martedì 25 ottobre 2016

ORCHIDEA DE SANTIS - Breve biografia

Per Orchidea De Santis bisogna fare un’eccezione e cominciare dalla filmografia che è davvero sterminata. La bella Orchidea ha fatto di tutto nella commedia classica, nel cinema erotico e nella commedia sexy che impazzava negli anni Settanta. Fabio Melelli le ha pure dedicato un libro che se amate la bionda attrice vi consiglio di acquistare. Si intitola “Orchidea De Santis” e fa parte della Collana Attrici del Cinema Italiano della Casa Editrice Art Core di Perugia. Tra l’altro la sua filmografia non è completa perché mancano alcune pellicole girate in Germania che non sono state mai distribuite in Italia (un po’ come per la Fenech). La filmografia che citiamo l’abbiamo prelevata pari pari dal suo sito internet (http://www.orchidea.com), quindi è quella da lei approvata.


- Queste pazze pazze donne di Marino Girolami, con Enrico Maria Salerno (1964)
- Gli invincibili tre di Gianfranco Parolini, con Alan Steel e Mimmo Palmara (1964)
- Kindar l’invulnerabile di Osvaldo Civirani, con Mark Forest, Mimmo Palmara e Rosalba Neri (1965)
- ll nero di Giovanni Vento (1965)
- La battaglia dei mods di Franco Montemurro, con Ricky Shayne, Joachim Fuchsberger ed Elga Andersen (1965)
- Come imparai ad amare le donne di Luciano Salce, con Robert Hoffman, Michele Mercier ed Anita Ekberg (1965)
- I due figli di Ringo di C. Simonelli, con Franco Franchi, Ciccio Ingrassia e Gloria Paul (1966)
- Nel labirinto del sesso di Alfonso Brescia, con Franco Ressel e Maria Pia Conte (1968)
- Sigpress contro Scotland Yard di Guido Zurli, con George Martin, Klaus Kinsky e Paolo Carlini (1968)
- Colpo di stato di Luciano Salce, con Steffen Zacharias e Dimitri Tavarov (1969)
- L’invasione di Ives Allégret, con Lisa Gastoni e Michel Piccoli (1969)
- Togli le gambe dal parabrezza di Massimo Franciosa, con Alberto Lionello, Carole André e Leopoldo Trieste (1970)
- Il tuo dolce corpo da uccidere di Alfonso Brescia, con Giorgio Ardisson e Francoise Prevost (1970)
- Una macchia rosa di Enzo Muzii, con Giancarlo Giannini e Valeria Morioni (1970)
- Quelli belli… siamo noi di Giorgio Mariuzzo, con Maurizio, Carlo Dapporto e Ric & Gian (1970)
- Concerto per pistola solista di Michele Lupo, con Anna Moffo, Evelyn Steward e Gaston Moschin (1970)
- Ettore lo fusto di Enzo G. Castellari, con Vittorio De Sica, Vittorio Caprioli, Luciano Salce, Rosanna Schiaffino (1971)
- La preda e l’avvoltoio di Rafael Romero Marchent, con Peter Lee Lawrence e Dada Gallotti (1972)
- Sette cadaveri per Scotland Yard di José Luis Madrid, con Patricia Loran e Paul Naschy (1972)
- Decamerone proibito di Carlo Infascelli, con Dado Crostarosa, Gabriella Giorgelli e Malisa Longo (1972)
- Decameroticus di Piergiorgio Ferretti, con Pupo De Luca e Aldo Bufilandi (1972)
- Le calde notti del Decameron di Giampaolo Callegari, con Don Backy e Femi Benussi (1972)
- Anche se volessi lavorare che faccio? di Flavio Mogherini, con Enzo Cerusico e Adriana Asti (1972)
- I giochi proibiti dell’Aretino Pietro di Piero Regnoli, con Femi Benussi e Tony Kendall (1972)
- Il diavolo nel cervello di Sergio Sollima, con Stefania Sandrelli, Keir Dullea e Tino Buazzelli (1972)
- Le mille e una notte all’italiana di Carlo Infascelli e Antonio Racioppi, con Maurizio Merli, Malisa Longo e Elio Provetto (1972)
- Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto- di Walter Pisani (Giuseppe Vari), con Malisa Longo e Patrizia Viotti (1973)
- Paolo il Caldo di Marco Vicario, con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà e Ornella Muti (1973)
- Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno di Luciano Salce, con Paolo Villaggio e Eleonora Giorni (1974)
- Amore e morte nel giardini degli dei di Sauro Scavolini, con Erika Blanc e Peter Lee Lawrence (1974)
- Per amare Ofelia di Flavio Mogherini, con Francoise Fabian e Renato Pozzetto (1974)
- Scusi, si potrebbe evitare il servizio militare?…No! di Luigi Petrini, con Renato Cecilia ed Erna Schurer (1974)
- Provaci anche tu, Lionel di Roberto Montero, con Oreste Lionello e Ubaldo Lay (1974)
- Prostituzione di Rino Di Silvestro, con Maria Fiore ed Elio Zamuto (1974)
- La nipote di Nello Rossati, con Francesca Muzio, Daniel Vargas e Annie Edel (1974)
- L’ingenua di Gianfranco Baldanello, con Giorgio Ardisson e Ilona Staller (1974)
- Attenti… arrivano le collegiali di Gianni Miller, con Toni Ucci e Yvet Monet (1975)
- Il vizio di famiglia di Mariano Laurenti, con Renzo Montagnani e Edwige Fenech (1975)
- Le dolci zie di Mario Imperoli, con Femi Benussi, Marisa Merlini e Pascal Petit (1975)
- Un attimo di vita di Dante Maracini, con Gabriele Tinti (1975)
- Una bella governante di colore di Luigi Russo, con Renzo Montagnani e Ines Pellegrini (1976)
- San Pasquale Bailonne, protettore delle donne di Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca, Stella Carnicina e Gabriella Giorgelli (1976)
- La dottoressa sotto il lenzuolo di Gianni Martucci, con Karin Schubert e Eligio Zamara e Alvaro Vitali (1976)
- L’appuntamento (dove, come e quando) di Giuliano Biagetti, con Barbara Bouchet e Mario Carotenuto (1977)
- Ride bene… chi ride ultimo di Marco Oleandri, con Pino Caruso, Gino Bramieri, Luciano Salce, Walter Chiari (1977)
- Il signor ministro li pretese tutti e subito di Sergio Alessandrini, con Giorgio Ardisson e Daniele Vargas (1977)
- Tanto va la gatta al lardo di Marco Oleandri, con Macha Meril e Aldo Maccione (1978)
- René La Canne (Tre simpatiche carogne) di Francis Girod, con Gerard Depardieu e Michel Piccoli e Sylvia Kristel (1978)
- Ridendo e scherzando di Marco Oleandri, con Gino Bramieri (1978)
- Tre sotto il lenzuolo di Michele Massimo Tarantini, con Aldo Maccione e Sonia Viviani (1979)
- Arrivano i gatti di Carlo Vanzina, con Gerry Calà, Franco Oppini, Ninì Salerno e Umberto Smaila (1979)
- Tenerezza di Enzo Milioni, con Massimo Dapporto e Mattia Sbragia (1987)
- Le amiche del cuore di Michele Placido, con Michele Placido, Claudia Pandolfi e Asia Argento (1992)
- Il caso Redoli (film tv) di Massimo Martelli, con Claudia Pandolfi e Amedeo Letizia (1996)

