mercoledì 20 novembre 2013

CHI L'HA VISTA MORIRE? (1972)



Regia/Director: Aldo Lado
Soggetto/Subject: Massimo D'Avack, Francesco Barilli
Sceneggiatura/Screenplay: Massimo D'Avack, Francesco Barilli
Interpreti/Actors: George Lazenby (Franco Serpieri), Anita Strindberg (Elizabeth, sua moglie), Adolfo Celi (Sarafian), Dominique Boschero (Ginevra Storelli), Peter Chatel (Filippo), José Quaglio (avv. Bonaiuti), Piero Vida (giornalista), Nicoletta Elmi (Roberta Serpieri), Rosemarie Lindt (Gabriella), Alessandro Haber (padre James), Sandro Grinfa (commissario De Donato), Giovanni Rosselli, George Wieling, Luigi Antonio Guerra, Vittorio Fanfoni, Carlo Hollesch
Fotografia/Photography: Franco Di Giacomo
Musica/Music: Ennio Morricone
Scene/Scene Design: Gisella Longo, Alessandro Parenzo
Montaggio/Editing: Angelo Curi
Suono/Sound: Dino Tonelli
Produzione/Production: Dunhill Cinematografica, Doria G. Film, Dieter Geissler Filmproduktion, München, Jadran Film, Zagreb
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 60203 del 22-04-1972
Altri titoli: Chi l'ha vista morire?, Malastrana

Trama: A Mégève, in Francia, la piccola Nicole, una bambina con i capelli rossi, mentre è affidata alla governante è uccisa da una strana donna. La governante, Ginevra Storelli (Dominique Boschero), si trasferisce a Venezia e il caso è archiviato. Quattro anni dopo, nel 1972, Roberta Serpieri (Nicoletta Elmi), un'altra bambina con i capelli rossi, da poco arrivata a Venezia proveniente da Amsterdam, dove vive con la madre Elizabeth (Anita Strindberg), è uccisa dalla stessa donna, poco dopo aver passato il pomeriggio a giocare con altri bambini, mentre



Il padre, lo scultore Franco Serpieri (George Lazenby) si stava intrattenendo con la sua amante Gabriella (RoseMarie Lindt). Dopo il funerale della bambina, presieduto da padre James (Alessandro Haber) sacerdote della comunita' Franco comincia da solo a cercare il responsabile della morte di Roberta, avendo poca fiducia nel commissario De Donato (Sandro Grinfa).
Nel frattempo alcune inquietanti analogie con la morte di un'altra bambina con i capelli rossi, Marinella Marchesin uccisa l'anno precedente e scoperte da un giornalista (Piero Vida) amico dello scultore, spingono Franco verso persone che conosce: il mercante d'arte Serafian (Adolfo Celi); Ginevra Storelli, ora socia di Serafian; Filippo Venier (Peter Chatel), l'amante di Ginevra; Nicola Bonaiuti(Jose'Quaglio), un avvocato che Franco sospetta abbia partecipato a feste equivoche con dei minorenni, insieme ad altri notabili di Venezia.
Le indagini di Franco portano alla morte di quasi tutti i personaggi sospetti e mettono in pericolo anche la sua vita e quella della moglie Elizabeth nel frattempo arrivata a Venezia. Fino a che Francesco (Giovanni Forti Rosselli) il figlio di Ginevra Storelli non metterà' Franco nella giusta direzione per scoprire chi ha ucciso sua figlia.

Angosciante, inquietante, morboso. Queste le prime sensazioni che mi vengono in mente per “Chi l’ha vista morire (1972) di Aldo Lado. Girato dopo l’ottimo esordio ”la corta notte delle bambole di vetro” (1971), il film riesce a mantenere vivo l’interesse per tutta la durata, senza mai un cedimento, complice una regia asciutta ed essenziale dall'ottimo ritmo e che non si perde dietro lungaggini inutili, Lado riesce a caratterizzare perfettamente ogni personaggio, merito anche di un cast ottimo e perfettamente diretto. Il resto lo fanno la splendida location Veneziana, ottimamente ripresa e fotografata e l’altrettanto bellissima colonna sonora di Ennio Morricone, un tema ossessivo ed angosciante che si ripete in loop, con un andamento ciclico che fa’sprofondare ancora di piu’ lo spettatore nel vortice della tensione, al quale fa’da contraltare la filastrocca cantata dai bambini, e che da’ il titolo al film, ottimamente interpretata dal Coro di Voci Bianche di Paolo Lucci. A differenza delle altre recensioni, questa volta,non voglio dilungarmi molto nell'analisi del film, non per pigrizia, ma semplicemente, perche' "Chi l'ha vista morire" è uno di quei gialli/thriller nostrani che veramente è un gradino sopra tanti film girati all'epoca e appartenenti allo stesso filone, motivo per il quale non ho "sciorinato" tutta la trama...va' visto.

Recensione a cura di:
 Lorenzo Mangosi | Crea il tuo badge

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