martedì 8 aprile 2014

SQUADRA ANTISCIPPO (1976)


Regia/Director: Bruno Corbucci
Soggetto/Subject: Mario Amendola, Bruno Corbucci
Sceneggiatura/Screenplay: Mario Amendola, Bruno Corbucci
Interpreti/Actors: Tomas Milian (maresciallo Nico Girardi), Jack Palance (Richard J. Russo/falso Norman Shelley), Maria Teresa Omaggio (Silvia), Guido Mannari (Achille Bertinai, detto "Baronetto"), Toni Ucci (Rossi, detto "Grottaferrata"), Alberto Longoni [Jack La Cayenne] (Dante Ramucci, l'infermiere), Raf Luca (agente Gargiulo), Benito Stefanelli (uomo di Russo), Marcello Martana (vice commissario Trentini), Vincenzo Crocitti (balbuziente), Roberto Chiappa (Gibbo), Roberto Messina, Adriano Valentini, Anna Melita, Angelo Pellegrino ("chiappetta"), Giovanni Attanasio (brigadiere dei carabinieri), Domenico Cianfriglia ("cinese"), Franco Garofalo, Domenico Poli [Mimmo Poli] (Gaetano Pozzetti, scippato allo stadio), Vittorio Sancisi, Giuliano Sestili, Massimo Stazzi, Michele Malaspina (Eugenio Bagolini, detti "il cavallaro")
Fotografia/Photography: Sebastiano Celeste [Nino Celeste]
Musica/Music: Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Costumi/Costume Design: Silvio Laurenzi
Scene/Scene Design: Claudio Cinini
Montaggio/Editing: Daniele Alabiso
Suono/Sound: Roberto Alberghini, Raffaele De Luca
Produzione/Production: Cinemaster
Distribuzione/Distribution: Cinemaster
censura: 68028 del 10-03-1976
Altri titoli: Flics en jeans, Die Strickmütze

Squadra antiscippo (1976) di Bruno Corbucci, su soggetto e sceneggiatura di Mario Amendola e dello stesso regista, è il primo dei Nico Giraldi movies. La fotografia è di Nino Celeste, il montaggio di Daniele Alabiso, le scenografie di Claudio Cinini e le musiche inconfondibili sono di Guido e Maurizio De Angelis. Produttore è Galliano Juso che va citato perché una sua casuale intuizione contribuisce alla nascita di Nico Giraldi. Infatti durante le riprese a Napoli de Il trafficone (era il 1975) il produttore Galliano Juso fu scippato da due balordi a bordo di una potente moto. Accorsero sul posto due poliziotti in borghese ma fecero subito capire a Juso che non c’era possibilità di recuperare la refurtiva.
Da questo episodio Juso ebbe l’idea di girare un film su una squadra di poliziotti che desse la caccia agli scippatori. La scelta del protagonista cadde su Tomas Milian che già in Squadra volante (1974) aveva ricoperto il ruolo di uno spietato commissario di polizia (Tomas Ravelli) alla caccia degli assassini della moglie, uccisa in un conflitto a fuoco durante una rapina. Squadra antiscippo è un film del tutto diverso e si basa sulla volontà di Juso di imprimere una svolta al genere poliziesco puntando verso la commedia. Non a caso come regista viene scelto lo specialista Bruno Corbucci che già aveva fatto molto nel campo della commedia brillante (si pensi ai film con Totò, Lando Buzzanca e Franchi e Ingrassia). Il film però non è solo una parodia del poliziesco e presenta molte scene d’azione curate dal maestro d’armi Rocco Lerro davvero notevoli e una trama ben articolata.
