lunedì 3 aprile 2017

MY LITTLE SISTER (2016) di Maurizio e Roberto Del Piccolo - recensione del film


Nel panorama cinematografico italiano, si usa dire “si fanno solo commedie e film drammatici”. Errore, basta saper scovare e dare una possibilità (comprando film, o magari anche solo visionando le pellicole nei festival) a chi cerca di affermarsi, mantenendo intatta la propria cifra artistica.
Dopo The hounds, regolarmente distribuito in dvd, e che mi convinse al 40%, Maurizio e Roberto Del Piccolo, ritornano con My little sister, film che è stato proiettato in numerosi festival, tra cui il Torino horror fest , e che ha vinto il Fantafestival nel 2016 (in entrambi i ero ospite, ma per una circostanza o l’altra, mi ero perso il film). Ne ho potuto recuperare la visione perché finalmente è stato distribuito in dvd per la Cecchi Gori, con un comparto extra abbastanza interessante tra cui un bel cortometraggio L’intruso, il making of, interviste al cast e un videoclip.
Negli ultimi anni, tra coloro che si sono cimentati nel nostro paese con il genere horror, perlopiù è andato di moda lo zombie movie, che ha raccolto sicuramente una vasta fetta di pubblico. Mentre nel caso di My little sister, il film si può inserire in quel genere prettamente americano qual è lo slasher, a cui appartengono saghe quali venerdi 13 e a location più pertinenti al genere affrontato.

La trama è apparentemente semplice: un oscuro passato perseguita un giovane ragazzo, ripercorrendo alcune zone della sua infanzia, gli incubi riaffiorano materialmente. Sotto l’aspetto narrativo, niente viene lasciato al caso, non ci sono buchi e tutto viene svelato, in modo fluido, senza forzature e senza eccessivi “spiegoni”, che rimangono sempre indigesti.
Il film scorre per la sua oretta e un quarto, in maniera gradevole, senza sbadigli e senza troppi intoppi, mantiene quasi sempre un ritmo abbastanza elevato ed è divertente soprattutto quando entra in azione il killer. La figura del “villain” è ben caratterizzata, di sicuro impatto ed è cattivo quanto basta.
Gli effetti speciali sono ben fatti, non lesinano in violenza e in splatter, a fronte di un budget sicuramente non stellare.
I luoghi comuni che fanno parte del genere non mancano, ma allo spettatore fa sempre piacere vederli, come la figura del villico locale che sconsiglia ai ragazzi di campeggiare e narra la leggenda, o la scena di sesso all'interno della tenda.
Le location sono azzeccate, così come la colonna sonora, strumentale e di accompagnamento per tutta la durata dell'opera, mai invasiva e che esplode nei titoli di coda.
Purtroppo, non è tutto oro quello che luccica, nel senso che My little sister, rimane un film discreto, che con adeguati accorgimenti, poteva risultare più che ottimo.
Le recitazioni sono approssimative, a tratti caricaturali, come quella di David White (che in altri film, invece mi è sempre piaciuto e che rimane comunque un ottimo attore), anche il restante cast non convince.
Alcune scene, girate con la luce del sole,  in notturna avrebbero conferito al film una potenza ancora maggiore. Tutto questo però non pregiudica assolutamente la buona riuscita dell'opera.


Recensione a cura di:
Federico Tadolini | Crea il tuo badge


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