sabato 5 aprile 2014

TRILOGIA MARK IL POLIZIOTTO a cura di Dino Marin



MARK IL POLIZIOTTO(1975)
Regia/Director: Stelvio Massi
Soggetto/Subject: Dardano Sacchetti
Sceneggiatura/Screenplay: Adriano Bolzoni, Raniero Di Giovambattista, Dardano Sacchetti, Stelvio Massi
Interpreti/Actors: Franco Gasparri (commissario Mark Terzi), Lee J. Cobb (avv. Benzi), Giampiero Albertini (brigadiere Bonetti), Giorgio Albertazzi (commissario capo), Sara Sperati (Irene), Carlo Duran (Grüber), Andrea Aureli (vice dell'avv. Benzi), Francesco D'Adda (giudice istruttore), Luciano Comolli, Cesare De Vito, Dada Gallotti (madre di Irene), Danilo Massi (Harry), Dino Mattielli, Vittorio Pinelli, Flora Saccese
Fotografia/Photography: Marcello Gatti
Musica/Music: Stelvio Cipriani
Costumi/Costume Design: Rosa Falconi
Scene/Scene Design: Sergio Palmieri
Montaggio/Editing: Mauro Bonanni
Suono/Sound: Pier Giuseppe Ghezzi
Produzione/Production: P.A.C. - Produzioni Atlas Consorziate
Distribuzione/Distribution: P.A.C.
censura: 66944 del 01-08-1975
Altri titoli: Blood, Sweat and Fear


MARK IL POLIZIOTTO SPARA PER PRIMO(1975)
Regia/Director: Stelvio Massi
Soggetto/Subject: Dardano Sacchetti
Sceneggiatura/Screenplay: Dardano Sacchetti, Stelvio Massi, Raniero Di Giovambattista, Teodoro Agrini
Interpreti/Actors: Franco Gasparri (Mark Terzi), Lee J. Cobb (commendator Benzi), Nino Benvenuti (capo contrabbandiere), Ely Galleani (Angela), Ida Meda (Franca), Andrea Aureli (giornalista), Massimo Girotti (commissario capo), Spiros Focas (malvivente), Guido Celano (complice di Benzi), Francesco D'Adda (rag. Ghini), Margherita Horowitz (Maria Clerici), Tom Felleghi (direttore clinica psichiatrica), Giovanni Cianfriglia (altro malvivente), Roberto Caporali, Mauro Vestri, Edoardo Florio, Archimede Muzi, Gianni Ottaviani, Leonardo Severini
Fotografia/Photography: Federico Zanni
Musica/Music: Adriano Fabi
Scene/Scene Design: Carlo Leva, Carlo Leva
Montaggio/Editing: Mauro Bonanni
Produzione/Production: P.A.C. - Produzioni Atlas Consorziate
Distribuzione/Distribution: P.A.C.
censura: 67697 del 20-12-1975
Altri titoli: Marc la gachette

MARK COLPISCE ANCORA(1976)
Regia/Director: Stelvio Massi
Soggetto/Subject: Lucio De Caro
Sceneggiatura/Screenplay: Dardano Sacchetti
Interpreti/Actors: Franco Gasparri (Mark Patti), John Saxon (ispettore Altman), Marcella Michelangeli (Olga Kuber), Paul Müller (ispettore austriaco), John Steiner (Paul Henkel), Andrea Aureli (Pappadato, ispettore antiterrorismo), Pasquale Basile (autista a Vienna), Malisa Longo (Isa, modista), Claudio Zucchet, Giampiero Albertini (commissario Mantelli)
Fotografia/Photography: Mario Vulpiani
Musica/Music: Stelvio Cipriani
Costumi/Costume Design: Sergio Palmieri
Scene/Scene Design: Carlo Leva
Montaggio/Editing: Mauro Bonanni
Suono/Sound: Roberto Alberghini
Produzione/Production: P.A.C. - Produzioni Atlas Consorziate
Distribuzione/Distribution: P.A.C.
censura: 69267 del 20-10-1976
Altri titoli: The 44 Specialist

TRAME:
- Mark il poliziotto: Il commissario Mark lavora nella squadra Narcotici a Milano. Le sue indagini su una organizzazione dedita al traffico di droga lo portano a sospettare dell'avvocato Benzi, industriale di una azienda che si occupa di import/export. Tra la morte del su fido brigadiere e l'omicidio di una giovane ragazza drogata che aveva ospitato nella sua casa, Mark dovrà correre molti pericoli per sgominare la banda e il suo capo.

- Mark il poliziotto spara per primo: Questa volta Mark è a Genova e se la deve ancora vedere con il suo nemico Benzi e con un misterioso assassino che si fa chiamare "la sfinge". Tra il sequestro di Benzi e altri sequestri misteriosi, da solo, il poliziotto riuscirà a sgominare i cattivi e far luce sugli omicidi.

- Mark colpisce ancora: Tra Roma, Milano e Vienna Mark è alle prese con una organizzazione terroristica che progetta attentati in Italia e in Austria. Tutti i tentativi di sgominare la banda vengono depistati fino a quando, usando la tattica del doppio gioco, il poliziotto potrà trovare mandanti ed esecutori.