   Gli attori del primo film della serie sono: Tomas Milian, Jack Palance, Maria Rosaria Omaggio, Toni Ucci, Jack La Cayenna (alias Alberto Longoni), John Dulaney, Raf Luca, Benito Stefanelli, Guido Mannari, Marcello Martana, Vincenzo Crocitti, Roberto Chiappa, Roberto Messina, Adriano Valentini, Anna Melita, Angelo Pellegrino, Giuseppe Attanasio, Domenico Cianfriglia, Franco Garofalo, Mimmo Poli, Vittorio Sancisi, Giuliano Sestili e Massimo Stazzi.
   Il personaggio del maresciallo Nico Giraldi prende spunto da Serpico (1973) di Sidney Lumet interpretato da Al Pacino. È in quel film americano che vede la luce una tipologia di poliziotto anticonformista ma onesto. In letteratura c’era stato già il precedente del romanzo di Peter Maas basato su fatti reali, cui il film si ispira descrivendo un ispettore maleducato ma di solidi principi morali. Serpico è un perdente idealista che lotta contro la corruzione all’interno della polizia, diventa un martire, rinuncia la lavoro, alla sua donna e alla sicurezza economica. Nico Giraldi invece è un personaggio vincente e simpatico che sdrammatizza la parte seria di Serpico e pone l’accento su quella sboccata e divertente. Nico ha un passato da ladruncolo di borgata fatto di scippi, truffe e furtarelli (lo chiamavano Nico er Pirata), è un figlio di buona donna nel vero senso della parola (la mamma “lavorava” a Tor di Quinto) ed è stato anche in carcere. Ora però è passato dall’altra parte della barricata e combatte contro i suoi ex colleghi che riesce sempre a pizzicare.
   Tomas Milian dà un apporto fondamentale alla caratterizzazione del personaggio facendone un maresciallo di polizia dai modi spicci e dai vestiti improbabili da coattone, quasi fosse una sorta di fratello gemello del Monnezza e del Gobbo. Tomas Milian infatti è il responsabile diretto del linguaggio colorito da ex malandrino di borgata del maresciallo Giraldi. L’attore cubano, come per i film di Monnezza, pretende di scrivere dialoghi e parolacce che in definitiva hanno fatto la fortuna della serie. Tomas Milian, pur cubano di nascita, è romano d’adozione e conosce il romanesco meglio dello spagnolo. Per lui non è difficile raccogliere dialoghi e battute dalla vita quotidiana del sottoproletariato romano e trasferirli sul set cinematografico. Tra l’altro Milian vive spesso a contatto dei diseredati del Terzo Mondo e conosce la situzione difficile della vita in borgata a Roma. Se ci viene passato un paragone irriverente possiamo dire che con il personaggio di Nico Giraldi l’attore cubano tenta un’operazione simile a quella di Pier Paolo Pasolini e porta il borgataro all’attenzione del grande pubblico. Certo, il suo discorso è squisitamente comico e punta solo a divertire, però, come diceva Menandro e pure lo stesso Pasolini, ridendo e scherzando si possono dire molte verità. Tomas Milian per rendere il personaggio ancora più schietto e credibile pretende che la sua voce venga doppiata da Ferruccio Amendola. Il romanesco parlato da Milian infatti risente di un’influenza latinoamericana difficile a dimenticare, mentre la voce un po’ roca e autenticamente “romanaccia” di Amendola conferisce al personaggio quel tocco in più di romanità che la sola gestualità dell’attore cubano non può esprimere al massimo. Per il look Milian si ispira allo stuntman Quinto Gambi che proviene proprio dalle borgate romane. Nico Giraldi porta capelli lunghi, barba incolta, cappellino di lana, giubbini variopinti, sciarpe lunghissime e a partire dal terzo film della serie sfoggerà una tuta blu da metalmeccanico che diventerà una specie di divisa. Come si vede di Serpico resta ben poco, forse solo le locandine del film che Giraldi tiene appese alle pareti di casa e il topolino bianco dal nome omonimo.
