mercoledì 11 giugno 2014

IL SOLDATO DI VENTURA (1976)


Regia/Director: Pasquale Festa Campanile
Soggetto/Subject: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo]
Sceneggiatura/Screenplay: Franco Castellano, Giuseppe Moccia [Pipolo], Franco Verucci, Pasquale Festa Campanile
Interpreti/Actors: Carlo Pedersoli [Bud Spencer] (Ettore Fieramosca), Jacques Dufilho (Mariano da Trani, capoccio), Angelo Infanti (Graiano, D'Asti), Philippe Leroy (comandante Guy de la Motte), Enzo Cannavale (Bracalone), Gino Pernice (Fanfulla da Lodi), Franco Agostini (Romanello), Andréa Ferréol (Leonora), Mario Scaccia (Gonzalo Pedro di Guadarrama), Mariano Rigillo (Albimonte da Peretola), Renzo Palmer (fra' Ludovico da Rieti), Oreste Lionello (Giovenale de Vetralla), Marc Porel (duca di Namur), Eros Pagni (capocomico illusionista), Mario Pilar (Salomone, il calabrese), Frédéric De Pasquale (alto ufficiale francese), Jacques Herlin (Paredes, comandante spagnolo), Roy Bosier (altro seguace di Fieramosca), Monica Strebel, Antonio Orlando (Miale da Milazzo), Roberto Antonelli, Nicholas Barthe, Ria De Simone (Stella), Loretta Persichetti (Fiamma), Guglielmo Spoletini, Nerina Montagnani (madre di Mariano)
Fotografia/Photography: Marcello Masciocchi
Musica/Music: Guido De Angelis, Maurizio De Angelis
Costumi/Costume Design: Andrea Viotti
Scene/Scene Design: Pier Luigi Pizzi
Montaggio/Editing: Mario Morra
Suono/Sound: Bruno Zanoli
Produzione/Production: Mondial Te.Fi. - Televisione Film, Cité Films, Paris, Films Jacques Leitienne, Paris, Imp.Ex.Ci., Nice, Labrador Films, Paris
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 67952 del 10-02-1976

Il soldato di ventura (1976) è un film insolito per Pasquale Festa Campanile, che fino a quel momento aveva girato commedie erotiche alte (La matriarca, Dove vai tutta nuda, Il merlo maschio, La sculacciata…), ma si pone come diretta conseguenza del miglior decamerotico (Ius primae noctis, La calandra…)  e di film storici con impostazione comica (La cintura di castità, Rugantino…), prima di sconvolgere il pubblico con un gelido rape & revenge (Autostop rosso sangue). L’Armata Brancaleone (1966) di Mario Monicelli è il precedente comico da tenere in considerazione per comprendere fino in fondo questa pellicola interpretata da Bud Spencer (Carlo Pedersoli), protagonista assoluto, ben supportato da ottimi attori francesi come Philippe Leroy, Andréa Ferréol, Jacques Herlin e Jacques Dufilho.
La maschera comica di Enzo Cannavale, nei panni di un pavido soldato napoletano è molto interessante, ma anche il frate sopra le righe impersonato da Renzo Palmer non è da meno. La pellicola è una sorta di parodia della disfida di Barletta del 1503, contiene molti rimandi storici e tanti nomi di capitani di ventura realmente esistiti, ma il buffo Ettore Fieramosca interpretato dal corpulento Bud Spencer non ha certo pretese di veridicità. L’ambientazione nel 1503 è a dir poco perfetta, come in ogni film di Pasquale Festa Campanile non mancano i mezzi, scenografici e a livello di comparse. Il tono è comico - grottesco, la comicità slapstick - da cartone animato -, costruita su misura per le gag fisiche di Bud Spencer da esperti sceneggiatori come Castellano, Pipolo, Verucci e lo stesso regista. Il montaggio serrato è niente meno che di Mario Morra, nome jacopettiano, importante nella storia del mondo movie. Ettore Fieramosca è un capitano di ventura che comanda cinque soldati, si trova nell’Italia meridionale, coinvolto nella guerra tra Spagna e Francia, passa dal soldo dei francesi alla difesa di Barletta al fianco degli spagnoli quando un soldato italiano viene umiliato da Charles La Motte (un diligente Leroy). Il film narra le gesta eroiche dei soldati di ventura durante la difesa di Barletta e si conclude con la comica disfida in riva al mare tra italiani e francesi, un episodio storico narrato con leggerezza. Lo scontro finale viene girato su una spiaggia della Tunisia, ritenuta più idonea a ricostruire con verosimiglianza l’episodio storico.
Il soldato di ventura è una coproduzione italo - francese, che sfrutta con intelligenza la presenza di molti attori che piacciono al grande pubblico - da Bud Spencer a Jacques Dufilho -, girato con maestria, fotografato con cura, immortalando il lungomare pugliese (la spiaggia del Gargano). Alcune sequenze sono state girate a Tarquinia nella chiesa di Santa Maria in Castello, presso il torrione di Matilde di Canossa e a Lucera, nella fortezza svevo - angioina, trasformata in Barletta. Si ricorda con piacere il tema musicale Oh Ettore, scritto da Resti, musicato da Guido e Maurizio De Angelis, freschi del successo di Altrimenti ci arrabbiamo (1974) di Marcello Fondato, con la colonna sonora (Dune buggy) uscita con il nome di Oliver Onions. Bud Spencer affina il personaggio tipico da corpulento Braccio di Ferro in un ruolo dotato di maggiore spessore comico e di una certa caratterizzazione psicologica. Il soldato di ventura ha riscosso un buon successo di pubblico ed è stato esportato, oltre che in Francia, anche in Finlandia, Ungheria, Germania Ovest, Colombia, Svezia, Spagna, Filippine, Paesi Bassi, Grecia, Portogallo e Slovenia. Un cult per la televisione, soprattutto nel periodo natalizio, perché il tono comico - grottesco mette d’accordo grandi e piccini.
Parte della critica non apprezza la leggerezza. Paolo Mereghetti (una stella e mezza): “Semiparodia della disfida di Barletta. Avventure picaresche alla buona, un pelo più smaliziate che nella media dei film con Bud Spencer”. Molto meglio Morando Morandini (due stelle e mezzo): “Quasi tutti colori del comico in un film ricco d’invenzioni”. Pino Farinotti assegna tre stelle e si concentra sul tono dissacrante e grottesco che distrugge un mito del nazionalismo. Il soldato di ventura non è pellicola di grandi ambizioni, ma è un film comico riuscito, senza tempi morti, intriso di comicità semplice e genuina.

Recensione a cura di:


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