mercoledì 13 novembre 2013

ARRIVANO I TITANI (1962)



Regia/Director: Duccio Tessari
Soggetto/Subject: Ennio De Concini, Duccio Tessari
Sceneggiatura/Screenplay: Ennio De Concini, Duccio Tessari
Interpreti/Actors: Giuliano Gemma (Crios), Antonella Lualdi (regina Hermione), Pedro Armendariz (re Cadmo), Jacqueline Sassard (Antiope), Serge Nubret (Rator), Gérard Séty (Achille), Tanya Lopert (Licinia), Ingrid Schoeller (Emarete), Franco Lantieri (Tarete), Monica Berger (Sisera), lleana Grimaldi (Lavinia), Erika Spaggiari (Deianira), Isarco Ravaioli (sentinella), Luisa Rispoli (Marzia), Jacques Stany [Jacques Stanislawski] (titano), Aldo Pedinotti (titano), Alfio Caltabiano (titano), Giovanni Vari (titano), Dino Camerlengo (titano), Renzo Stefilongo [Stefy Lang] (titano), Felice Santaniello (titano), Franco Badalossi (titano), Luciano Taddei (titano), Renato Basso (titano), Fernando Rey (gran Sacerdote), Fernando Sancho (capo delle guardie), Antonio Molino Rojo (Idomeneo)
Fotografia/Photography: Alfio Contini
Musica/Music: Carlo Rustichelli
Costumi/Costume Design: Vittorio Rossi
Scene/Scene Design: Ottavio Scotti
Montaggio/Editing: Maurizio Lucidi
Suono/Sound: Adriano Taloni
Produzione/Production: Vides Cinematografica di Franco Cristaldi, Films Ariane, Paris
Distribuzione/Distribution: Incei
censura: 37115 del 28-03-1962
Altri titoli: Les Titans, Los Titanes, My Son, the Hero, Sons of Thunder, Kadmos - Tyrann von Theben

Tra le pellicole del filone peplum, ‘Arrivano i Titani’ è un titolo che suscita una certa curiosità nell’appassionato del cinema di genere, curiosità dovuta alla buona fama che si porta dietro, alla presenza di un cast di tutto rispetto e a quella, dietro alla macchina da presa, di Duccio Tessari, qui al suo primo lungometraggio.
Prodotto da Franco Cristaldi, il film, che vede Alfio Contini alla fotografia e agli effetti speciali e Maurizio Lucidi al montaggio (nomi che quell’anno, il 1962, ritroveremo anche ne ‘Il Sorpasso’ di Dino Risi) conferma le migliori premesse e si lascia guardare che è una bellezza: per quasi due ore, veniamo piacevolmente trasportati in un altro tempo e in altri luoghi, conquistati dal susseguirsi degli eventi e, grazie alla disinvoltura dei dialoghi e alla fresca regia di Tessari, ci troviamo ben presto a simpatizzare e fraternizzare con lo scaltro protagonista, il titano Krios (un platinatissimo Giuliano Gemma), a innamorarci con lui della delicata Antiope (la bellissima Jacqueline Sassard), a seguirlo nelle sue imprese e nelle sue astuzie, fino all’inevitabile lieto fine. Tutti i tasselli sono al posto giusto e l’intrattenimento (con la i maiuscola) è garantito.
Il cast effettivamente si rivela decisamente indovinato in tutti i suoi personaggi: di Giuliano Gemma, l’eroe, e della Sassard, l’eroina, abbiamo già accennato qualcosina (e qualcos’altro diremo più avanti); ma particolarmente efficace risulta la coppia di cattivi formata dal messicano Pedro Armendàriz (‘In nome di Dio – Il texano’; ‘Il massacro di Fort Apache’) nella parte del re di Creta Cadmo e dalla nostra Antonella Lualdi, la regina Ermione, qui affascinante più che mai; notevole in tutti i sensi il leggendario bodybuilder originario della Guadalupa, il possente Serge Nubret nella parte del prigioniero Rator che, dopo l’iniziale inimicizia, diventerà fedele compagno di Krios; simpatico e funzionale Gerard Sety nella parte del muto Achille; magnetico Fernando Rey in quella del Gran Sacerdote; precisa e tagliente Tanya Lopert  in quella dell’ancella di Antiope, Licinia.
Se la storia rientra a tutti gli effetti nel terreno mitologico e nei canoni cari al genere peplum, (l’eroe che tra mille peripezie s’innamora della bella e la salva sconfiggendo i cattivi), alcuni elementi di contaminazione la elevano decisamente: innanzitutto, l’elemento giocoso che sarà un marchio di fabbrica di Tessari anche nei western successivi con Gemma (‘Una pistola per Ringo’; ‘Il ritorno di Ringo’; ‘Kiss Kiss…Bang Bang’; ‘Vivi o preferibilmente morti’) qui si fonde alla perfezione con temi di carattere sociale come l’affrancamento del popolo oppresso dalla tirannide (simpatico anche il richiamo alla Marsigliese che Rustichelli, autore delle musiche, fa nel momento della sollevazione popolare) e con il tema della lotta per la sopravvivenza (i duelli ad eliminazione diretta a cui sono sottoposti i prigionieri per salvare la pelle, i lunghi inseguimenti di Krios al mercato e di Rator, preda della battuta di caccia dei reali al prezzo della libertà - ottimamente girati e montati). Ma altri elementi d’interesse e di commistione sono l’inserimento di scene di tauromachia, l’utilizzo di superpoteri (l’invisibilità che Krios ottiene rubando l’elmo di Ade, ma anche l’invulnerabilità di Cadmo), l’utilizzo bilanciato di buoni (i titani, il gigante, il ciclope) e di cattivi di contorno (la Gorgona), senza dimenticare che l’incipit da cui muove tutta la vicenda rimanda direttamente alle fiabe di Perrault (in particolare a ‘La bella addormentata nel bosco’ - il tiranno Cadmo è costretto a isolare la figlia Antiope e a farle evitare qualsiasi contatto con gli uomini perché se questa s’innamorerà il suo regno crollerà).   
Con ‘Arrivano i Titani’ nasce il sodalizio tra Gemma e Tessari ed è quantomeno curioso e significativo che una simile fortunata collaborazione nasca da un evento fortuito: come lo stesso Tessari racconta (‘L’avventurosa storia del cinema italiano’ di Franca Faldini e Goffredo Fofi, 1979) poco prima delle riprese, Tessari, e Gemma s’imbatterono l’uno nell’altro tra le bancarelle di Porta Portese. Due anni prima Gemma aveva lavorato con Tessari (sceneggiatore) in ‘Messalina, Venere imperatrice’ di Vittorio Cottafavi, ma i due non si erano più rivisti, né frequentati. Fu in quell’occasione, tra i banchi del mercatino in cerca di dischi, che a Tessari venne in mente di chiedere a Giuliano di svolgere un provino per ‘Arrivano i Titani’, e, soddisfatto del risultato, lo impose a Cristaldi, che di quella scelta era un po’ meno convinto. Un colpo di fortuna e un’intuizione che segneranno una pagina importante del cinema italiano.

Recensione a cura di:
 Carlo Giustiniani | Crea il tuo badge

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