del film


REPORT 51 (2013) di Alessio Liguori
La trama: un gruppo di ragazzi decide di trascorrere il week-end in un casolare tra i boschi, dove qualche giorno prima aveva inavvertitamente filmato un avvistamento UFO con una telecamera. Una volta sul posto il gruppo avrà una chiara conferma dell’avvistamento. Di più: i ragazzi verranno crudelmente braccati da tanti piccoli ma aggressivi extraterrestri…

Nel 2013 Alessio Liguori gira, in co-sceneggiatura e co-produzione con il sodale Giuliano Tomassacci (anche direttore della fotografia) questo thriller fantascientifico, usando la ormai abusatissima tecnica del found footage. Il film è stato girato in lingua inglese, tra l’Umbria e il Belgio. “Report 51” fu anticipato da una riuscitissima campagna virale. Il regista fece circolare in rete un breve segmento del film, facendolo passare come un avvistamento alieno. Il video fu presto visualizzato da centinaia di migliaia di persone, e fu oggetto dell’attento studio di ufologi vari. Poco prima dell’uscita del vero trailer la produzione svelò “l’inganno”. Con questa strategia virale il film ebbe una notevolissima pubblicità in tutto il mondo.

giovedì 11 maggio 2017

DONNE DI MARMO PER UOMINI DI LATTA (2017) di Roger A. Fratter - recensione del film


DONNE DI MARMO PER UOMINI DI LATTA (2017)
di Roger A. Fratter
Roger A. Fratter continua a indagare l’universo femminile, dopo Rapporto di un regista su alcune giovani attrici e Tutte le donne di un uomo da nulla, mettendo in primo piano l’erotismo e il contrasto di personalità tra uomo e donna, con la seconda inesorabilmente vincente grazie alle armi della seduzione e del sesso. Donne di marmo per uomini di latta si propone di dimostrare che l’uomo è una cosa insignificante mentre la donna conduce sempre il gioco, è l’elemento determinante del rapporto, tratta l’uomo come meglio crede, non è mai succube ma dominatrice. In breve la trama. Roberta dirige la rivista Sculturopoli, fondata insieme a Giorgio e all’imprenditore Trussani, è una donna frustrata che tratta male i suoi collaboratori e pretende una servile dipendenza. Vive una sorta d’amore malato con Giorgio, pur essendo la donna di Trussani, odia la collaboratrice Simona - giovane amante di Giorgio - e fa di tutto per licenziarla. A sua volta Giorgio soffre per una situazione familiare difficile, separato dalla moglie, con una figlia adottiva (Francesca) che odia la madre e tormenta il padre, tra sogni incestuosi e sfide provocanti.

martedì 9 maggio 2017

PER UNA MANCIATA D'ORO (1965) di Carlo Veo [Charlie Foster] - recensione del film


PER UNA MANCIATA D'ORO (1965) di Carlo Veo
Chissà che faccia avranno fatto gli spettatori in sala quando davanti a loro non si sono trovati il film western che credevano di essere andati a vedere ma un film di avventura con tanto di Tarzan nostrano. Perché la pellicola in questione, al di là del titolo forviante, è ambientata nella giungla e non nelle praterie del Nord America, e il protagonista non casualmente si chiama Tarzak. Ma quando uscì nei cinema, la produzione trovandosi tra le mani un’opera che non trovava più riscontro tra i gusti del pubblico, nell’inseguire la moda del momento cercò di camuffare il più possibile le carte in tavola. La pellicola fu presentata con un titolo e locandine che rimandavano concettualmente al nascente genere che aveva catalizzato i gusti del pubblico, lo spaghetti-western.

lunedì 8 maggio 2017

ALCOLISTA (2017) di Lucas Pavetto - recensione del film



ALCOLISTA (2017) di Lucas Pavetto
La trama: Daniel, alcolizzato in stadio avanzato, spia il vicino di casa. La sua intenzione è quella di ucciderlo a colpi di pistola. Nel frattempo l’uomo conosce per caso una volontaria di un centro per alcolisti anonimi, con la quale imposta una relazione morbosa…

Lucas Pavetto è conosciuto tra i fans dell’horror per l’ottimo lungometraggio “The perfect husband”. In realtà, tra corti e lungometraggi, ha già girato un discreto numero di opere, tra le quali “Il cerchio dei morti” nel 2007, in co-regia con Andrea Falcioni. “Alcolista” è stato girato quasi interamente negli Stati Uniti, per la precisione a Buffalo, Stato di New York. La produzione è indipendente, ma con un certo budget. Il salto di qualità di Pavetto nel budget si vede innanzitutto dalla stupenda fotografia di Angelo Stramaglia (il quale aveva lavorato anche in “Almost dead” di Giorgio Bruno).

