venerdì 17 gennaio 2014

BELLAS MARIPOSAS (2012)



Regia/Director: Salvatore Mereu
Soggetto/Subject: Salvatore Mereu, da racc. di S.Atzeni
Sceneggiatura/Screenplay: Salvatore Mereu, Maurizio Braucci
Interpreti/Actors: Sara Podda, Maja Mulas, Davide Todde, Simone Paris, Anna Karina Dyatlyk, Luciano Curreli, Marina Loi, Rosalba Piras, Giuliana Lostia
Fotografia/Photography: Massimo Foletti
Costumi/Costume Design: Alessandro Lai
Scene/Scene Design: Pietro Rais, Marianna Sciveres
Montaggio/Editing: Paola Freddi
Suono/Sound: Valentino Giannì, Stefano Sabatini
Produzione/Production: Viacolvento, Rai Cinema, Regione Autonoma della Sardegna Assessorato ddella Pubblica, Istituto Superiore Regionale Etnografico della Sardegna
Distribuzione/Distribution: Viacolvento
censura: 106625 del 16-10-2012
Altri titoli: Pretty Butterflies

Traendo spunto dall'omonimo racconto dello scrittore Sergio Atzeni , il regista Salvatore Mereu (“Ballo a tre passi”, “Sonetaula”e “Tajabone”) ci racconta, con un fare squisitamente genuino e crudamente neorealista - aiutato certamente dal racconto in prima persona - una giornata della giovanissima Cate(rina), immergendoci nella sua triste vita nel quartiere degradato Sant'Elia di Cagliari. Li, in un palazzone fatiscente vive con la sua sgangherata e malsana famiglia, tra fratelli drogati e perdigiorno, sorelle prostitute, padre "pezzemmerda" finto invalido ed erotomane "che non ha mai lavorato un giorno intero in vita sua" ed una madre che invalida lo è sul serio ma fa qualche lavoretto per arrotondare la pensione di invalidità. Cate sogna un giorno di poter "volare via", come una bella mariposa (farfalla in dialetto sardo), diventare una cantante affermata e sposare Gigi, "l'innamorato suo", un ragazzino non tanto sveglio e spesso oggetto di bullismo.
Purtroppo il suo futuro marito è in pericolo, Tonio, il fratello maggiore di Cate, vuole ucciderlo! Lei Intanto, vive la vita con spensieratezza e la maturità di chi deve crescere in fretta, cercando di stare il più lontano possibile da casa e la povertà culturale ed economica che rappresenta, con la complicità dell'amica del cuore Luna con la quale condivide gioie (poche) e dolori (troppi). Solo l’intervento di una coga (strega in dialetto sardo), salverà la vita a Gigi. Bellas Mariposas è un film riuscito, il regista dirige in maniera pulita, sobria ed efficace un grande coppia di attrici esordienti come Sara Podda e Maya Mulas che, incredibilmente, si trovano a loro agio davanti alla macchina da presa comportandosi come se recitare fosse la cosa più semplice del mondo. Le ragazze(ine) hanno una grande espressività e vitalità (soprattutto la Protagonista) e di sicuro è una bella notizia per il cinema italiano che, di bravi attori, ha molto bisogno. Oltre alla notevole prova attoriale delle protagoniste, un plauso va anche al resto del cast che presenta personaggi variegati ed interessanti, interpretati da attori anch’essi esordienti o con poca esperienza. Da segnalare la partecipazione di Micaela Ramazzotti nel ruolo della coga, troppo beve la sua apparizione per poter dare un giudizio. La bella fotografia di Massimo Foletti impreziosisce la pellicola dosando sapientemente luci ed ombre, alternando la luce del centro città e della spiaggia, segno di spensieratezza, con il buio oppressivo del quartiere degradato e della casa di Cate. Altro punto forte del film sono i dialoghi, sia quelli virtuali tra Cate e lo spettatore, nel quale la ragazzina si rivolge verso la macchina da presa confidandosi come con un amico, sia i dialoghi classici, credibili ed incisivi. Il film è recitato in italiano con inflessione sarda ed alcune battute degli attori sono in dialetto, ma niente paura, in queste occasioni saranno presenti i sottotitoli che non ci faranno perdere nemmeno una battuta!L’unico neo di questo film, se vogliamo, è la debolezza della trama ed il finale un po’ surreale, meno credibile di tutto il resto del film che invece risulta uno spaccato di vita reale ben radicata nel nostro paese, rappresentando una parte della società che (talvolta)facciamo finta non esista. Tuttavia si può chiudere un occhio su questo, d’altra parte è chiaro che Salvatore Mereu ha voluto rappresentare una favola moderna, metropolitana, farcita di personaggi un po’ pasoliniani, un po’ felliniani e un po’ Risiano (“Mery per sempre”, “Ragazzi Fuori”). Una storia di una ragazzina come tante, che non vuole perdere la verginità come la sorella a 13 anni per poi diventare madre, ma che ha degli obiettivi ben precisi ed intende perseguirli, a dispetto di tutti i problemi che ha.
Si consiglia il recupero di questo piccolo gioiellino italiano.

Curiosità:
-        Il film è stato completamente autoprodotto dal regista Salvatore Mereu.
-        Il film è stato distribuito in poche copie dal regista. A tal proposito Salvatore Mereu ha affermato: «Ho dovuto fare anche il distributore per cause di forza maggiore, e ho scoperto quanto sia difficile. Le distribuzioni sono state molto tiepide: dinieghi e offerte poco incoraggianti, per cui ho fatto da solo, con 6 copie in Sardegna a ridosso della Mostra di Venezia, e poi nel resto d’Italia grazie ad amici».
-        Premio Tonino Guerra per la migliore sceneggiatura a Salvatore Mereu; Premio Anna Magnani per la migliore attrice protagonista a Sara Podda e Maya Mulas; Premio Giuseppe Rotunno per la migliore fotografia a Massimo Foletti.

Dialoghi e Frasi da ricordare:


Cate (Sara Podda): "Quando nuoto dimentico casa, quartiere, futuro, mio babbo, il mondo. Mi dimentico di tutto. Dovevo nascere pesce…"

Recensione a cura di:

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