Un’attrice completa poco valorizzata

Orchidea De Santis è un’attrice del cinema, del teatro e della televisione (che però ha frequentato meno) e si caratterizza per simpatia e bellezza. Porta nei film che ha interpretato la sua grande presenza fisica e un senso dell’umorismo e dell’ironia non comuni. Nasce a Lecce nel 1948, si trasferisce a Roma da bambina con al famiglia, al seguito del padre che fa l’ufficiale di Marina. Nel 1960 entra a far parte del coro delle voci bianche della Radio Rai diretto dalla prof. Renata Cortiglioni. Era giovanissima. Si avvicina al cinema a metà degli anni Sessanta con piccole parti di contorno che poi diventano sempre più importanti. Nel cinema di genere comincia con le commedie all’italiana e con il cinema comico puro interpretando diverse pellicole e tra queste le più significative sono I due figli di Ringo con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia ed Ettore lo fusto di Enzo G. Castellari (1971). Pellicole però dove la De Santis non è mai protagonista unica ma fa da spalla a una collega più quotata e famosa. Nei suoi primi film recita a fianco di attrici affermate del calibro di Rosalba Neri, Anita Ekberg, Gloria Paul, Maria Pia Conte, Lisa Gastoni, Carole André, Valeria Moriconi e Rosanna Schiaffino. Purtroppo questo destino di non essere quasi mai la protagonista della pellicola accompagnerà Orchidea De Santis per tutta la sua vita artistica, salvo rare eccezioni. La bella attrice leccese si ritaglia un ruolo fondamentale nel decamerotico, sottogenere nel quale solo nel 1972 la vediamo impegnata sul set di cinque film se contiamo anche Le mille e una notte all’italiana. Il decamerotico è un sottogenere che la vede accanto a Femi Benussi, Gabriella Giorgelli, Malisa Longo e Adriana Asti. Pure qui mai da sola e protagonista unica, ma sempre accanto ad altre, pareva quasi che i registi non si fidassero delle sue capacità di attirare l’attenzione del pubblico maschile. Eppure Orchidea aveva ottimi argomenti fisici e, cosa da non sottovalutare, sapeva pure recitare, a differenza di attrici come Nadia Cassini buone solo a dimenare il sedere. La De Santis si afferma interpretando film che hanno segnato l’inizio di alcuni filoni narrativi, quali il thriller (Il tuo dolce corpo da uccidere – 1970), il poliziesco (Concerto per pistola solista – 1970), il satirico brillante (Alla mia cara mamma nel giorno del suo compleanno – 1974) e soprattutto la commedia sexy. Sono molti i film significativi che la vedono impegnata, pure se in ruoli secondari come in Colpo di stato di Luciano Salce (1969), Paolo il caldo di Marcello Vicario (1973) con Giancarlo Giannini, Rossana Podestà e Ornella Muti, ma anche Per amare Ofelia di Flavio Mogherini ((1974) con Renato Pozzetto e Francoise Fabian. Noi la ricordiamo per la commedia sexy e soprattutto per La nipote di Nello Rossati (1974), una pellicola cult che la vede protagonista indiscussa per tutto il primo tempo. Ma L’ingenua (1975), Il vizio di famiglia (1975), Le dolci zie (1975), Una bella governante di colore (1976), La dottoressa sotto il lenzuolo (1976) e Tre sotto il lenzuolo (1979) seguono lo stesso canovaccio. A partire dalla metà degli anni Ottanta le sue apparizioni cinematografiche si diradano. Lavora in teatro con Fiorenzo Fiorentini nelle commedie Morto un papa se ne fa un altro e StregaRoma di Ghigo De Chiara. Fa Chicchignola di Ettore Petrolini con Mario Scaccia. Partecipa a spettacoli come Sottoveste di Castellacci e Ventimiglia, Live and Life di Mike Immordino, La Bambola Orchidea di cui è anche autrice (musiche di Aldo Saitt), fa un secondo Chicchignola con Fiorenzo Fiorentini e infine nel 1998 - 1999 interpreta La cicogna si diverte, commedia teatrale diretta da Carlo Alighiero. Per Radio Rai interpreta sceneggiati radiofonici (BaroccoRoma e Racconto Italiano - fine anni Settanta), dal 1989 lavora al Notturno Italiano, AZ - per gli italiani all’estero, Italia canta, Itinerari italiani, Facile ascolto, L’Arca di Noè (1998) e L’Anello di Re Salomone. Per la televisione, prende parte come attrice in sceneggiati e cortometraggi, tra i quali: Roosvelt (Rai Tre, 1986); La Maga Circe e Lucrezia Borgia (Rai Uno, 1987) e Il caso Redoli, film Tv della serie I grandi processi (Rai Uno, 1996).
