lunedì 27 gennaio 2014

LE ORME (1974)

 

Regia/Director: Luigi Bazzoni
Soggetto/Subject: opera
Sceneggiatura/Screenplay: Mario Fenelli, Luigi Bazzoni
Interpreti/Actors: Florinda Bolkan (Alice Campos), Peter McEnery (Henry), Nicoletta Elmi (Paola, la bambina), Klaus Kinski (Blackmann), Lila Kedrova (signora Ilse), Ida Galli [Evelyn Stewart] (Mary), Caterina Boratto (modista), Esmeralda Ruspoli, Myriam Acevedo, John Karlsen (Alfredo Rovelli), Rosita Torosh, Luigi Antonio Guerra
Fotografia/Photography: Vittorio Storaro
Musica/Music: Nicola Piovani
Costumi/Costume Design: Pier Luigi Pizzi
Scene/Scene Design: Pier Luigi Pizzi
Montaggio/Editing: Roberto Perpignani
Suono/Sound: Pietro Spadoni
Produzione/Production: Cinemarte
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 65760 del 21-12-1974

Alice (Florinda Bolkan) traduttrice professionista, si sveglia ossessionata da un incubo in cui ha visto un astronauta lasciato a morire sulla luna da un cinico scienziato soprannominato Blackman (Klaus Kinski). Alice scopre, fra l'altro, di aver dormito tre notti e trova in casa una strana cartolina proveniente da Garma, una località balneare turca. Recatasi a Garma per indagare, la donna si troverà intrappolata in un drammatico mistero.
A quattro anni dal precedente (e convincente) “Giornata nera per l’ariete”del 1971, e a dieci dal film d’esordio del 1965 “la donna del lago”, Luigi Bazzoni torna a dirigere (e sceneggiare) un nuovo film, un thriller psicologico/cospirazionistico, senza un goccio di sangue versato ma pieno di fascino e originalità. Nessuna mano guantata da serial killer, nessuna serie di omicidi, nessuna polizia che brancola nel buio, anche lo score musicale incalzante, tipico degli “spaghetti thriller” non è di questo film. Bazzoni si affida alla bravura di una delle icone femminili del cinema di genere dei 70, l’ottima Florinda Bolkan (“Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” (1972), “Metti, una sera a cena” (1969), “Una lucertola con la pelle di donna” (1971), “Non si sevizia un paperino” (1972) , coadiuvata dalla sempre brava ed inquietante comprimaria Nicoletta Elmi (“Reazione a catena” (1971), “Chi l'ha vista morire?” (1971), “Profondo rosso” (1975), “Il medaglione insanguinato” (1975) , la bambina più famosa del cinema di genere italiano. Anche la presenza, seppur in ruoli marginali, di Ida Galli aka Evelyn Stewart (“Il dolce corpo di Deborah” (1968), “La coda dello scorpione” (1971), “Un bianco vestito per Marialé” (1972), “Il medaglione insanguinato” (1975) e di Klaus Kinski (“La bestia uccide a sangue freddo” (1971), “Jack lo squartatore” (1976), “La morte ha sorriso all’assassino” (1973) danno un certo spessore al film. Vincente risulta anche il plot, molto interessante e coinvolgente, che si discosta totalmente dall’andazzo dell’epoca, Tra flashback, incubi deliranti ed ambientazioni surreali, lo spettatore rimarrà col fiato sospeso fino all’ultimo fotogramma del film.
Il film parte con Alice (Florinda Bolkan), traduttrice simultanea, che si sveglia dopo aver fatto un incubo in cui un astronauta viene abbandonato in stato di incoscienza sulla luna (senza motivo), appena apre gli occhi vede che l’astronave è ripartita e, con il terrore negli occhi, capisce di essere condannato a morte. Dopodiché Alice riceve una telefonata da un’amica con cui deve incontrarsi poco dopo, alle 11 e 30, in macchina la donna racconta all’amica dell’incubo appena fatto, dicendole che è la terza notte che sogna la stessa cosa, guidando Alice si rende conto che l’incubo che ha fatto non è frutto della fantasia, ma è una scena di un film che ha visto da ragazzina che l’ha sempre terrorizzata, tanto che non ha mai visto come finisce, ovvero “Orme sulla luna”. Dopo essersi salutate, Alice va al lavoro a consegnare la sua traduzione che aveva come scadenza mezzogiorno di martedì. Parlando con la sua datrice di lavoro scopre che il lunedì, durante la traduzione simultanea in cabina, Alice ha interrotto il suo lavoro all’improvviso ed è scappata senza dire a nessuno dove andasse, venendo sostituita immediatamente da una collega. Alice risponde sgomenta “ Non è possibile, ieri ero presente!”, al che la datrice di lavoro risponde “Ieri?! L’ultima seduta del congresso di astronautica ebbe luogo lunedì. Stiamo parlando di tre giorni fa non di ieri”. Accorgendosi di non ricordare nulla degli ultimi due giorni, Alice comincia a scervellarsi, tanto che la sua amica Mary (Ida Galli aka Evelyn Stewart) le dice che di sicuro avrà abusato troppo di sonniferi e avrà dormito per due giorni di fila(???). Tornando a casa però, Alice trova nell’armadio un vestito giallo mai visto prima e si accorge di aver perso un orecchino, nel cercarlo rovista nel cestino dei rifiuti e trova una fotografia fatta in 4 pezzi di una località a lei sconosciuta: Garma (Turchia). L’indomani Alice decide di partire subito per la località turca per indagare, li farà la conoscenza di vari personaggi che affermeranno di averla già vista martedì. Tra queste troviamo una bambina di nome Paola (Nicoletta Elmi), un giovane uomo chiamato Henry (Peter McEnery) e miss Iris Ines (Lila Kedrova), una signora altolocata habitué dell’isola. Grazie a questi ambigui personaggi, specialmente la piccola Paola, Alice riuscirà a ricomporre il complicato puzzle riguardante i giorni di permanenza a Garma, ma a che prezzo?!....

