sabato 4 gennaio 2014

UN GATTO NEL CERVELLO (1990)



Regia/Director: Lucio Fulci
Soggetto/Subject: Lucio Fulci, Giovanni Simonelli
Sceneggiatura/Screenplay: Lucio Fulci, Giovanni Simonelli
Interpreti/Actors: Lucio Fulci, Ria De Simone, Malisa Longo
Fotografia/Photography: Sandro Grossi
Musica/Music: Fabio Frizzi
Montaggio/Editing: Vincenzo Tomassi
Suono/Sound: Roberto Barbieri
Produzione/Production: Executive Cine TV
Distribuzione/Distribution: Lucas Film
censura: 85928 del 08-08-1990
Altri titoli: I volti del terrore

ATTENZIONE LA RECENSIONE CONTIENE DEGLI SPOILER!
Un gatto nel cervello del 1990 è un'opera ingiustamente sottovalutata. Penalizzata  (come gran parte della produzione cinematografica finale di Fulci) da un budget ridotto all'osso ma piena di idee nuove e originali che ispireranno produzioni successive ("Nightmare - Nuovo incubo" di Craven). Il film rientra pienamente nel genere "meta-cinematografico" in quanto è un film che ha come sfondo altri film (come "Quando Alice ruppe lo specchio" e "Il fantasma di Sodoma") sempre diretti dal regista quasi contemporaneamente a questo.
Il fatto che la pellicola riprenda direttamente alcuni loro spezzoni e renda omaggio anche ad altri film precedenti ne fa (a parere di chi scrive) una sorta di testamento di Fulci. La sua idea di base è la critica a quanti accusano il genere horror di essere la causa dei vari comportamenti violenti che sconvolgono la societa' attuale. La scelta di essere lui stesso il protagonista è propabilmente una sottile ed ironica risposta al suo collega e avversario Dario Argento. Nella figura del folle e perverso professore Egon Schwarz possiamo intravedere (come per il dottor Freudstein di "Quella villa accanto al cimitero") la visione negativa che Lucio aveva per la psicologia e la sua diffidenza verso gli psicologi, ribadite in varie interviste. Il vero finale del film (tagliato nella versione cinematografica) racchiude tutta la visione fulciana dell'horror: quella di una catarsi che ci libera dai nostri incubi e che serve ad esorcizzare la realta' dall'orrore. L'horror come liberazione. Si dice che Fulci avesse l'intenzione di girare un sequel di questo film. Purtroppo di esso e degli altri ipotetici film che aveva in programma (come "Nero Romano", un thriller ambientato nella Roma antica) non resta che immaginare cio' che sarebbero potuti essere una volta realizzati.

Recensione a cura di:
Willy Bruschi | Crea il tuo badge

1 commento:

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
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