Alla fine degli anni Ottanta organizza e conduce programmi televisivi considerati sperimentali per l’epoca, volti all'informazione ed educazione in difesa dei diritti degli animali, presso alcune emittenti private romane come GBR, Video1 e T.R.E. Per tale materia realizza video didattici, destinati alle scuole. Collabora attivamente con diverse associazioni animaliste. Attualmente è delegata per Roma e il Lazio dell’Organizzazione Internazionale per la Protezione degli Animali e organizza la manifestazione cinofila annuale Tali & Quali, gara di somiglianza tra cane e padrone.
Leggiamo una testimonianza di Orchidea De Santis tratta dal suo sito internet: “Comunque, ero ancora cucciola, e ricordo bene che già allora avevo un sogno preciso: da grande avrei voluto fare l’attrice di cinema! Cosa posso dire? Il sogno si è realizzato molto presto! Ero poco più che bimba, 1964, o giù di lì, anno del mio primo film. Da allora ho avuto parecchie presenze, più o meno importanti, in film di tutti i tipi. Non mi chiedere come ho fatto a fare tanti film, perché non so rispondere nemmeno io!.... Certo... la classica commedia sexy italiana degli anni Sessanta e Settanta, ha avuto, rispetto agli altri generi, ha una evidenza maggiore nel mio curriculum ma... guarda bene nella mia filmografia dove si ritrovano un po’ tutti i generi del cinema italiano e compaiono tanti produttori, registi, attori e attrici più o meno bravi, più o meno di successo... Devo dire che oggi con vera sorpresa sto assistendo a una riscoperta del Cinema di genere, che è poi un altro modo per definire il cinema di serie B, quello più economico e, proprio per questo, più artigianale e ricco di inventiva. Accidenti che inventiva!... e quante ne ho viste!!! La vivacità del genio italiano nel cinema di quegli anni è stata veramente straordinaria! La cosa incredibile è che sono i ventenni di oggi ad avere un vero e proprio culto per questo genere di film. Un culto con tutti i suoi miti....” (Fonte: http://www.orchidea.com).
Orchidea De Santis è una ragazza dal carnoso fascino campestre ed è per questo motivo che viene utilizzata spesso nel ruolo della serva o della prostituta, panni nei quali si sa calare molto bene rendendo credibili le caratterizzazioni. Una caratteristica della De Santis attrice è quella di saper condire con una inconsueta veste ironica i personaggi, oltre a questo è una donna intelligente e colta, di gran classe. La sua bellezza da donna fatale non ci deve far dimenticare le grandi capacità recitative, purtroppo sfruttate solo in parte dal nostro cinema di genere dove quasi mai ha rivestito ruoli da protagonista. Resta il fatto però che con la sua voce calda e appassionata (si doppiava da sola) e con la sua bravura e presenza fisica spesso ha rubato letteralmente la scena alla protagonista. Orchidea De Santis ha cinquantasei anni ed è ancora una donna stupenda che lavora per la radio e al servizio degli animali, sua vera passione.

Orchidea De Santis e il Decamerotico

Abbiamo già fato un discorso sul sottogenere decamerotico in “Le Dive Nude – vol. 1” parlando di Edwige Fenech che ha preso parte ad alcune pellicole come Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda (1972) e La bella Antonia prima monica e poi dimonia (1972). La bella franco algerina però non si ricorda come attrice particolarmente votata al genere. Orchidea De Santis invece rappresenta uno dei simboli femminili di quella stagione durante la quale fiorivano film di ispirazione pasoliniana che prelevavano dal Decameron (1971) soltanto l’aspetto comico - erotico. Nei decamerotici non ci sono mai discorsi di liberazione sessuale e sottintesi culturali, lo spettatore di queste pellicole è interessato solo alla esibizione di sessualità sfrenata condita da un po’ di volgarità e di battutacce comiche. Le storie dei decamerotici sono quasi tutte uguali: mariti cornuti e impotenti, suore e frati che si danno un gran da fare fuori e dentro i conventi ma non certo a pregare, mogli puttane e fedifraghe e via di questo passo.

