sabato 1 aprile 2017

ATTRICI DI GENERE: INTERVISTA A DANIELA DORIA


Daniela Doria - collezione privata

- COM'E' INIZIATA LA  TUA AVVENTURA NEL MONDO DELLO SPETTACOLO?
Non mi sarei mai sognata di fare del cinema, perché la mia più grande passione era la danza e all'età di dieci anni fui scelta, tra non so quante bambine, dalla Scala di Milano dove ci rimasi per ben tre anni. Succedeva che facevo spettacoli serali tipo ''Lo schiaccianoci'' e ritornavo tardi a casa, verso mezzanotte, così un giorno mio padre decise di togliermi dal corpo di ballo della Scala, perché per ballare non studiavo più, ma la passione era così forte che continuai prendendo lezioni private, amavo tantissimo la danza classica. Arrivata ai 18 anni, un giorno mentre mi trovavo con mia madre a fare una passeggiata in centro, notammo che stavano girando un film, così ci siamo avvicinate. Il regista era Stefano Rolla (che diversi anni dopo, rimase vittima  nell'attentato a Nassiria, mentre stava girando). Si avvicina e mi dice: ''tu hai una faccia da attrice, perché non ci provi?'' ed io ''ma no, io non ho mai studiato recitazione'', per me era veramente impensabile... Allora mi diede il numero di un agente che aveva lo studio a Milano in Piazza del Duomo. Decido di provarci, mi presento, e mi fecero fare subito delle fotografie. L'agente mi disse che ero davvero molto fotogenica, e così è iniziato il tutto. Arrivarono i primi provini, andavo sempre avanti e indietro da Milano a Roma, e ti dirò che già al secondo provino andò bene. Un giorno l'agente mi dice che il mio cognome, Cormio, era troppo complicato e quindi lo cambiò in Doria, anche perché sono sempre stata un pò golosa e ''Doria'' mi faceva pensare ai biscotti (ride).

- RICORDI LA TUA PRIMA ESPERIENZA CINEMATOGRAFICA ?
Daniela Doria - Classe mista (1976)
La primissima esperienza cinematografica in realtà non è stata “Classe mista” come molti credono, feci una piccola partecipazione nel film ''San Babila ore 20: un delitto inutile'' (1976), basato su una storia vera, per la regia di Carlo Lizzani. Figurati, il set agli occhi di una diciottenne è apparso super affascinante. Poi nello stesso anno, come dicevamo, arrivò “Classe mista” che fù un'esperienza davvero divertente, c'erano tutti attori di una simpatia incredibile. C'era Alvaro Vitali che era praticamente una battuta dietro l'altra anche fuori dal set, c'era Michele Gammino, c'era Gianfranco D'Angelo mitico e simpaticissimo nel ruolo di Ciccio il bidello, poi c'era la Dandolo, insomma davvero un attore più simpatico dell'altro. Il primissimo che vidi, il primo giorno al trucco era Gabriele Di Giulio, sono entrata, era lì seduto e mi ha subito colpito la sua bellezza, e ti dirò che in pellicola non rendeva quanto dal vivo. Poi incontrai Sophia Lombardo , anche lei simpaticissima, dividevamo la camera e chiacchieravamo per ore e puntualmente ce ne pentivamo, perché la mattina dopo, dovendoci svegliare prestissimo e andare subito al trucco morivamo dal sonno e ogni volta imprecavamo dicendo - porca miseria, tutte le nostre chiacchiere! - (ride). Alfredo Pea, invece, era più riservato degli altri, molto taciturno e stava spesso per conto suo.