domenica 7 maggio 2017

EDONISM (2010) di Alessandro Fantini - recensione del film


EDONISM (2010) di Alessandro Fantini


La trama: una coppia di occidentali si trasferisce a Tokyo. Poco dopo, a causa dei troppi litigi, i due si separeranno definitivamente. Lui cadrà in un vortice di depressione e alcolismo, perdendo lavoro e affetti. Non solo: avrà dei fortissimi attacchi di mal di testa, uniti a delle bizzarre ed inquietanti allucinazioni. Ogni volta che l’uomo è preda alle allucinazioni a Tokyo avviene un terremoto. In più l’uomo si accorge di essere pedinato da un paio di strani personaggi…

giovedì 4 maggio 2017

MA QUANDO ARRIVANO LE RAGAZZE? (2004) di Pupi Avati - recensione del film


MA QUANDO ARRIVANO LE RAGAZZE? (2004) 
Pupi Avati torna a scrivere una piccola storia di amicizia, amore e jazz, calcando territori ben conosciuti, racconta la passione della sua giovinezza ambientandola in tempi moderni e costruisce un film ricco di sentimento e nostalgia. In breve la trama. Il sassofonista Gianluca (Briguglia) è stato allevato dal padre (Dorelli) - un jazzista fallito - nel sogno del successo, per diventare un grande musicista, proprio quello che al genitore non è riuscito. Siamo nel 1994, a Umbria Jazz. Gianluca incontra il trombettista Nick (Santamaria) e tra loro nasce un’amicizia intensa, che va ben oltre la passione per le ragazze, un legame solido che accompagna la loro giovinezza. Gianluca e Nick compongono un quintetto jazz insieme a tre amici originali come un astronomo che gira con un’auto senza portiera e due tipi assurdi, persino maneschi, con cui finiscono per legare dopo un inizio burrascoso. Ben presto tutti si rendono conto che l’unico ad avere talento è Nick, cosa che mette in crisi Gianluca che decide di abbandonare il sogno della musica, con grande delusione del padre.

lunedì 1 maggio 2017

A PEZZI (UNDEAD MEN) 2013 di Alessia Di Giovanni e Daniele Statella - recensione del film



Siamo nel vecchio West: due cowgirls trovano i pezzi del corpo di una persona a loro nota. Si addentreranno per il deserto per scoprire l’assassino, incontrando personaggi alquanto bizzarri e situazioni altamente pericolose…

Nel 2013, con un budget ristretto ma con le idee ben chiare, Alessia Di Giovanni e Daniele Statella girano “A pezzi (undead men)”, una commedia western-horror impreziosita da un’ottima fotografia in bianco e nero. Il film si muove dentro un bel po’ di generi, compreso l’action, ed ha uno stile molto fumettoso. Guarda caso Statella è anche un disegnatore della Bonelli Editore. Si avvalgono di un cast di tutto rispetto: Marco Silvestri (noto comico del duo “Pali e dispari”), Elena Di Cioccio (presentatrice de “Le iene” e “Stracult”) e in una parte secondaria Diego Pagotto. Curiosità: nella particina del locandiere c’è anche il noto porno-attore Omar Galanti.

giovedì 27 aprile 2017

PRIGIONE DI DONNE (1974) di Brunello Rondi - recensione del film


PRIGIONE DI DONNE (1974) di Brunello Rondi
Scritto a quattro mani dal regista e sceneggiatore Brunello Rondi e dal criminologo Aldo Semerari, "Prigione di donne" (1974) si inserisce nel contesto del pruriginoso filone erotico WIP che ebbe discreta fortuna degli anni settanta.
Quasi tutti gli stilemi e motivi del genere sono rispettati, con il solito sadismo da parte delle guardie carcerarie (qui suore, capitanate dalla arcigna madre superiora e direttrice, interpretata dalla inquietante attrice Maria Quadimodo Cumani ) nudità femminili a iosa, un pò di lesbismo, soprusi e ingiustizie ai danni delle detenute.
Tuttavia,mancano sequenze di violenza sessuale che invece troviamo in film dello stesso filone, come quelli diretti dallo specialista spagnolo, il regista Jess Franco.
Sembra che Rondi, pressi meno dei suoi colleghi il pedale dell'sexploitation e che dietro il film, pur non eccelso, ci sia un sincero intento di denuncia sociale.
Buone le musiche di Albert Verracchia, a parte un motivo tarantellato che apre il film e che ricorre altrove, a nostro avviso non integrandosi al meglio con la narrazione drammatica.

venerdì 21 aprile 2017

MIDWAY – TRA LA VITA E LA MORTE (2013) di John Real [Giovanni Marzagalli] - recensione del film



 MIDWAY – TRA LA VITA E LA MORTE
(2013) di John Real
John Real (al secolo Giovanni Marzagalli) è un giovane produttore e regista siciliano, noto tra gli appassionati di cinema horror per l’interessante “Native”, datato 2011. Due anni prima, a soli 16 anni, aveva diretto il suo primo lungometraggio, “Ombre di realtà”, un fantasy che attirò l’interesse e il plauso di svariate testate internazionali, tra le quali Vogue Italia. “Midway - tra la vita e la morte” (2013), è un horror, ed ha usufruito di un budget quasi inesistente. Nonostante ciò il film ha tutti i crismi della professionalità, non è di certo un prodotto amatoriale. La storia è abbastanza semplice: un gruppo di trentenni decide di trascorrere il weekend in tenda, in mezzo ai boschi. Alcuni di loro hanno gravi problemi personali e di coppia. Il gruppo non è poi così sereno. Il loro problema maggiore però sarà un altro: fronteggiare una misteriosa ed aggressiva “entità” che si nasconde, chissà da quanto, tra alberi e cespugli. “Midway - tra la vita e la morte” non è certo una cialtronata fatta da 4 amici nel fine settimana: c’è una certa cura in tutto, dalla scelta del cast agli effetti speciali, dalle locations (degli splendidi boschi) alla fotografia.
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