Orchidea De Santis e Femi Benussi sono due attrici simbolo del decamerotico, forse per il loro fascino ruspante e genuino, per la bellezza abbondante e carnosa, per la simpatia e spontaneità. Forse per tutte queste cose insieme, fatto sta che incontriamo spesso le due stupende attrici in pellicole di questo tenore. La De Santis lavora a ben cinque decamerotici solo nel corso del 1972 e credo che sia un record. Il suo debutto si segnala con Decamerone proibito di Carlo Infascelli dove interpreta la bella Fiorenza che seduce un frate prima condannato a morte e alla fine salvato da due amici. Si ripete un anno dopo con Decameroticus di Pier Giorgio Ferretti, film a episodi con il solito canovaccio delle corna e delle beffe. Le calde notti del Decameron (1972) è l’ultimo film diretto da Gian Paolo Callegari (1972) che annovera l’esperto Don Backy, capace di alternare canzoni a decamerotici con grande leggerezza, Femi Benussi e Orchidea De Santis nei panni di Peronella. La trama gira tutta attorno al ritrovamento della chiave di una cintura di castità e al solito marito cornuto. I giochi proibiti dell’Aretino Pietro di Piero Regnoli (1972) vede ancora l’accoppiata decamerotica per eccellenza composta da Femi Benussi e Orchidea De Santis dividersi la scena e le attenzioni del pubblico maschile. Il film era quasi introvabile prima che Happy Channel lo riproponesse nell’estate 2004 e racconta quattro storie di tradimenti ai mariti che le mogli confessano davanti a un tribunale. Il 1972 si conclude con Le mille e una notte all’italiana, un nuovo film di Carlo Infascelli che vede la De Santis assieme alla seducente Malisa Longo. Il titolo è fuorviante perché la storia parla di frati gaudenti, moglie puttane e mariti cornuti e non ha niente a che vedere con Le mille e una notte versione originale. Un decamerotico in piena regola che annovera nel cast pure Maurizio Merli, così giovane che si fa fatica a riconoscerlo. Nel 1973 la De Santis è nel cast di Beffe, licenze et amori del Decamerone segreto di Giuseppe Vari (vero nome di Walter Pisani). Malisa Longo è la vera protagonista e pure lei ha fatto molto decamerotico prima di passare all’erotico d’autore con Tinto Brass. Il film è girato a Sangimignano in un vero convento di frati e tra i personaggi c’è il poeta Cecco Angiolieri.

Il decamerotico durò poco, come sottogenere non aveva possibilità di rinverdire le storie e il canovaccio a base di sesso e comicità ruspanti stancò presto il pubblico. Alla fine del 1974 non si parlava già più di una tipologia di film come questa che aveva prodotto una quantità industriale di pellicole nell’arco di tre - quattro anni. Come tardo decamerotico che vede ancora la De Santis protagonista possiamo citare San Pasquale Baylonne protettore delle donne di Luigi Filippo D’Amico, con Lando Buzzanca che si spaccia per guaritore in un paesino laziale ma il suo vero scopo è quello di adescare le belle donne. Ci sono anche: Giuliana De Sio al debutto tutta nuda che fa il bagno nel torrente, Gabriella Giorgelli e Stella Carnacina. Ma il vero decamerotico è morto e sepolto e ha sparato tutte le sue cartucce nel breve volgere d’una stagione.