- SEMPRE NEL 1976 INTERPRETI UN ALTRO FILM CON GABRIELE DI GIULIO, ''LE SEMINARISTE'' DIRETTO DA GUIDO LEONI...
Daniela Doria - Le Seminariste (1976)
Ti dirò, l'esperienza de ''Le seminariste'' è stata molto movimentata. In pratica io e Gabriele (Di Giulio) ci eravamo messi insieme, poco dopo ''Classe mista'', e allora ci chiesero ad entrambi di fare questo film  perché volevano ricreare le solite coppie cinematografiche che al pubblico piacciono tanto. Finché un giorno, mentre io stavo girando una scena, scoprii che Gabriele mi aveva tradito. Io e lui dividevamo sempre la stanza, e una sera, tornando in camera, ho sentito il profumo della sua amante sul cuscino, quindi immagina... Mi sono infuriata come una pazza e di notte mi sono fatta cambiare stanza. L'atmosfera durante il film era pessima, io dovevo girare le scene con Di Giulio, scene d'amore ecc... E invece lo odiavo, gli avrei spaccato qualcosa in testa. Il regista era imbarazzato, io ero nera, e quando finii di girare le mie scene (siamo stati lì circa un mese) sono letteralmente fuggita. Quest'esperienza, visto quanto successo, non mi ha fatto impazzire, però la cosa che mi ha reso felice è di aver conosciuto attori del calibro di Carlo Giuffrè che era veramente bravissimo, e sapeva mettermi a mio agio. La scena girata con lui nella grotta, è stata quella in cui ho dato il meglio di me, perché quando tu reciti con uno bravo a tua volta migliori, poi non avevo mai studiato. C'era anche Gloria Piedimonte, pure lei simpaticissima, con la quale mi sono rivista anche a Roma. Era una pazza scatenata, mi ricordo che ogni giorno cambiava parrucca e  le dissi: ''ma cosa ti metti tutte quelle parrucche?'' e lei mi rispose ''mi voglio vedere sempre diversa''. Il posto dove girammo il film era davvero bellissimo, anche se nel film interpretavo alcune scene di nudo, e sai erano i miei primissimi nudi,  non mi sentivo proprio a mio agio, però come esperienza è stata abbastanza positiva.

- ARRIVIAMO AL 1977, NE ''IL GINECOLOGO DELLA MUTUA'' INTERPRETI TINA
Daniela Doria - Il ginecologo della mutua (1977)
Per me è stato fantastico conoscere tutti quei grandi attori che erano veramente uno più bravo dell'altro. C'era il mitico Renzo Montagnani che nel film era il mio amante (ride), poi Toni Ucci che era mio marito, Massimo Serato, Paola Senatore che era davvero gentilissima, Mario Carotenuto e il simpaticissimo Aldo Fabrizi. Devo dire che tutti erano di una semplicità davvero incredibile, molto alla mano e stragentili con me, mi hanno messo subito a mio agio.


- COM'ERA IL GRANDE ARISTIDE MASSACESI (JOE D'AMATO)?
Massacesi, il regista del film era veramente poliedrico sul set. Lo vedevi fare di tutto, era regista, un po' elettricista, un po' direttore delle luci, si interessava del trucco, insomma un vero camaleonte.


- NEL 1978, INTERPRETI PATRIZIA, UNA GIOVANE RAGAZZA MADRE, NEL FILM AVERE VENT'ANNI CON GLORIA GUIDA E LILLI CARATI
Daniela Doria e Gloria Guida - Avere vent'anni (1978)
Si, con Lilli Carati e Gloria Guida, ricordo ancora la prima volta che le vidi, erano davvero bellissime entrambe e con loro ho avuto subito un ottimo rapporto. Ricordo che ci facevamo delle lunghissime chiacchierate tra una scena e l'altra. Invece del regista 'Fernando Di Leo', non ricordo nulla, non mi viene in mente nessun aneddoto, ricordo solo che anche era gentilissimo.

