domenica 2 aprile 2017

LE TUE MANI SUL MIO CORPO (1970) di Brunello Rondi - recensione del film

LE TUE MANI SUL MIO CORPO (1970) di Brunello Rondi

Le tue mani sul mio corpo (1970) è il primo film a colori di Rondi e rappresenta un passo indietro rispetto alla produzione precedente, anche se il regista continua un interessante lavoro psicologico sui personaggi. Gli interpreti principali sono Lino Capolicchio, Erna Schurer, Colette Descombres, Daniel Sola, José Quaglio ed Elena Cotta. Il soggetto è di Luciano Martino e Francesco Scardamaglia, mentre alla sceneggiatura collabora lo stesso Rondi. Da segnalare un insolito ruolo di montatore per un futuro regista simbolo della commedia sexy come Michele Massimo Tarantini (aiutato da Sandro Peticca) che funge pure da aiuto regista. Bruno Oliviero è il fotografo di scena, mentre l’ottima fotografia è diretta da Alessandro D’Eva. Scenografie di Oscar Capponi, organizzazione generale di Sergio Martino, realizzazione di Mino Loy e Luciano Martino. La colonna sonora di Giorgio Gaslini è molto suggestiva, forse la cosa migliore del film. Tra gli interpreti troviamo Lino Capolicchio, Colette Descombes, Erna Schurer (Emma Costantino), Daniel Sola e José Quaglio.

La pellicola è definibile come un erotico - politico sessantottino irrimediabilmente datato che risulta ancora vedibile solo se storicizzato. Lino Capolicchio è un figlio sessantottino che si ribella alla famiglia, soprattutto al padre editore - capitalista, si abbandona ai piaceri del sesso e a una vita senza scopo. Il ragazzo ritiene di non essere in grado di vivere, insidia la bella matrigna (Schurer) e l’affascinante Descombes, senza arrivare mai sino in fondo, gioca con le donne come con la macchina da presa e le sue fantasie. Il rapporto con la matrigna è di complicità totale, sa che la donna tradisce il marito ma non gli importa, anzi la spinge a tradirlo pure con lui. Mereghetti non apprezza il film, dice che Rondi si prende troppo sul serio e realizza un lavoro approssimativo sul sessantotto visto dalla parte dei figli dei ricchi. Oreste Del Buono non sopporta Capolicchio come interprete principale, ritiene che non sappia ironizzare sul suo ruolo e merita l’Oscar del peggiore odioso. Dal naufragio si salva solo la colonna sonora di Giorgio Gaslini. Non condivido tutto, soprattutto in merito all’interpretazione drammatica di Capolicchio che ho trovato decisamente buona. Trovo che ci siano parti da salvare in questo film senza dubbio minore tra i lavori di Rondi. L’attacco poetico sul mare è molto suggestivo, così come sono intriganti le meditazioni sul suicidio di un giovane ricco annoiato, ma sono interessanti anche i numerosi flashback che riportano al passato e a un rapporto stretto tra madre e figlio. Rondi sviluppa il tema psicanalitico del complesso di Edipo e costruisce una figura di ragazzo suggestionato dal ricordo della madre morta. Il film abbonda di parti oniriche, l’azione fantastica si svolge sul lungomare e vede il ragazzo correre verso sua madre velata di bianco. Rondi utilizza bene la tecnica del primissimo piano e del particolare, inquadrando soprattutto gli occhi per fotografare sensazioni e caratteri. Le inquadrature dei volti sono spesso accompagnate da una musica languida e da ottimi pezzi di pianoforte. Il giovane ribelle è il vero protagonista di un film costellato di note razziste (la finta fidanzata nera che darà alla madre tanti piccoli cannibali) e omofobe (Non sarai mica anormale? rivolto alla cameriera che pare non apprezzare gli uomini), oggi del tutto fuori tempo. Capolicchio impersona un ragazzo introverso, solitario, strano, leggermente paranoico, voyeurista, insomma un vero coacervo di difetti borghesi. Pare evidente un giudizio antiborghese e c’è chi ha visto una sorta di autocritica inserita nel personaggio principale. Rondi gioca con il voyeurismo del protagonista che raccoglie foto rubate e filmati su Carol (Descombres), una ragazza di cui si è invaghito, ma fotografa in pose maliziose persino la cameriera. A un certo punto il ragazzo brucia le pellicole filmate di nascosto, in un gesto eclatante che rappresenta un tentativo di crescere e di abbandonare le fantasie masturbatorie. Rondi cerca di definire il difficile rapporto padre - figlio in un quadro psicologico che va storicizzato agli anni Settanta, così come sono un ricordo del tempo passato le difficoltà di relazione tra i sessi. I sogni di Capolicchio sono la cosa più originale del film e tra tutti citiamo la visione della Descombre appesa a un albero di Natale come se fosse una decorazione. Le tue mani sul mio corpo è una pellicola molto teatrale, girata in lunghi interni alla De Paolis e pochi esterni sul mare, eccessivamente lunga e con un’azione troppo diluita nel tempo. Rondi è molto più bravo nelle pellicole dove affronta la personalità femminile.

Regia: Brunello Rondi; Soggetto: Luciano Martino, Francesco Scardamaglia; Sceneggiatura: Francesco Scardamaglia; Interpreti: Lino Capolicchio (Andrea), Erna Schurer (Mireille), Colette Descombes (Carol), Daniel Sola (Jean), José Quaglio (Mario, padre di Andrea), Elena Cotta (madre di Andrea), Irene Aloisi (madre di Mireille), Anne Marie Braafheid (Nivel), Paolo Rosani (George), Pier Paola Bucchi (Greta), Gianni Pulone; Fotografia: Alessandro D'Eva; Musica: Giorgio Gaslini; Costumi: Oscar Capponi; Scene: Oscar Capponi; Montaggio: Michele Massimo Tarantini; Suono: Roberto Moreal; Produzione: Zenith Cinematografica; Distribuzione: Interfilm; censura: 55596 del 25-02-1970

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