La nipote (1974), un film simbolo

Il commento approfondito sul cinema erotico di Orchidea De Santis lo limitiamo a questo film manifesto dell’erotico - campagnolo condito con tanta ironia dagli attori e girato con perizia da Nello Rossati. Questo perché sulla De Santis è stato scritto un intero libro che vi consiglio di leggere e le nostre poche note non possono servire che a dare un’idea della bravura di un’attrice che per anni è stata un sogno erotico per milioni di italiani. La De Santis la vedevi spuntare fuori dalle copertine di Blitz e di Epoca, ma pure di ABC, di Gente, riviste di ogni tipo. Lei incarnava il mito della donna bellissima ma raggiungibile, della donna che potevi incontrare per strada o avere per collega d’ufficio. Orchidea De Santis era un sogno erotico raggiungibile e rassicurante, in sintonia con i personaggi che portava sul grande schermo.
La nipote è per me un film simbolo di questa sua veste di sogno erotico della porta accanto, proprio perché la De Santis interpreta Doris, la serva disinibita di una ricca famiglia padovana. Daniele Vargas invece è il padrone innamorato di lei che non perde occasione per metterle le mani addosso, mentre sua moglie ha una relazione con un amico. Commedia degli intrighi che si spenge di colpo quando la De Santis alla fine del primo tempo esce di scena e lascia la ribalta a un’imbranatissima Francesca Muzio (che ricordiamo pure nel pessimo Maternale, 1977). La Muzio è una nipote disinibita che eccita il cugino, si porta a letto lo zio e alla fine diventa padrona di tutto facendo fruttare al meglio le sue doti fisiche. Ma per quanto la Muzio è sciapita e insulsa (e la protagonista sarebbe lei) la De Santis è sensuale e ironica, intriga gli spettatori ed eccita solo con il sorriso malizioso. Inutile dire che film come La nipote sono una diretta filiazione di Malizia di Salvatore Samperi e che la trama ne ricalca molte situazioni tipiche e stereotipate. Però se questa pellicola ancora oggi si guarda con piacere è solo per la presenza di Orchidea De Santis e di un ottimo Daniele Vargas che fa bene la parte dello zio sporcaccione. Tra le scene simbolo del film citiamo il sensuale rallenty sui titoli di testa con la De Santis che porta il caffè a Vargas e si lascia accarezzare cosce, glutei e seno con profonde e sensuali carezze. La De Santis si sbottona la camicetta e offre i seni al padrone che si avventa su quelle rotondità carnose e le morde al massimo dell’eccitazione. Subito dopo c’è un inseguimento di Vargas alla De Santis per le stanze della villa al grido di “Se ti chiappo, culona!”, promessa che poi non mantiene perché il padrone è impotente, ama solo guardare e toccare. Una scena che resta emblematica nel mio immaginario erotico è in sala da pranzo, quando la De Santis serve il caffè a Vargas e si sente afferrare il sedere con un pizzicotto. Subito dopo le mani del padrone le alzano la gonna, calano le mutandine sino ai piedi e cominciano a carezzarle un sedere stupendo che la macchina da presa inquadra a lungo con un primissimo piano. La scena raggiunge punte massime di erotismo che non ha uguali in pellicole simili, il merito è della De Santis che la rende credibile con sguardi imbarazzati e sorrisi malizioso. Citiamo anche la parte in cui il padrone con un binocolo spia la De Santis che si spoglia in camera e subito dopo va da lei e le fa indossare sul corpo nudo una gonnellina ridottissima. Vargas si eccita a vedere la serva che spolvera, si china per terra a pulire e agita seni nudi e glutei stupendi. In queste sequenze la De Santis è molto nuda, forse sono le scene più piccanti di tutta la sua carriera di attrice, e mette in mostra un seno procace e un sedere mozzafiato. Interessante è anche l’incontro con il figlio del padrone che lei riceve alla stazione e poi si fa portare a casa seduta sulla canna della bicicletta. Le cosce della bella attrice sono in mostra e si intravede pure il seno, il ragazzo si eccita e i due finiscono per cadere a terra in mezzo al campo. Il figlio è distratto dal sedere della De Santis anche a casa mentre finge di studiare, lei lo provoca maliziosa sporgendosi sul lavatoio e alla fine si fa aiutare a scacciare un animale che le è entrato nel vestito. Non è vero niente ma le mani del ragazzo finiscono per strizzare il seno abbondante della bella serva. A questo punto del film entra in scena Federica Muzio nei panni della nipote e la pellicola non ne guadagna per niente, pure se ci sono un paio di sequenze con il cugino che la spia e lo zio che equivoca tra lei e Doris e tenta di farsela. Una festa in villa per far scopare il figlio imbranato provoca la cacciata di Doris che se la fa con un ragazzo alle spalle del padrone. Vargas imbestialito spara al malcapitato e licenzia la De Santis che se ne va e ci lascia nelle incapaci mani della inespressiva Muzio. Non è la stessa cosa e lo si vede subito quando la Muzio prende il posto della De Santis come serva e lo zio le tasta il culo durante la cena. La scena non ha niente a che vedere con la sensualità di quella che aveva per protagonista la bionda attrice. La Muzio tocca un minimo di sensualità solo in uno strip malizioso e in una scena della scala presa pari pari da Malizia con lo zio che si arrapa alla vista delle sue gambe nude. La nipote provoca la morte dello zio che tenta di scoparsela ma non regge l’emozione e alla fine sposa il cugino imbranato e si ingegna subito per riempirlo di corna. Adesso è lei la padrona di casa e può fare ciò che vuole, pure andare a letto con tutti e vendicarsi della malvagia zia.
Ho visto La nipote su Happy Channel nel mese di novembre 2004 e con mio grande stupore ho assistito ala proiezione di un film zeppo di inserti porno. Di sicuro era una copia per l’estero, di quelle che al tempo i produttori erano soliti rimaneggiare per rivendere bene su certi mercati, ma è poco rispettoso della dignità degli attori passare copie simili in televisione. Ci sono parti aggiunte davvero di cattivo gusto che fanno credere che la De Santis e la Muzio facciano sul set cose da attrici hard. Tutto questo meriterebbe un approfondimento nelle dovute sedi e per parte mia nutro forti dubbi sulla legittimità degli inserti hard in una pellicola comico - erotica come questa. Oltre tutto qui certe sequenze forzate stravolgono pure il senso della storia. A parte questo fatto spiacevole devo dire che il film tiene bene sino a quando la De Santis è sulla scena e interpreta da par suo una sexy cameriera sempre disponibile. Naufraga miseramente quando la parte erotica è affidata a Francesca Muzio che ha la sensualità di un pesce lesso.