- NEL 1979 COMINCIA IL TUO SODALIZIO CINEMATOGRAFICO CON UNO DEI PIU' GRANDI MAESTRI DEL CINEMA DI GENERE ITALIANO, IL GRANDE LUCIO FULCI
Nel 1979 entro finalmente nel favoloso mondo Fulciano, feci il provino, e devo dire che fù subito simpatia da ambedue le parti, una simpatia che poi si è consolidata nel tempo. Lucio era perennemente con la pipa in mano, nell'insieme anche un po' disordinato diciamo, però sul set si trasformava e diventava pignolo al massimo, perché voleva assolutamente la perfezione e sai, con quegli effetti speciali, le scene non si potevano ripetere più volte. Lui era davvero molto intelligente e ironico, lo dimostrava sempre con le sue battute. Sul set incuteva molta soggezione, perché talvolta era brusco, sopratutto con le persone che non le andavano molto a genio, invece fuori dal set era tanto amabile, ed era veramente interessante ascoltarlo mentre raccontava vari aneddoti sulla sua vita privata.


- IL PRIMO FILM CHE GIRI CON LUI E' PAURA NELLA CITTÀ' DEI MORTI VIVENTI (1980)
Daniela Doria - Paura nella città dei morti viventi (1980)
Per girare il film siamo andati a Savannah in Georgia, in una cittadina veramente molto carina. A me è andata davvero bene, perché avevo due scene abbastanza distanti tra loro, così sono rimasta più di venti giorni e quindi ogni giorno mi assaporavo le riprese del film. E' stato veramente bellissimo, anche se come primo horror devo dire che è stato bello tosto, sopratutto per tutti gli effetti speciali che c'erano. Ricordo che la cosa più tremenda e che mi ha dato più fastidio è stato il calco che mi hanno fatto, per poter realizzare poi la testa che sarebbe servita per la scena del vomito. Tutte le sedute al trucco erano lunghissime, quando quel giorno mi sono ritrovata truccata da zombi ero terribile, mi faceva quasi paura guardarmi allo specchio.

- QUALCHE ANEDDOTO SULLA REALIZZAZIONE DELLA FAMOSISSIMA SCENA CULT DEL VOMITO
La scena del vomito per me non è stato poi così fastidiosa, si avevo degli irritanti tubicini nell'angolo dell'occhio che servivano a far uscire il sangue, però non è stata poi così traumatica. In pratica ho solamente tenuto in bocca una specie di alka-seltzer, insieme a della carne, o qualcosa di similare. Il tutto è stato fatto con la testa finta che precedentemente avevano realizzato.

- A SEGUIRE HAI GIRATO BLACK CAT/ GATTO NERO (1981)
Daniela Doria - Black Cat (1981)
Ho un aneddoto curioso da raccontarti che successe durante le riprese a Londra di questo film (ride). Come saprai, sono sempre stata un'amante degli animali, e mi comprai un cuccioloto, un cagnolino di razza inglese. Lucio quando l'ha visto se n'è innamorato immediatamente, di fatto mi mandò di corsa a comprargliene uno uguale anche a lui. Fortuna volle che c'era ancora a disposizione la sorellina di quello che avevo preso io. Così li abbiamo chiamati il mio Trevor (come il calciatore), e il suo Violetta. Il colmo fù, che nell'albergo dove alloggiava la troupe, era assolutamente vietato tenere dei cani, per entrare dovevo nasconderli nella borsa, e poi quando ero in camera ordinavo sempre del latte per farli mangiare, quindi come arrivava il cameriere dovevo chiudergli in bagno. Un giorno, tornata dalle riprese ho trovato la camere distrutta, perché le due piccole belve avevano strappato tutta la tappezzeria dal muro. Per evitare noie ho lasciato l'albergo alle quattro del mattino (ride). Mi sono quindi portata con me i due cuccioli a Roma, perché nel mentre mi ero stabilita nella capitale, e Lucio, a fine riprese, venne a casa per prendersi la sua Violetta.

- NELLO STESSO ANNO PARTECIPI ANCHE A QUELLA VILLA ACCANTO AL CIMITERO (1981)
Daniela Doria - Quella villa accanto al cimitero (1981)
Secondo me in tutte le scene di ''Quella villa accanto al cimitero'', c'era meno horror e più suspense. Praticamente non c'erano quei dettagli impressionanti degli altri film, però c'era davvero una grossa carica di suspense. La villa dove abbiamo girato il film ti metteva paura solo a guardarla, ed è stata molto d'effetto la scena della mia morte, con quella lama conficcata dalla testa che mi usciva dalla bocca. Quell'effetto speciale l'abbiamo studiato un po', non fu semplice realizzarlo. Ricordo che sul set ho rincontrato Dagmar Lassander che avevo conosciuto in classe mista, molto brava, e mi ha fatto piacere rivederla.

