sabato 5 dicembre 2015

GIALLO NAPOLETANO (1979)

Regia/Director: Sergio Corbucci
Soggetto/Subject: Sergio Corbucci
Sceneggiatura/Screenplay: Giuseppe Catalano, Sabatino Ciuffini, Elvio Porta, Sergio Corbucci
Interpreti/Actors: Marcello Mastroianni (Rafele Capace), Ornella Muti (Lucia Navarro), Peppino De Filippo (Natale), Zeudi Araya (Elizabeth Over), Capucine (suor Angela), Gianfranco Barra (Giardino), Leonora Esposito, Franco Javarone (Gregorio Sella), Gennaro Palumbo (Albino), Carlo Taranto (falegname), Natale Tulli, Michel Piccoli (Victor Navarro), Renato Pozzetto (commissario Voghera), Peppino De Filippo (Natale Capece), Elena Fiore (donna Filomena), Angelo Pellegrino (pazzo in giardino), Salvatore Furnari (Agostino Ampolla), Mimmo Poli (cuoco del manicomio), Franca Scagnetti (pazza con le trecce), Ennio Antonelli (uomo in manicomio), Pietro Ceccarelli (altro uomo in manicomio), Armando Curcio, Gianni Imparato
Fotografia/Photography: Luigi Kuveiller
Musica/Music: Riz Ortolani
Costumi/Costume Design: Wayne Finkelmann, Wayne Finkelman
Scene/Scene Design: Marco Dentici, Marco Dentici
Montaggio/Editing: Amedeo Salfa
Suono/Sound: Roy Rocco Mangano
Produzione/Production: Irrigazione Cinematografica
Distribuzione/Distribution: C.I.D.I.F. Consorzio Italiano Distributori Indipend. Film
censura: 73396 del 12-04-1979

Alfred Hitchcock e Totò in bello sfondo mentre scorrono i titoli di testa, e qui l'intento del regista Sergio Corbucci è già svelato: il Giallo e la Smorfia si accompagnano a braccetto in un film che, con i suoi difetti, è ineguagliabile nella sua compresenza di attori e caratteristi (secondo solo ai film corali di Ettore Scola, sempre di questi anni) e nella sua singolarità di esecuzione: la criminalità raccontata non dalla Napoli classica, ma dai sobborghi più oscuri.
"Giallo napoletano" è un gioiellino che difficilmente capita di rivedere, un film che chiude gli anni Settanta lasciando spazio a quella che sarà la moderna tradizione attoriale napoletana, della Smorfia di Troisi-Arena-De Caro.
Raffaele Capece ( Marcello Mastroianni), professore di mandolino che si arrangia a suonare nei ristoranti sul mare è testimone, suo malgrado, di diversi delitti avvenuti (quasi) tutti allo stesso modo. Alle sue calcagne il commissario Voghera (Renato Pozzetto, bravissimo nell'interpretare il luogo comune del milanese trasferito a Napoli), e una donna (Ornella Muti), a metà tra la complice e la gattamorta, moglie del figlio del direttore d'orchestra Victor Navarro (un malinconico Michel Piccoli).

E' proprio il figlio di Navarro a insospettire in primis Raffaele, e la polizia, in seguito a diverse coincidenze con le morti avvenute, ma il finale rivelerà tutt'altro.
Sergio Corbucci, qui in una delle sue migliori regie assieme a "Ecco noi per esempio", decide di mettere in scena il set al Vomero, del quale utilizza Villa Spera, una struttura architettonica molto importante per la sua storia e per le leggende ad essa correlate. La sua intenzione è quella di rifuggire alla convenzionalità e al luogo comune della solita Napoli (cosa che per esempio il Troisi sceneggiatore di "No grazie il caffè mi rende nervoso" non vorrà intenzionalmente fare) malgrado l'utilizzo di alcuni simboli - come il mandolino suonato da Scapece - e omaggi alla tradizione, vedi l'impiego di Peppino De Filippo, qui alla sua ultima divertentissima apparizione, nel ruolo di Natale Scapece, padre di Raffaele.
Ne esce un pastiche originale e divertente, banale in alcune scelte stilistiche ma pur sempre efficace nel mantenere lo spettatore della domenica incollato allo schermo.
Numerosi i momenti divertenti, a partire dai dialoghi Mastroianni-Pozzetto: "I napoletani che vogliono fare i furbi come lei mi fanno girare le uallere!", così come la scena del capitone comprato da Peppino De Filippo e fuggito proprio nel momento del bacio tra Mastroianni e la Muti.
Godibile tra l'altro per la sua presenza di caratteristi: da Peppe Barra en travesti con tanto di cerone, a Franco Javarone nei panni dell'ingordo strozzino che vuole far fuori Scapece. Entrambi gli attori faranno poi parte del "Pinocchio" di Benigni, molti anni dopo.

Il film è stato pubblicato in DVD dalla 01 Distribution.

 Recensione a cura di:
 



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