Una dottoressa apocrifa

La dottoressa sotto il lenzuolo di Gianni Martucci (1976) è una commedia sexy di scarso peso girata a Pisa e ambientata nel mondo degli studenti di medicina, pure se la scena principale dove si svolge dell’azione è La Sapienza sede della facoltà di Giurisprudenza. Il film si salva solo per la presenza di un funambolico Alvaro Vitali e di una bellissima e sensuale Orchidea De Santis nei panni di una sexy infermiera. Nel cast ci sono anche la bella Ely Galleani (fidanzata un po’ puttana di Vitali), l’inespressiva bambolona tedesca Karin Schubert non ancora passata al porno (ma era la sua unica strada) e i bravi Gastone Pescucci e Gigi Ballista. Enzo Andronico si ritaglia una piccola parte da bidello che diverte nel duetto con l’imbranato medico Gastone Pescucci. La trama vede Pescucci bersaglio preferito dei tiri mancini messi in atto da un gruppo di terribili studenti capitanato da Vitali. Uno di loro si porterà a letto anche Karin Schubert, moglie del medico e pure lei dottoressa. Le gag da ricordare sono davvero poche, a parte la mano morta di un Vitali che si finge cadavere durante una lezione di anatomia. Carino anche lo scherzo del malato in fin di vita che vuole vedere una donna che ha per vittima una prostituta, come si può immaginare il finto malato terminale è ancora Vitali. Alla fine chi sconta lo scherzo è il solito Pescucci tirato in ballo come medico dai ragazzi. Orchidea De Santis è Italia, la bella infermiera del primario Gigi Ballista che pare ripetere il ruolo già ricoperto ne Il vizio di famiglia (vedi “Le Dive Nude - vol.1”). La De Santis entra in scena con una carrellata della macchina da presa che le riprende il sedere sculettante sino allo studio del primario. Ballista è innamorato cotto della sua infermiera ma anche gli studenti approfittano delle visite in corsia per tastarle il posteriore. Edy Galleani è la slanciata fidanzata di Vitali, prima vediamo i due colombi al cinema che vedono un film con protagonista Montagnani e dopo passiamo a casa di lei per la prova di un bikini rosso fatto all’uncinetto. Pure la Galleani è una starlet da considerare nell’ambito del nostro studio e lo faremo in un capitolo apposito. Per ora diciamo solo che qui sfoggia un bel nudo integrale durante una spiata di Vitali dal buco della serratura. Il film è stanco, ricco di battute già sentite, per fortuna torna in primo piano la De Santis che si lascia toccare il sedere dagli studenti e subito dopo la Schubert si esibisce in calze nere e reggiseno di pizzo (ma è solo un sogno). Ma inutile dire che tra la Schubert e la De Santis non c'è paragone, un po’ come era accaduto nel film L’ingenua nei confronti di una giovanissima Ilona Staller. La scena mitica del film vede Ballista che si fa la De Santis in sala operatoria mentre uno studente lancia le immagini rubate per mezzo di una televisione a circuito chiuso che comunica con l’aula dove tiene lezione il professor Pescucci. La De Santis è molto nuda e maliziosa e resta per alcuni minuti a seno nudo mentre Ballista grida: "Sega! Sega!". E la classe ripete in coro. Un altro scherzo feroce ai danni di Pescucci lo porta in galera: i suoi studenti si spacciano per lui e fingono di picchiare un finto malato (Vitali). A un certo punto Vitali scopre che Ely Galleani fa la puttana di lusso mentre con lui si spacciava per verginella, prima pare sconvolto e disperato, poi ci ripensa e paga per farsi sia lei che la collega. Notevole la mise erotica di Ely Galleani che indossa un completo rosso fuoco davvero arrapante. Si termina con un bel nudo posteriore della Schubert che come donna era notevole, come attrice molto meno, ma non si può avere tutto dalla vita. Alla fine la De Santis dovrebbe sposare lo studente innamorato che durante le lezioni le toccava il sedere in corsia, ma gli amici mettono in scena un nuovo scherzo stile Amici miei e lo salvano dall’insano proposito portandolo via come se fosse un pazzo. Una bella veduta di Piazza dei Miracoli chiude una pellicola modesta che possiamo definire come una dottoressa apocrifa perché come protagonista non abbiamo la Fenech ma la Schubert. E la differenza si vede perché il vero ciclo della vera dottoressa è un’altra cosa. In questa sede però ci occupiamo di Orchidea De Santis e dobbiamo dire che la sua interpretazione va salvata, anche perché la bella attrice leccese ruba spesso la scena alla anonima protagonista Schubert.

