giovedì 28 agosto 2014

EMANUELLE NERA (1975)

Regia/Director: Adalberto / Bitto Albertini [Albert Thomas]
Soggetto/Subject: Adalberto Albertini, Ambrogio Molteni
Sceneggiatura/Screenplay: Adalberto Albertini, Ambrogio Molteni
Interpreti/Actors: Karin Schubert (Ann Danieli), Angelo Infanti (Gianni Danieli), Isabelle Marchal (Gloria), Gabriele Tinti (pittore), Don Powell (Kamau), Venantino Venantini, Laura Gemser (Emanuelle)
Fotografia/Photography: Carlo Carlini
Musica/Music: Nico Fidenco
Costumi/Costume Design: Adriana Spadaro
Scene/Scene Design: Alberto Boccianti
Montaggio/Editing: Vincenzo Tomassi
Suono/Sound: Massimo Jaboni
Produzione/Production: San Nicola Produzione Cinematografica, Flaminia Produzioni Cinematografiche, Emaus Films, Madrid
Distribuzione/Distribution: Fida Cinematografica
censura: 67466 del 21-11-1975
Altri titoli: Black Emanuelle, Black Emanuelle, Emanuelle negra

La giovane e bellissima fotografa Mae Jordan - detta, chissà perché, Emanuelle - (Gemser) viene inviata a Nairobi in Kenia dal suo editore perché aiuti una sua nipote, Ann Danieli (Schubert), a completare il suo libro sulle usanze e cultura locali (quasi sempre andando a finire nel settore erotico) e - colpo di genio - aiutarla a salvare il suo matrimonio con l'italiano Gianni (Tinti) (da qui il cognome della donna altrimenti americana). Infatti tra i due coniugi non c'è più passione. Lui 'oblitera' ogni donna che vede, mentre lei si consola con la ampia disponibilità di maschi locali. Questo, tuttavia, non lenisce il dolore della donna che, nonostante tutto, è ancora sinceramente innamorata del marito (mentre lui non sembra così preso).
Da qui in poi il film offre un amplesso ogni cinque/sei minuti circa. Tutti vanno a letto con tutti (beh, quasi; non ci sono accoppiamenti fra uomini) e quello che già traballava finisce per schiantarsi al suolo con gran tonfo. Inaspettatamente fra Gianni ed Emanuelle (i due attori si conobbero proprio sul set di questo film sposandosi poco dopo la fine delle riprese) nasce qualcosa di più profondo che non sia una mera attrazione fisica. Succede che lui perde completamente la testa, mentre lei dopo essersi sempre negata (o meglio, facendolo arrivare a giusta ebollizione per poi lasciare che evaporasse per conto suo) e dopo averlo fatto ingelosire mostrandosi più o meno volontariamente ale prese con altri uomini e, finalmente, dopo averci fatto l'amore una sola volta decide che la cosa stava prendendo una piega troppo personale e decide di andarsene senza salutare nessuno. Lui riesce a raggiungerla in una stazioncina cercando di farla tornare sui suoi passi, ma lei ha già deciso che il suo lavoro e la sua libertà vengono prima.
Il film termina con la giovane che guarda mestamente fuori il finestrino. Fermo immagine e titoli di coda. Inutile che sto a ripetere tutta la storia di EMMANUELLE che tanto la sapete ( per chi vuole approfondire: http://goo.gl/EXpmFX ) . Quello che nasce come film di rimorchio, anche se dotato di un discreto budget, diventa a sorpresa un successo di proporzioni inaspettate tanto che stando ai dati raccolti nel libro PLATEA IN PIEDI il film riuscirà a guadagnare oltre due milardi e mezzo di lire solo in Italia. Successo che si ripete all'estero arrivando ad oscurare qualsiasi altra produzione con la protagonista con le due emme (la pur bellissima Sylvia Kristel). E lancia la modella indonesiana Laurette Marcia Gemser come reginetta dell'erotico esotico italiano - già apparsa nel precedente AMORE LIBERO-FREE LOVE di Pier Ludovico Pavoni, 1974 (e ancora prima in una particina in EMMANUELLE 2: L'ANTIVERGINE). Da notare che se in questo film viene presentata col nome d'arte di Emanuelle, questo nome era stato usato già per il film di Pavoni. Il film, di par suo, è la fiera delle assurdità; per 'salvare un matrimonio mandano in 'aiuto' una bellissima donna tanto per citarne una. I personaggi, d'accordo, non sono molto approfonditi ma certo è che l'empatia fra le due donne va tutta alla sfortunata Schubert; dotata oltre di un corpo statuario, anche di un discreto mestiere che le permette di 'sentire' il suo personaggio. Comunque è pure vero che gli attori coinvolti (e i loro doppiatori, ma nel dvd c'è anche la versione in presa diretta in inglese anche se non tutto il film è stato recitato in questa lingua) sono costretti dialoghi deliranti tra cui un 'confronto' tra la protagonista e Gloria (Marchal) - una giovane bionda - su questioni come ' come ci si sente ad essere neri in Occidente (o bianchi in Africa). Il film è ricco di diversi altri personaggi come quelli interpretati da Venantini (che fa una specie di Salvator Dalì con tanto di capelli sparati e baffetti ma molto più simpatico) e Infanti (che interpreta il marito di Gloria) che vengono lasciati cadere nel nulla tanto che ti chiedi che ci stavano a fare. Così come quello interpretato al cantante Don Powell. Così come il giovane e bel missionario che Emanuelle, all'inizio del film, incontra sull'aereo che la sta portando in Kenya. Una volta arrivati all'aereoporto i due si prendono un caffè insieme e si salutano Dopodiché anche questo personaggio scompare dalla scena. Il film è tutto per la Gemser che, però, non sembra particolarmente 'partecipe' di quanto le accade intorno. Nelle scene di sesso la Schubert è decisamente più a suo agio (notevole quella iniziale col benzinaio che nel dvd è presentata con gli inserti hard molto ben inseriti tanto che ci si è chiesti se fosse sempre la stessa attrice anche in questa versione). La Gemser, invece, nonostante diverrà l'attrice (parolona) simbolo del genere conserverà sempre una certa rigidità nelle scene sexy. In conclusione un film invecchiato malissimo.


Recensione a cura di:


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