   Nel primo film però Nico non è ancora il personaggio che conosciamo, qui ha anche un padre malandrino (Toni Ucci) che poco a poco scomparirà. Il fido assistente Gargiulo è interpretato dal pessimo Raf Luca al posto del più convincente Massimo Vanni che arriverà negli episodi successivi. Manca soprattutto l’amico ladruncolo Venticello interpretato da Bombolo (Franco Lechner), che contribuirà non poco al successo della serie. Ci sono però molti caratteristi noti della commedia sexy anni Settanta, gente che faceva la spola da un film con Gloria Guida a uno con Edwige Fenech. Citiamo per tutti il romanissimo Vincenzo Crocitti (che fa il balbuziente) e Mimmo Poli.
   Squadra antiscippo ebbe un ottimo successo di pubblico, tanto che Juso pensò di continuare su questa strada e ripropose il personaggio di Milian in altri episodi. Vennero fuori altre “squadre” (antifurto, antitruffa, antimafia e antigangsters) con il poliziotto più sboccato d’Italia lanciato in avventure spericolate (in un episodio il nostro rischierà persino di morire sulla sedia elettrica). Terminata la serie delle “squadre”, Corbucci e Amendola si sono inventati quella dei “delitti” e alla fine le avventure del maresciallo Giraldi sono arrivate al considerevole numero di undici pellicole.
   L’incipit del film è formidabile. Siamo a Roma e ci vengono mostrati una serie di scippi spettacolari. Il migliore è quello compiuto da un pastore tedesco, che addenta con destrezza il borsello tra le mani di un povero signore appena uscito di banca e poi si dà alla fuga infilandosi nell’auto del padrone-ladro che lo aspetta con il motore acceso. Vediamo anche quello ai danni di una comitiva di turisti giapponesi. Un uomo si cala le braghe come se dovesse compiere un bisogno fisiologico e solleva l’ilarità e la meraviglia dei giapponesi che gli scattano fotografie a ripetizione. A quel punto arrivano i compari con un furgone e rubano i bagagli dei giapponesi, distratti dalla scena. Questi scippi vengono presentati per fare un quadro della situazione ambientale in cui deve lavorare la polizia, a causa dell’aumento della microcriminalità. Subito dopo facciamo conoscenza con il maresciallo Nico Giraldi che è a capo della squadra antiscippo. Giraldi gira la città a bordo di una moto a caccia di ladri e scippatori, affiancato dai suoi aiutanti, il veneto Ballarin (John Dulaney), il milanese Colombo (Jack La Cayenne, che dopo questo film non vedremo più) e il napoletano Gargiulo (un goffo Raf Luca). L’unico scippatore che riesce sempre a scappargli sotto il naso è un certo Achille Bertinari detto il Baronetto (Guido Mannari). Ha un alibi di ferro e si finge ricoverato in ospedale con la complicità di un cugino paramedico. Nico cattura la sua banda e i complici principali (er Cinese ed er Zagaglia) ma lui fa in tempo a raggiungere l’ospedale per rinnovare il suo alibi. In questa occasione Giraldi fa anche conoscenza con Silvia Cattani, una bella agente letteraria (Maria Rosaria Omaggio) oggetto delle attenzioni della cricca del Baronetto e ha con lei una storia d’amore. Tomas Milian ci tiene subito a chiarire che lui non conosce Tomas Mann ma che ha letto parecchio Topolino. Maria Rosaria Omaggio era una bellezza italiana del sud molto in voga al tempo per alcune partecipazioni televisive e aveva recitato in alcune commedie sexy, mai troppo scollacciate. L’avventura tra il poliziotto e l’agente letteraria è caratterizzata da una battuta che ironizza sul poliziottesco. Maria Rosaria Omaggio invita a cena Milian e lui risponde sorridente: “La polizia ringrazia”. Il riferimento al primo poliziottesco del 1972 girato da Steno con Enrico Maria Salerno e Mariangela Melato è tutt’altro che casuale. La bella attrice napoletana interpreta pure una scena abbastanza