Orchidea De Santis e il sexy - erotico

Completiamo il quadro delle pellicole sexy interpretate da Orchidea De Santis citando alcune pellicole di un certo interesse che coprono il periodo 1975 - 1977. L’ingenua di Gianfranco Baldanello (1975) segue di un anno La nipote ed è opera di un regista che partendo dal peplum all’italiana e dallo spaghetti western approda all’erotico con risultati poco felici. Baldanello nello stesso anno gira anche Quella provincia maliziosa con Karin Well (Wilma Truccolo) e nel 1976 il poverissimo Che dottoressa ragazzi! con Maria Pia Conti e Femi Benussi. L’ingenua ha come motivo di interesse la presenza di una giovanissima Ilona Staller nel ruolo di un’ingenua commessa. Il film si avvale di un cast ricco di buoni attori come Ardisson, Vargas, Marano, Maria Pia Pescatori e soprattutto Orchidea De Santis nel ruolo di Susy. La storia prende avvio dalla vendita di una casa che si rivela una truffa, mette in mostra i rapporti tra un ragazzo timido e la focosa fidanzata e racconta di una coppia di sposi novelli che si tradiscono a vicenda. Morando Morandini definisce il film come “una storiella boccaccesca”, che però si lascia guardare visto che pure il critico concede due stelle.
Attenti… arrivano le collegiali (1975) è il primo film di Giorgio Mille che era solito firmare i suoi lavori erotico - pornografici con lo pseudonimo George Miller. Il “Dizionario dei registi italiani” del Poppi edito da Gremese attribuisce a Mille altre tre pellicole: I porno amori di Eva (1979), La zia di Monica (1979) e La ragazza vogliosetta (1984). Il primo è uno dei primi hard italiani, gli altri seguono a ruota e il genere è più o meno lo stesso, esistono versioni hard e soft, alcune con scene aggiunte e girate da controfigure. La zia di Monica vede all’opera la starlet Karin Well, attiva nel soft e nel porno. Attenti… arrivano le collegiali non è certo un film hard, ma solo un comico - erotico con protagonista il bravo Toni Ucci nelle vesti di un comandante. Orchidea De Santis è Nadia, una scatenata istruttrice tedesca che si dà da fare in mezzo a un gruppo di ragazze che si spogliano senza pudore. C’è da dire che l’unica a meritare la visione è proprio lei perché attrici come Yvet Monet ed Eleonora Green non sono bellezze superlative. Il film, come molti altri del periodo, è stato rieditato con aggiunte porno girate da controfigure, all’insaputa di Orchidea De Santis e delle altre attrici. Giorgio Mille fa tutto da solo, pure il montaggio e la sceneggiatura. Claudio Perone produce e dirige la fotografia. Film da dimenticare che molti dizionari di cinema omettono, forse per pietà.
Il vizio di famiglia di Mariano Laurenti (1975) è invece un ottimo film del quale abbiamo parlato a lungo in “Le dive nude - Vol. 1” nella parte dedicata a Edwige Fenech. Vi rimandiamo al libro per ulteriori dettagli.
Le dolci zie di Mario Imperioli (1975) è un film scritto anche da Piero Regnoli che vede all’opera Pascale Petit, Femi Benussi e Marisa Merlini nel ruolo delle zie che si fanno affidare un nipotino e vorrebbero svezzarlo a modo loro. Jean Claude Verné è il nipote e non è così giovane come si potrebbe pensare, tanto che tutti se ne innamorano. Orchidea De Santis è la domestica che interpreta una morbosa sequenza di nudo per concupire il ragazzo. Mario Imperioli è un regista che ha contribuito al lancio del genere erotico in Italia soprattutto con implicazioni familiari e morbose. La ragazzina e Blue Jeans interpretati da una giovanissima con Gloria Guida ne sono un esempio notevole.
Un attimo di vita (noto anche come La sensualità è… un attimo di vita) è un film del 1975 impossibile da vedere perché distribuito poco e male. Si tratta dell’unica pellicola girata da Dante Marraccini e fu un fiasco completo, nonostante la presenza di Gabriele Tinti, Margaret Lee, Orchidea De Santis e Rita Calderoni (la musa di Polselli). Si tratta di una storia erotica molto anni Settanta che vede protagonisti alcuni giovani benestanti divisi tra sesso, misticismo e follia.
Una bella governante di colore di Luigi Russo (1976) vede all’opera Renzo Montagnani, Ines Pellegrini, Jean Claude Verné, Orchidea De Santis, Marisa Merlini, Carlo Delle Piane e Gianfranco D’Angelo. Un bel cast per una sexy commedia che segue le orme di Malizia e un po’ anche de La nipote. La governante di colore è Ines Pellegrini, attrice resa famosa da Pier Paolo Pasolini che a mio parere non era per niente adatta al cinema erotico. Pure lei ci si vedeva poco tagliata, tant’è vero che in un intervista rilasciata a Enzo Biagi sputtanò il sistema cinematografico italiano e di conseguenza ne venne messa al bando. Ottima invece la De Santis nel ruolo di una sexy dottoressa che se la fa con Renzo Montagnani sposato con una burbera Marisa Merlini. La tresca principale però è quella tra il figlio (Verné) e la cameriera nera (Pellegrini) che finisce incinta e il padre li costringe a sposarsi. Sono bravi anche D’Angelo e Delle Piane nei loro soliti ruoli da tedesco inflessibile e da guardone.
L’appuntamento (dove, come, quando?) di Giuliano Biagetti (1977) è una pochade molto divertente che vede protagonisti il bravo Renzo Montagnani e la sensuale Barbara Bouchet, ma ci sono anche Mario Carotenuto, Maria Pia Conti ed Enzo Liberti a elevare il tasso di interesse della commedia. Orchidea De Santis è Adelina, la bomba sexy dell’ufficio, concupita da un allupatissimo Montagnani nei panni dell’impiegato frustrato che pensa solo a tradire la moglie. Montagnani riesce a ottenere un appuntamento con la De Santis ma il problema è quello di concretizzare perché mille imprevisti impediscono l’incontro. Barbara Bouchet, i vigili, un impellente bisogno fisiologico… accade di tutto e intanto Montagnani sogna una De Santis nuda e disponibile a tutto distesa su un letto. Alla fine c’è solo una grande delusione e Montagnani se ne torna scornato dalla moglie che l’attende.
Il signor ministro li pretese tutti e subito è l’ultimo film di Sergio Grieco (1977), che per l’occasione si firma Alessandrini e mette insieme un cast composto da Daniele Vargas, Giorgio Ardisson, Orchidea De Santis, Gigi Bonos, Maria Rosaria Riuzzi e Susanna Martinkova. La produzione è piccola ed è targata Bertuccioli che lavorava molto con Vargas e Ardisson. De Santis è ben calata nella parte di Doris, solita cameriera un po’ mignotta che fa perdere la testa agli uomini. Ardisson è un finto assicuratore che truffa il sindaco di Rovignano interpretato dal bravo Vargas. Niente di memorabile, qualche scena di nudo e poco altro.
La stagione della commedia sexy è ormai finita. Per quel che riguarda la De Santis la ricordiamo nuda in alcune piccanti scene di Tanto va la gatta al lardo (1978) di Marco Oleandri (alias Vittorio Sindoni), dove interpreta l’episodio Le tre verginelle a fianco di Luciano Salce, Valentina Cortese e Macha Méril. La De Santis è una delle tre zitelle che si imbattono in un folle violentatore e decidono di non opporre resistenza. Ridendo e scherzando (1978) è ancora di Marco Oleandri e qui la De Santis interpreta l’episodio Costi quel che costi… insieme a Gino Bramieri. L’episodio è il più spinto di una pellicola che è una sorta di denuncia al nuovo permissivismo della società. Orchidea De Santis si mostra nuda e disponibile nei confronti del portiere che ne approfitta e la paga coni soldi del marito (la scena sa di già visto). L’ultima commedia con qualche venatura erotica interpretata dalla De Santis è Tre sotto il lenzuolo di Michele Massimo Tarantini (1979)