Tra il 1975 e il 1976 l'abile penna di Dardano Sacchetti (scrive il soggetto dei primi due e sceneggia, con altri, tutti e tre i film della serie) e la sapiente ed esperta mano del regista Stelvio Massi confezionano tre opere del genere poliziesco, campioni di incasso, salvo l'ultima, e di buone idee.
In questo periodo d'oro di produzione, che va dall'inizio alla fine degli anni settanta, si sono percorse tutte le strade per cercare trame originali e attori che potessero generare curiosità, empatia ed interesse per i tanti affezionati sostenitori e spettatori.
Poliziotti, commissari, giudici, alcuni buoni e altri cattivi, alle prese con malavita, mafia, terrorismo, politica corrotta e tutto quello che preoccupava il benpensante e borghese, pubblico delle sale cinematografiche di allora.
A tutto il 1975, questo intreccio di storie, inseguimenti, sparatorie e caratteri attoriali aveva già originato diversi filoni e personaggi di vasto seguito.
Oltre quindici milioni di lettori seriali, ne venivano acquistati ogni mese circa cinque milioni di copie, si avventuravano, si emozionavano e sognavano nelle pagine dei fotoromanzi della casa di produzione "Lancio". Come ogni inizaitiva editoriale di questo livello di successo, anche queste pubblicazioni, oltre che forte rilevanza commerciale, assicuravano ai loro protagonisti, fama e grande notorietà. Attraverso le storie di carta, interi eserciti di fan erano in visibilio e adoravano i loro beniamini.
Il brand patinato mirava soprattutto al pubblico femminile, ma era anche conosciuto e letto da parte di quello maschile. Tra i maggiori e più amati interpreti di queste storie fotografiche c'era Franco Gasparri, già, peraltro, interprete di film quali "Goliath contro i giganti", "La furia di Ercole" da adolescente, "La preda" e "La peccatrice". Modello di bellezza maschile, con i fotoromanzi arrivò il vero successo.
L'intuizione di Massi & co. fu di collegare i due generi, così apparentemente diversi e creduti con superficialità distanti tra di loro,   film polizieschi e, appunto, fotoromanzi, creando così una felice combinazione di ruoli e affidando alla stella di prima grandezza Franco Gasparri, alias Mark il poliziotto, il compito di vincere la scommessa di attrarre le ragazzine o le mature lettrici e gli appassionati o i rudi cultori delle indagini degli italici tutori della legge.
Il successo, almeno per i primi due episodi, fu clamoroso. Tutti risposero con entusiasmo e le sale si riempirono di sospiri e di emozioni.
Mark, però, non poteva essere come tutti gli altri. Non duro e puro come Maurizio Merli, non sguaiato o violento come Tomas Milian, non attoriale come Franco Nero e non con i timbri dei ruoli di Mann, Merenda o Lovelock.
Ha rappresentato una irripetibile e unica presenza di attore, non di passaggio, originale e divistica:
-conquista e fa innamorare molte donne nella finzione filmica, ma non c'è relazione sentimentale; il tono è leggero;
-è fermo e deciso, mai autoritario, a portare avanti le indagini e perseguire gli obiettivi della giustizia, ma non in maniera violenta e non scorre sangue che potrebbe disgustare le spettatrici;
-si veste in maniera sportiva, casual e mai si ha l'impressione di avere davanti un poliziotto; è più amico, fratello che irreprensibile uomo della legge;
-è serio e riflessivo , ma sa appassionare;
-è in ragionato conflitto con i superiori, ma mai arrabbiato o pessimista sulle sorti del mondo che lo circonda.
La confezione è quella del cine-fumetto e tutti, dal racconto delle immagini, possono trarre il meglio che giustifichi il prezzo del biglietto e le proprie aspettative di spettacolo.
Prodotto solo di intrattenimento che contiene tutti gli stilemi del genere: la pistola simbolo è la 44 magnum a ricordo dello spietato, ma giusto Eastwood, il cane San Bernardo perchè nella vita non si è mai completamente soli contro il male, il lavoro duro e poco gratificante, gli inseguimenti con belle scene di macchine e moto perchè siamo pur sempre dentro al poliziottesco.
Nei tre episodi si affrontano, pur in maniera superficiale e grossolana, tutti i temi che dividevano e laceravano quella società: lotta alla malavita organizzata, alla droga, all'anonima sequestri, alla corruzione, al terrorismo e chissà, se ci fosse stato un ulteriore sequel, magari ci entrava anche la mafia.
Intorno a Gasparri, nei tre film, ruotano e si avvicendano attori del calibro di Lee J. Cobb, il cattivo di turno, Sara Sperati, Giampiero Albertini, fido braccio destro, Nino Benvenuti, Giorgio Albertazzi, Massimo Girotti, John Saxon, John Steiner e Malisa Longo.
Tutti comprimari, ma di primo livello.
Si gira a Milano, Genova, Roma e Vienna. Va sottolineato il fondamentale doppiaggio del bravissimo Michele Gammino che dona a Mark voce decisa ed emozionale.
La regia di Stelvio Massi, ricca di zoom e di panoramiche, è come sempre all'altezza, da regista esperto e capace.
Purtroppo non c'è spazio per ulteriori puntate perchèFranco Gasparri ebbe un incidente con la sua motocicletta nel giugno 1980 che lo paralizzò fino alla morte avvenuta nel 1999.
Ho deciso di recensire la trilogia tutta insieme perchè ritengo che la prova di Gasparri sia da apprezzare nella sua completezza e sia da valutare positivamente per chi ama, come me, questo genere di film.
Buon cinema italiano per tutti; emozioni forse a buon mercato, ma di grande valore.

Recensione a cura di:


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