venerdì 22 agosto 2014

SESSO IN TESTA (1974)

Regia: Sergio Ammirata. 
Soggetto: Marino Onorati. 
Sceneggiatura: Sergio Ammirata. 
Fotografia: Franco Villa. 
Montaggio: Amedeo Giomini. 
Scenografia: Francesco Cuppini. 
Musica: Roberto Pregadio. 
Produzione: Rodolfo Putignani per Cineproduzioni Dania 70. 
Distribuzione: Alpherat. 
Durata: 90’. 
Genere. Commedia erotica. 
Interpreti: Lino Banfi, Didi Perego, Gastone Pescucci, Gigi Ballista, mario Carotenuto, Pilar Velázquez, Toni Ucci, Gino Santercole, Jimmy il Fenomeno, Aldo Giuffrè, Ugo Fangareggi, Oreste Lionello, Gino Pagnani, Riccardo Miggio (Ric), Gian, Marino Masè, Gigi Bonos, Tino Scotti, Liana Trouché, Pietro Zardini, Liliana Chiari, Salvatore Billa, Massimo Fornaciari, Giuseppe Leone, Luigi Leoni, Margherita Puratich, Marcello Bonini Olas, Nello Palladino, Armando Bottin, Giuseppe Terranova, Luigi Antonio Guerra, Lorenzo Piani, Gaetano Campisi.

Sergio Ammirata (Palermo, 1935) è un ottimo attore di teatro che verrà ricordato nella storia del cinema bis per aver diretto un solo film, un caposaldo della commedia erotica: Sesso in testa. Sergio Ammirata è l’attore preferito di Fernando di Leo, ma lo troviamo in molti lavori cinematografici e televisivi di vario spessore (persino Don Matteo, 2004). Sergio Ammirata è amico intimo del regista pugliese, scrive insieme a Fernando di Leo drammi e commedie, pare che Sesso in testa sia stato girato grazie all’aiuto del più esperto regista. Tra l’altro Fernando di Leo compare nelle prime sequenze nei panni di un intervistatore e di sicuro “ha girato il balletto iniziale della protagonista, identico a quello della Bouchet in Milano calibro 9 (Mergehetti)”. Roberto Poppi giudica Sesso in testa un lavoro di limitato interesse, ma a nostro avviso soltanto il fatto che nel 1974 un simile film - piuttosto pruriginoso - non sia incappato nei fulmini della censura lo rende meritevole di considerazione. Per Marco Giusti (Stracult) è appetibile “soltanto per i pochi agguerriti fan di Pilar Velázquez”, attrice iberica di commedie erotiche per niente nota in Italia, una bellezza in carne, davvero d’altri tempi, non di prima del motore, come canta De Gregori, ma di prima del chirurgo plastico.

Sesso in testa gode di un cast di primissimo livello ed è strutturato in quindi episodi, di altalenante fattura, ma mediamente buoni. Il blando collante è costituito dall’esame di laurea in sociologia di Diana (Velázquez) che di fronte a una commissione presieduta da Lino Banfi, Didi Perego e Gastone Pescucci (un singolare prete professore) espone la sua tesi sulla prostituzione. L’aula è zeppa di curiosi che vogliono sentire dalle labbra della studentessa ogni frase di una tesi di ricerca, condotta sul campo. Ammirata analizza nel breve volgere di quindici episodi un ampio campionario di perversioni, vizi, tradimenti e abitudini sessuali degli italiani, grazie al personaggio della studentessa che sperimenta in prima persona le abitudini sessuali degli italiani. Oreste Lionello è un manager indaffarato e immerso nel lavoro al punto di non rendersi conto se ha fatto l’amore con la prostituta. Una prostituta si finge suora per attirare un maggior numero di clienti. Un onorevole (Tino Scotti) viene scoperto dalla moglie sicula in compagnia di una prostituta e gli rende pan per focaccia facendosi scopare da un cameriere. Un marito necrofilo (Toni Ucci) vorrebbe far l’amore con una prostituta accanto al cadavere della moglie morta. Un mafioso impotente (Carlo Giuffrè) chiede alla prostituta di simulare grida di piacere per nascondere il difetto fisico. Jimmy il Fenomeno interpreta un ruolo più consistente del solito nei panni di un cliente pieno di tic nervosi. Mario Carotenuto è un maturo professionista che chiede alla prostituta di fingersi sua figlia per eccitarlo prima di accoppiarsi con lei. La studentessa ha pure una vita normale e un fidanzato (Santercole), il solo in grado di farla godere, mentre quando interpreta il ruolo della prostituta per finalità di studio non riesce a raggiungere l’orgasmo.
Molto bravo Lino Banfi, caustico presidente di commissione, che commenta le performance sessuali della laureanda stigmatizzando vizi privati e pubbliche virtù del popolo italiano. Da notare un discorso sull’omosessualità lontano anni luce dai nostri tempi, trattata come una malattia, una perversione, sia dal lato femminile che maschile. Mereghetti giudica il film di livello macchiettistico, ma a nostro parere è un lavoro interessante, che diverte e trasgredisce al punto giusto, una via di mezzo atipica tra il mondo movie a tema erotico, il film inchiesta sulle abitudini sessuali e la più ordinaria commedia sexy. Da riscoprire.
 
Recensione a cura di:


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