Orchidea De Santis e il cinema, una storia d’amore

Orchidea De Santis si è confidata prima con Manlio Gomarasca e Davide Pulici che la intervistarono nel 1999 per il bel volume “99 Donne” e poi nel 2003 si è lasciata andare ai ricordi con Fabio Melelli che dedica la seconda parte del libro sulla bionda attrice a una lunga intervista. Dalla lettura di queste memorie viene fuori una De Santis affascinata dal cinema sin da bambina, al punto che a sei anni va ogni giorno dallo zio che possiede una sala e guarda ogni genere di film. La De Santis ha le idee chiare sul suo futuro: vuole fare l’attrice e ci riesce a sedici anni interpretando una delle figlie di Enrico Maria Salerno in Queste pazze pazze donne (1964). I genitori non sanno niente, lei va alla De Paolis in autobus e partecipa di nascosto alle riprese del film, la famiglia lo viene a sapere solo più tardi. L’avventura nel mondo del cinema inizia nel modo migliore e prosegue con stupende esperienze di viaggio nei paesi esotici per i film Gli invincibili tre (1964) e Kindar l’invulnerabile (1965), girati in Tunisia e in Egitto. La De Santis ricorda tutto con piacere, pure una sorta di rivalità con Isabella Biagini nel film Quelli belli siamo noi (1970) (c’era pure Loredana Bertè) che vedeva il suo compagno un po’ troppo sensibile alla bellezza della giovane attrice. Rammenta con affetto Giorgio Ardisson nel film Il tuo dolce corpo da uccidere (1970) quando si innamorò di lei anche fuori dal set e non solo nella finzione cinematografica. Recita la parte di Briseide e lavora con Vittorio De Sica e Marcello Giannini in Ettore Lo Fusto (1971), un film atipico di Castellari ma con un cast notevole che ha insegnato molto alla De Santis. A inizio carriera il decamerotico prende gran parte della sua vita artistica, lei afferma che le prime volte è imbarazzata a mostrarsi nuda sul set, poi però le situazioni erano talmente paradossali che lo fa con naturalezza. Uno di questi decamerotici pare che sia stato girato a Sangimignano in un convento di veri frati e spesso i religiosi cenavano addirittura con la troupe. La De Santis conferma che la sua storia da attrice è atipica, perché tutti la ricordano per i film di serie B ma è pur vero che ha partecipato a lavori di qualità superiore come Paolo il caldo (1973) con la Muti, Giannini e Moschin o Per amare Ofelia (1974) con Pozzetto. A questo proposito ricorda la sua grande amicizia con Pozzetto, Jannacci, Teocoli e Boldi che definisce “una banda di mattacchioni”. Orchidea De Santis la pensa come me e dice che uno dei suoi film più riusciti è proprio La nipote (1974), una commedia erotica girata con cura da Rossati che non ha niente a che vedere con il successivo L’ingenua (1975) di Baldanello che vede nel cast pure Ilona Staller, la futura pornodiva. Interessante il ricordo dell’attrice anche de Le dolci zie (1975) di Imperioli, film più erotico che commedia con una scena molto intensa di erotismo puro che rammento con piacere. E poi la serie dei film a episodi di Sindoni e Tarantini, durante i quali conosce Gino Bramieri, ci lavora insieme e pure di lui conserva un bel ricordo. Interessante anche Arrivano i gatti dei Vanzina dove la bella attrice si spezza un gomito e deve stare ferma due anni per curarlo. Fa una pausa di riflessione a base di teatro e radio che la porta lontano dal cinema. Le ultime cose da attrice di fiction le fa per la televisione e il lavoro più interessante è Il caso Redoli dove interpreta la Circe della Versilia, un personaggio molto controverso. Per lei è stato difficile calarsi nel personaggio di una donna così spietata, tra l’altro sposata con due figli, mentre la De Santis non ha mai voluto saperne del matrimonio e della famiglia. Recita una parte impegnativa di una donna così diversa da lei che tradisce e ammazza il suo uomo in maniera terribile. In quel film lei è la madre di Claudia Pandolfi, attrice che la De Santis stima molto, ma il ruolo della Circe è quello principale, il solo che si ricorda e che è capace di consegnare la bella attrice alla storia della televisione.
Orchidea De Santis adesso dice di non sentire più la necessità di fare l’attrice, ci sono altre cose che la interessano e soprattutto si occupa di animali. Il cinema non le manca per niente. Tra i suoi interessi di lavoro c’è la radio che definisce la sua vera anima, lavora con la sua voce mentre al cinema c’erano registi che non le permettevano che si doppiasse da sola. L’ultimo ruolo importante della nostra attrice resta quello del 1996 per la televisione, diverso dal solito, con una De Santis matura che non può certo interpretare ruoli da servetta tutto pepe, infermiera o prostituta ammiccante. In ogni caso ogni interpretazione che la De Santis ci ha lasciato dimostra che era una vera attrice e per capirlo basta sentirla parlare alla radio o ricordarla in una delle parti teatrali recitate con bravura e disinvoltura. E non dimentichiamoci la De Santis del cinema di serie B, della commedia sexy, soprattutto la parte che io ricordo con maggior piacere, la Doris de La nipote che ha turbato per molte notti i miei sogni di adolescente.

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