venerdì 9 maggio 2014

BELLE D'AMORE (1970)


Regia/Director: Fabio De Agostini
Soggetto/Subject: Fabio De Agostini, Liliana Fontana
Sceneggiatura/Screenplay: Fabio De Agostini, Liliana Fontana
Interpreti/Actors: Paola Tedesco (Monique), Bruno Garcin (Bruno), Daniela Rossellini, Luisa Giulietti, Giorgio Penna, Daniel Sola
Fotografia/Photography: Riccardo Pallottini
Musica/Music: Carlo Savina
Costumi/Costume Design: Mario Giorsi
Scene/Scene Design: Mario Giorsi
Montaggio/Editing: Otello Colangeli
Suono/Sound: Alessandro Sarandrea
Produzione/Production: Super International Pictures, Films de la Pléiade, Paris
Distribuzione/Distribution: Capitol International
censura: 56059 del 13-10-1970
Altri titoli: Persiane chiuse (Dieci anni dopo), Erotikon

Si tratta di due studenti che stanno prendendo informazioni sulla prostituzione femminile per poi stenderci la loro tesi. Lui intervistando (e basta) prostitute - che nel film vengono chiamate soltanto col nome di mondane - anche in casa loro, lei idem con in più un po' di esperienza diretta. Cioè battere! Il film non ha una vera e propria trama, ma sostanzialmente una serie di scenette legate tra loro esclusivamente dall'argomento. Il tutto è inframmezzato con i due più il fidanzato di lei che di volta in volta commentano quanto visto e/o ascoltato.
Altre volte, invece, li vediamo parlare col loro tutore. Ma non sapremo mai quale sarà l'esito dell'esame. Il canovaccio, come scritto sopra, è tutto qui e, come scritto sopra (e due), le singole parti valgono (si fa per dire) più della somma. Molti seni al vento (anche quelli - piccoli - della Tedesco per la verità un po' impacciata e pochissimo convinta quando si tratta di spogliarsi), ma nessun nudo integrale. L'unica ragazza che si vede sotto una doccia ha la schiuma che le copre il suo bel sedere rubensiano. Ma sopratutto ci sono molte, moltissime chiacchere. Titoli di libri sulla sessualità (ma curiosamente non viene mai nominato il secondo rapporto Kinsey - quello sulla sessualità femminile - del 1953), così come molti nomi di studiosi. Ma l'omosessualità viene ancora considerata una malattia (!). Il tutto ovviamente è confezionato nella peggiore maniera possibile. Non come produzione che pur piccola è ben curata (straordinari costumi, arredamenti e, sopratutto, straordinaria la coloratissima fotografia di Riccardo Pallottini) eccetto le sequenze universitarie, ma per come il tutto è mostrato. A partire dagli studenti universitari più improbabili della storia del nostro cinema. Studenti di una università che pare essere frequentata da non più di 15 persone. Anche perché le sequenze sono risolte mostrando alcuni ragazzi al bar all'aperto (dove c'è anche una stornellatrice col volto truccato, chissà perché, da gatto che accompagnandosi con la chitarra e dalla sua bella voce ci fa ascoltare alcuni canti operai. Ammetto di non sapere chi è) con su un muro uno strscione che di volta in volta inneggia all'università libera o a uno scrittore di lingua spagnola di cui non ricordo il nome. In realtà siamo all'EUR dove i muri di un qualche edificio vengono, appunto, spacciati per quelli che, immagino, devono essere alla Sapienza. Tutti gli attori sono doppiati col risultato di togliere parecchio quel senso di 'verità' che volevano mostrare dove tutti, anche gli stranieri in terra straniera - i due ragazzi si recano anche a Parigi tra l'altro anche se quelle sequenze sono tutte in interni - , parlano in italiano. Particolarmente irritanti le prostitute che parlano quasi tutte in un italiano perfetto. O in un romanesco fintissimo. Come fintissima è la sequenza di un filmino fornito, chissà perché, dalla polizia olandese dove una tizia picchiata da quattro energumeni. Un super 8 girato pulito pulito con il mascherino a 2:35,1 e pure sonoro! Stranamente, dato l'argomento, i due ragazzi non finiscono a letto insieme, né ci sono derive lesbo. Una sola scena di sesso, diciamo così, con lei che dovrebbe essere 'resa donna' dal suo fidanzato si risolve con la frase 'mi stai facendo male alla gamba!' Come scritto sopra, comunque, la Tedesco, almeno in questo film, quando appare a seno nudo (ma sempre con le mutandine) pare irrigidirsi. Sostanzialmente il film vale, come dicevo, come documento visivo.  Ma solo per quello.

Recensione a cura di:
contatore

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