giovedì 3 luglio 2014

BRILLANTINA ROCK (1979)

Regia/Director: Michele Massimo Tarantini
Soggetto/Subject: Michele Massimo Tarantini
Sceneggiatura/Screenplay: Alessandro Capone, Pino Pellegrini, Michele Massimo Tarantini
Interpreti/Actors: Monty Ray Garrison (Roberto detto "Robby"), Cecilia Buonocore (Cindy), Mauro Frittella (Oscar), Auretta Giannone, Domenico Bua [Mimmo Bua] (Rick), Auretta Gay (Sandra), Fiamma Maglione, Sergio Borelli, Christine Kenneally, Edmondo Tieghi, Fortunato Arena, Origene Luigi Soffrano [Jimmy il Fenomeno], Letizia D'Adderio, Angela Ghigi
Fotografia/Photography: Federico Zanni
Musica/Music: Giancarlo Reverberi
Costumi/Costume Design: Adriana Spadaro
Scene/Scene Design: M. Tedesco
Montaggio/Editing: Maurizio Tedesco
Suono/Sound: Roberto Petrozzi
Produzione/Production: Devon Film, Medusa Distribuzione, National Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Medusa


Brillantina rock (1979) è un’improbabile versione italiana de La febbre del sabato sera (1977) di John Badham interpretato da John Travolta, scritta e sceneggiata dal regista insieme a Gino Capone e Pino Pellegrini. Fotografia di Federico Zanni, montaggio di Maurizio Tedesco, scenografie di Christine Kenneally e coreografie di Franco Estill. Le musiche sono di Gianfranco Reverberi. Producono niente meno che Medusa e Dania Film. Interpreti: Monty Ray Garrison (doppiato in romanesco da Ferruccio Amendola), Cecilia Bonocore, Mauro Frittella, Auretta Gay, Mimmo Bua, Fiamma Maglione, Sergio Borelli, Jimmy il Fenomeno e Edmondo Tieghi. Roberto (Garrison) è un maniaco delle discoteche, si innamora della bella e ricca statunitense Cindy (Gay), ma alla fine torna alla vecchia fiamma Sandra (Bonocore), provetta ballerina e partner ideale. Tarantini non fa mistero di ispirarsi a John Travolta nel costruire il personaggio principale, vestito di bianco, ancheggiante, sbruffone e sempre intento a pettinarsi con la brillantina Linetti.
Roberto vive situazioni che stanno a metà tra La febbre del sabato sera (1977) e Grease (1978), ma la storia è ambientata tra Milano (esterni) e la discoteca Al Ghech Ghech di Cornasco (interni). Roberto non vuol saperne di lavorare e farsi una famiglia, vive per il ballo, la musica, la moto e gli amici con cui passa il sabato sera. Non ha una lira in tasca, ama John Travolta, Grease e La febbre del sabato sera, balla ispirandosi al suo modello, parla e cammina come lui. Cecilia Bonocore è una brava ballerina e una modesta attrice, ma in questo film va più che bene, vista la tematica musicale e le numerose scene di ballo. Auretta Gay è l’altra presenza femminile, modesta attrice che ricordiamo nel cast di Zombi 2 (1979) di Lucio Fulci alle prese con uno squalo e con uno zombi subacqueo. La Gay balla meglio di come recita e nella pellicola è importante, visto che un buon trenta per cento della storia si svolge in pista da ballo. Jimmy il Fenomeno recita qualche battuta come nevrotico benzinaio alle prese con ragazzi squattrinati. Monty Ray Garrison è un pessimo attore (ma buon ballerino) che non ha fatto altro in Italia. Il film presenta alcuni sprazzi divertenti che ispirati alla pochade e al cinema muto di Stan Laurel e Oliver Hardy, come quando Roberto porta Cindy in un ristorante di lusso e non sa mangiare con educazione. Lotta con un cameriere per la sedia, non conosce l’uso delle posate e infine fa schizzare via le olive dal piatto. Le gare di ballo la fanno da padrone e pure la rivalità con un’altra banda che culmina in una sfida a bordo di due moto che devono rincorrere un treno. Roberto non partecipa alla gara perché la sorella deve partorire, viene sostituito da un amico che rischia di morire travolto dal treno in corsa. Roberto fa la figura del vigliacco, viene menato di santa ragione, Cindy lo lascia per il capo della banda rivale, lui sfida l’avversario in una scazzottata memorabile e lo mena di brutto. Alla fine Roberto torna da Sandra, fa l’amore con lei, le fa perdere amante e lavoro, ma trova la compagna di ballo che gli fa vincere la gara contro il rivale. Nel finale Roberto si prende una rivincita morale con Cindy che liquida con centomila lire false, mentre al rivale regala la coppa. Ritrova Sandra, la donna della sua vita, e con lei fugge nella notte di Milano che mostra sullo sfondo un Duomo maestoso. Niente di sexy, a parte un paio di gonne corte di Cecilia Bonocore che fanno intravedere le gambe. Alcune scene che ricordano la pochade sono quelle in cui Roberto sfascia l’auto del cognato, ma anche i salti da kung-fu alla Bruce Lee per malmenare il rivale e la battutaccia rivolta a Sandra: “Con il letto hai guadagnato il posto e con il letto lo hai perso”. Ricordiamo una corsa con le moto molto spettacolare e un inseguimento auto - moto che sembrano citazioni del poliziottesco. Merito del maestro d’armi Roberto Alessandri. Mereghetti confonde Cindy con Sandra (scambia i nomi delle attrici), non ha le idee chiare sulla trama, ma concede una stella a Brillantina rock e definisce molto noiose le scene di ballo. La pellicola è una buona occasione per ascoltare tanta disco music fine anni Settanta come Love is in the air di Paul Young, Satisfaction di Jagger - Richard, Honey for bears di Fraser - Reverberi (canta Daniel Danieli), You light my fire di M. Wickfield - P. Racer - P. Forest (canta Sheila B. Devotion), In the window of the rind di Reverberi - Forchi - Pes, Following you di Guido Usai - Zoccheddu - Reverberi, Freedom di Guido Zoccheddu - Reverberi, Changing di Zoccheddu - Reverberi (canta Equipage), Iberias hinverno di Zoccheddu - Reverberi, Sotch machine di Vojage, Lady America di Vojage e Yeti rock di Zoccheddu - Reverberi (canta Eddy Toad Caband). I flani della pellicola rasentano il ridicolo: Mont Ray Garrison, il nuovo astro delle discoteche americane, sfida John Travolta. Sfida persa, anzi, neppure cominciata.

Recensione a cura di:



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