domenica 28 dicembre 2014

IL RAGAZZO INVISIBILE (2014)

Regia: Gabriele Salvatores.
Sceneggiatura: Alessandro Fabbri, Ludovica Rampoldi, Stefano Sardo.
Fotografia: Italo Petriccione.
Montaggio: Massimo Fiocchi.
Produzione: Indigo Film, Rai Cinema, Babe Film, Element Pictures.
Produttori: Francesca Cima, Nicola Giuliano, Gennaro Formisano.
Distribuzione: 01 Distributio.
Musiche. Federico De Robertis, Ezio Bosso, Luca Benedetto, Marialuna Cipolla, Carillon.
Interpreti: Ludovico Girardello, Valeria Golino, Fabrizio Bentivoglio, Christo Jvkov, Noa Zatta, Assil Kandil, Filippo Valese, Enea Barozzi, Riccardo Gasparini, Vernon Dobtcheff, Vilius Tumalavicius, Vincenzo Zampa, Ksenia Rappoport.
Titolo inglese: The Invisible Boy.
Genere. Fantastico.
Durata: 100’. Paesi
Origine: Italia/ Francia.

Il ragazzo invisibile non è il primo film italiano con protagonista un supereroe, come Salvatores va dicendo in giro da almeno un mese, facendo sfoggio di poco rispetto per la cinefilia. Il primo supereroe italiano è Superargo, seguito da I tre Fantastici Supermen, personaggi dei primi anni Sessanta che hanno fatto la felicità dei ragazzini nelle sale di terza visione. Potremmo continuare, ma non è questa la sede per compilare una storia del cinema fantastico italiano, sezione supereroi. Diciamo che Salvatores poteva evitare una simile affermazione che gli ha tirato dietro gli sberleffi della agguerrita critica del cinema bis e dei veri appassionato del cinema di genere. Non era proprio il caso…

Vediamo la trama. Michele (Girardello) è un adolescente come tanti che vive a Trieste, una sorta di Peter Parker, timido e pieno di problemi con le donne. A scuola viene deriso e tormentato dai bulli, non brilla nello studio, non è un grande sportivo, è innamorato di Stella (Zatta) ma non riesce a dirglielo e lei non lo considera. Michele vive con la mamma adottiva (Golino), - scoprirà nel corso del film di non essere suo figlio - ispettrice di polizia che indaga sulla scomparsa di alcuni ragazzini. Un giorno Michele si accorge di essere invisibile e la vita non sarà più la stessa, anche perché incontrerà il padre che gli spiegherà il motivo del suo grande potere. Michele è uno speciale, un mutante nato in Siberia dopo un’esplosione nucleare, figlio di genitori dotati di grandi poteri. I russi lo stanno cercando, insieme alla sorella, per riportarli in patria e contribuire a formare un esercito invincibile. Un film che può essere definito un thriller fantastico, ma anche una storia di formazione corretta al cinema dei supereroi, persino un fantascientifico intriso di elementi minimalisti. A parte le sterili classificazioni, Il ragazzo invisibile è un ottimo lavoro, sceneggiato senza pecche, arricchito con mirabili effetti digitali che non fanno rimpiangere la tecnica nordamericana, fotografato in maniera eccellente e girato con sicurezza da un Salvatore in gran forma. Il regista torna ai tempi di Nirvana, ma aggiunge l’esperienza di Educazione siberiana, per scrivere un film avvincente, montato senza tempi morti, rapido, essenziale, una pellicola di supereroi che evita gli eccessi di simili lavoro statunitensi. Il ragazzo invisibile è cinema di genere con ambizioni d’autore, Salvatores fa un discorso sul disagio adolescenziale, sceneggia situazioni che mettono in primo piano le problematiche di un’età di transizione. Attori molto bravi, su tutti Girardello - il ragazzino protagonista ben calato nella parte - ma anche Golino e Bentivoglio (sesta volta con Salvatores) non sono da meno. Trieste è la scenografia ideale, stupende panoramiche del porto e della città vecchia, intensa fotografia color ruggine, piani sequenza in riva al mare mentre soffia la bora. Salvatores pesca a piene mani dal cinema dei supereroi americani, ma ci mette del suo, anche se lo schema è quello dell’adolescente problematico, inconsapevole di avere grandi poteri e tormentato dall’idea di poter fare del male a chi gli vuole bene. Spider Man - Peter Parker è il modello di riferimento difficilmente superabile, così come alle spalle del personaggio si nota tutto il mondo Marvel. Il ragazzo invisibile - nonostante tutto - contiene elementi di originalità che lo rendono un prodotto innovativo, soprattutto in un cinema italiano che raramente produce lavori fantastici di buon livello. Otto milioni di euro è il budget stanziato per girare la pellicola, ma i risultati si vedono, e il regista si riserva la possibilità di girare una parte seconda, regalando al pubblico un finale aperto. 

Recensione a cura di:


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