- IL QUARTO ED ULTIMO FILM CON FULCI E' LO SQUARTATORE DI NEW YORK (1982)
Daniela Doria - Lo squartatore di New York (1982)
Ne ''lo squartatore di New York'' interpretavo il ruolo della prostituta Kitty, e anche quella è stata una bella esperienza, sempre tutti molto professionali. In tutti i set di Fulci c'era sempre questa atmosfera surreale, strana, insomma c'era qualcosa di magico. Una persona che mi ha colpito, e che ricordo ancora adesso con piacere, era Sergio Salviati, il direttore di fotografia, mi dava sempre degli ottimi consigli, veniva a scambiare sempre due chiacchiere, proprio una persona squisita.

- IL TUO ULTIMO FILM IN ASSOLUTO DOVREBBE ESSERE ''I CAMIONISTI'' (1982) AL FIANCO DEL DUO COMICO FORMATO DA GIGI SAMMARCHI E ANDREA RONCATO, CONFERMI?
Daniela Doria - I Camionisti (1982)
Si confermo, i camionisti è stato il mio ultimo film, con i simpaticissimi Gigi Sammarchi e Andrea Roncato, due mattacchioni. Andrea per tutto il film mi ha fatto una super corte però io in quel periodo ero impegnatissima. Poi c'era Daniela Poggi, che non sprizzava proprio simpatia da tutti i pori, e infine il regista Flavio Mogherini simpaticissimo, e devo dire che anche quella è stata un'esperienza positiva.

- QUANDO E PERCHE' DANIELA HA DETTO BASTA AL CINEMA?
I camionisti, è stato appunto il mio ultimo film, perché dal 1983, per motivi familiari, ho dovuto lasciare Roma e sono tornata a vivere nella mia Milano, quindi ho voltato pagina, non mi andava più di fare i provini andando avanti e indietro Milano-Roma, Roma-Milano. Allora ho iniziato a fare la pubblicità, perché a Milano c'è sopratutto tanta pubblicità, e i fotoromanzi sia per la Francia che per l'Italia (Grand Hotel), e sono andata avanti un po' di anni finché non mi son stufata.


- COM'E' LA DANIELA D'OGGI?

Daniela Doria collezione privata
La Daniela d'oggi non è molto differente dalla Daniela di qualche annetto fa. E' una Daniela sempre un po casinista, sempre un po pazzerella, sempre e sopratutto con tanto entusiasmo, curiosità, e infatti mi piace interessarmi un po' di tutto. Sai, mio cognato lavora per una casa d'aste molto importante e organizza queste esposizioni di quadri d'arte moderna, quindi adesso mi sono appassionata a questi quadri, alle storie dei vari artisti, ma in generale sono un po curiosa di tutto, mi piace sempre essere informata. Amo leggere, sopratutto i thriller. Mi sono anche appassionata di moto, mio marito anni fa ne ha comprata una, e così abbiamo seguito i nostri amici, ci siamo fatti dei bellissimi viaggi. Ogni anno ad agosto ci facciamo 4000/5000 chilometri, siamo stati in Germania, in Francia, un po dappertutto. Da diversi anni lavoro in uno studio dentistico, ho sette colleghe che sono una più simpatica dell'altra e quindi sto veramente bene.

- GRAZIE DANIELA PER LA TUA DISPONIBILITA' 
Che dire, mi ha fatto veramente tanto tanto piacere fare questa chiacchierata con te, sono anche contenta di aver conosciuto la tua passione per il cinema che condividi con il tuo gruppo di amici stra
appassionati di cinema, e ora anch'io, da voi, sto imparando tante belle cose. Un abbraccio! 

Intervista a cura di:
Alessandro Piano

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