“Le orme” è un gran bel thriller, Bazzoni riesce a creare un’atmosfera alienante e disturbante che aiuta a mantenere il ritmo abbastanza alto, lo stesso dicasi per il coinvolgimento dello spettatore che grazie al modo di raccontare la storia attraverso flashback e rivelazioni date col contagocce dal Bazzoni sceneggiatore, riesce a far soprassedere alla (forse) eccessiva lentezza del film. Florinda Bolkan, in questo film molto (troppo) mascolina, fa come sempre un ottimo lavoro rendendo al meglio il ruolo di donna in pericolo perché al centro di una cospirazione che però, a differenza dei film pre argentiani (soprattutto lenziani), non si orde per accaparrarsi un’eredità o per uccidere il marito e vivere felice con l’amante, bensì per ragioni completamente diverse che non vi dirò. La piccola Nicoletta Elmi è perfetta nel ruolo di bambina che appare/scompare facendo rivelazioni importanti ed aiutando la protagonista a sciogliere i nodi della vicenda. La piccola parte recitata dal mitico Klaus Kinski nel ruolo del pazzo malefico professor Blackmann gli è congeniale e dimostra che anche per i piccoli ruoli, Bazzoni non lasciava nulla al caso, così come l’utilizzo della stacanovista Ida Galli/Evelyn Stewart per un ruolo marginalissimo che avrebbe potuto fare chiunque. La fotografia di Vittorio Storaro è molto bella e particolare e dona un tocco in più al film con inquadrature mai banali, bensì artistiche e ricercate, in linea con l’originalità della pellicola stessa. Storaro fotografa la città turca di Phaselis, piena di luoghi quasi mistici nella loro sobria bellezza, come la spiaggia, la pineta e le costruzioni tardo-romane e bizantine. Le musiche, affidate al maestro Nicola Piovani, dolci, sognanti e senza tempo sono minimaliste ma efficaci come tutta la pellicola.
In conclusione, Luigi Bazzoni si conferma un ottimo regista regalandoci un film affascinante, interessante, sicuramente originale che non farà fatica a rapire i fruitori di cinema di genere anni 70. La sua lentezza e il suo finale un po’ affrettato potranno far storcere il naso a qualcuno, ma se potete soprassedere a queste due piccole mancanze… spegnete le luci, accendete la tv, inserite il dvd e… buon divertimento!
Curiosita:
Nella versione in lingua inglese Alice Campos è chiamata Alice Cespi, Alfredo Laurenti è chiamato Alfred Lowenthal, Iris Ines è chiamata Mrs Heim e Paola Bersel è chiamata Paula Burton.
Verso la fine del film Alice afferma: "Quegli agenti non esistono". Ma leggendo il labiale si può notare che nella versione in inglese Alice afferma: "I'm Alice Cespi".
Sul corpo senza vita di Henry si vede un medaglione con scritto "Harry".
Kustnazt è un riferimento a Küsnacht, paese svizzero dove è morto lo psichiatra Carl Gustav Jung.

Frasi e dialoghi da ricordare:
- Henry (Peter McEnery): "A forza di guardare la vita attraverso un miscroscopio si rischia di non partecipare più a quella che ci sta intorno"

Recensione a cura di:

2 commenti:

Salvo Salerno ha detto...

Senza dubbio un bel commento per un bel film, eccome si scrive bene parlando di un film ben fatto. La trama è perfetta, scorrevole, scivola via come l'olio, affascina e rende molto bene le atmosfere del film. La critica è approfondita, interessante e chiarisce parecchi aspetti del film e non mancano le curiosità, c'è perfino la lettura labiale della versione in inglese. Che dire? me lo vado a rivedere in TV come consiglia il bravo Emanuele?

Anonimo ha detto...

Davvero bravo Emanuele, incuriosisce su ogni film e le sue scelte sono sempre azzeccate. Lo vedrò!

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