violenta durante la quale viene spogliata (resta in slip e reggipetto), malmenata e derubata da alcuni delinquenti. Uno dei malintenzionati le mette pure una mano tra le gambe, ma a questo punto la scena sfuma. Giraldi vorrebbe mettere in galera il Baronetto ma sa che arrestare i balordi e gli scippatori è solo un primo passo, la cosa più importante sarebbe arrivare ai ricettatori, senza i quali i ladri non possono rivendere la merce rubata. A questo punto il Baronetto, con la complicità del Gipo e di Otello scippa al console americano Norman Shelly (un cattivissimo Jack Palance) una valigetta che contiene cinque milioni di dollari. Shelly in realtà è un riciclatore internazionale di danaro sporco che approfitta della sua immunità diplomatica e la somma contenuta nella valigetta è il pagamento del riscatto di un sequestro. Una volta scoperto il contenuto della valigetta gli amici del Baronetto vorrebbero consegnare il denaro alla polizia. Il Baronetto invece sogna il colpo e decide di nascondere il bottino, causando l’ingresso in scena dei killer spietati capeggiati da Shelly che uccidono i due complici. Il Baronetto intanto cerca di piazzare i soldi sporchi presso un suo ricettatore di fiducia. Giraldi tenta di entrare nelle grazie di un noto intermediario con i ricettatori, un gay detto er Chiappetta, e si finge un magnaccia alla ricerca di uno a cui smerciare una partita di gioielli rubati. Er Chiappetta lo indirizza proprio dallo stesso ricettatore scelto dal Baronetto per piazzare i soldi ed è lì che Giraldi riesce a a pizzicarlo. Con la complicità del Baronetto, Giraldi attira Shelly in una trappola e lo smaschera. Tutto il film è più poliziottesco che commedia, il primo episodio della serie di Nico Giraldi ancora risente del passato pure se la strada verso il cambiamento è stata aperta. La parte finale però è decisamente seria con spettacolari inseguimenti per i tetti e a bordo di auto e di moto di grossa cilindrata, ci sono sparatorie e colpi di scena memorabili. Quando Nico scopre che il console è un farabutto si lascia andare: “Ma perché stronzi americani nun ce ne stanno?”. Ottimo pure il finale con Giraldi e la sua compagna all’aeroporto: lei è in attesa di un aereo in arrivo da Mosca. Infatti la sua casa editrice sarebbe riuscita a importare clandestinamente in Italia dalla Russia un manoscritto esplosivo. Ma al momento della consegna della valigetta la stessa risulta essere stata scambiata durante il viaggio da qualcuno che si sta imbarcando su un aereo per la Russia. Giraldi, insieme al Baronetto, scippa la preziosa valigetta e la riconsegna alla sua amata. “Ma che voi insegna’ ar poliziotto a fa er ladro?” conclude.
   Ci sono alcune battute di Nico Giraldi che meritano di essere ricordate, forse sono la cosa migliore del film e gli appassionati del genere le rammentano una per una. Citiamo solo: “Sono piselli da evacuare… cazzi da cagare!”, “A Chiappè, su ’sta fava nun se scorreggia!”, “So’ Sant’Antonio der Friuli er protettore de’ paraculi!”,  “Sant’Andrea de’ la Buffalotta er protettore de’ fiji de’ mignotta!”, “Prega che er portafogli nun se perda se no finisci nella merda!” e varianti simili. Da ricordare anche la breve parte sexy che vede Milian con Maria Rosaria Omaggio, il nostro eroe dopo il rapporto veste coloratissimi calzettoni di lana e canottiera pesante e dice: “Dopo aver fatto certe cose mi viene un freddo terrificante”. Poco prima a cena le aveva chiesto: “Ma quando ti chiedono l’ora cosa rispondi? Un quarto alle tette?”. La Omaggio compare quasi sempre vestita, a parte un paio di scene dove veste abiti provocanti con minigonna e tacchi altissimi e la sequenza della tentata violenza carnale.

Recensione a cura di:


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