venerdì 3 gennaio 2014

COME NON DETTO (2012)


Regia/Director: Ivan Silvestrini
Soggetto/Subject: Roberto Proia
Sceneggiatura/Screenplay: Roberto Proia
Interpreti/Actors: Josafat Vagni (Mattia), Monica Guerritore (Aurora), Ninni Bruschetta (Rodolfo), Valentina Correani (Samantha), Valeria Bilello (Stefania), Josè Dammert (Eduard), Andrea Rivera (Bernardo/Pistone), Alan Cappelli Goetz (Christian), Lucia Guzzardi (Iolanda), Francesco Montanari (Giacomo/Alba Paillettes), Victoria Cabello
Fotografia/Photography: Rocco Marra
Musica/Music: Leonardo Rosi
Costumi/Costume Design: Olivia Bellini
Scene/Scene Design: Paki Meduri, Gabriele Angeletti
Montaggio/Editing: Alessia Scarso
Suono/Sound: Benito Alchimede, Brando Mosca
Produzione/Production: Moviemax Media Group, Sky
Distribuzione/Distribution: Moviemax
censura: 106501 del 04-09-2012

Come non detto è l’esempio pratico di come si possa fare cinema indipendente di qualità, senza disporre di grandi budget, raccontando piccole storie, interpretate da attori capaci e girate in maniera diligente. Ivan Silvestrini è al debutto, ma sembra un veterano della macchina presa, aiutato da una sceneggiatura priva di punti morti scritta da Roberto Proia.

In breve la storia. Mattia (Vagni) è un giovane gay, fidanzato con lo spagnolo Eduard (Dammert), ma non ha il coraggio di rivelarlo ai genitori (Guerritore e Bruschetta) e alla sorella (Correani). Ha un’amica del cuore - Stefania (Bilello) - che lo aiuta nell’avventura con lo spagnolo e un amico (Montanari) che lo sostiene. Eduard non si fa i problemi di Mattia, viva l’omosessualità in maniera naturale e rimprovera al compagno di nascondere ai genitori la loro relazione. Nonostante tutto, il castello di bugie costruito da Mattia non regge. Quando il ragazzo decide di confessare il suo orientamento sessuale si trova di fronte una famiglia che attendeva soltanto quella dichiarazione.
Come non detto è una commedia corale sul mondo gay che non cede a facili sentimentalismi e non si ferma ai luoghi comuni, si sviluppa per flashback e scenette divertenti, ricca di momenti commoventi e intrisa di originalità. Amicizia, amore, rapporti familiari, tematica gay, sono gli elementi di una storia psicologica e introspettiva che affronta problemi importanti con leggerezza.
Bravissimi gli attori. Monica Guerritore - non la scopriamo oggi -ricopre con autorevolezza il ruolo di madre separata che soffre nel veder partire il figlio. Josafat Vagni è quasi un debuttante ma esce fuori alla grande come imbranato protagonista. Bene anche Valeria Bilello, nei panni di Stefania, amica di Mattia, che soffre per la sua partenza ma è felice di vedere realizzato un sogno. Ninni Bruschetta è il padre, rude allenatore di rugby, burbero ma comprensivo, un uomo che si nasconde per non affrontare i problemi, personaggio complesso, dalle molte sfaccettature. Il film gode di una buona fotografia romana, un montaggio adeguato e di un’ottima colonna sonora basata sul brano omonimo interpretato da Syria e dal rapper Ghemon. In tempi di Fausto Brizzi e Federico Moccia, finalmente una piccola storia ben scritta, secondo la tradizione del miglior cinema italiano.

Recensione a cura di:
Gordiano Lupi

Gordiano Lupi www.infol.it/lupi

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