GRAZIE NONNA (1975)



Regia/Director: Marino Girolami [Franco Martinelli]
Soggetto/Subject: Marino Girolami
Sceneggiatura/Screenplay: Marino Girolami, Romano Scandariato
Interpreti/Actors: Edwige Fenech (Maria Juana), Giusva Fioravanti (Carletto Persichetti), Enrico Simonetti (ing. Pino Persichetti, suo padre), Valeria Fabrizi (Celeste, la governante), Gianfranco D'Angelo (Giorgio Persichetti), Graziella Mussimi (Marinella), Fabrizio Cardinali, Antonio Canterini, Andrea Petrucci, Alfredo Quadrelli, Loredana Bianci, Sandra Barbani, Sergio Favale
Fotografia/Photography: Salvatore Caruso
Musica/Music: Enrico Simonetti
Costumi/Costume Design: Silvana Scandariato
Scene/Scene Design: Eugenio Liverani, Giorgio Gallani
Montaggio/Editing: Daniele Alabiso
Suono/Sound: Massimo Jaboni
Produzione/Production: C.P.M. Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Fida Cinematografica
censura: 66118 del 28-02-1975
Altri titoli: Ah mon petit puceau, Schüler lieben hübsche Hasen

ATTENZIONE LA SEGUENTE RECENSIONE CONTIENE DEGLI SPOILER!
Trama: Carletto (Giusva Fioravanti) è un giovane studente che vive a Pisa con il fratello maggiore Giorgio (Fabrizio Cardinali), il padre Ing. Pino Persichetti (Enrico Simonetti) e Celeste, la loro governante (Valeria Fabrizi). All'Ing. Persichetti, vedovo e ricco industriale della zona, arriva la notizia che, fra pochi giorni, verrà in Italia,dal Sudamerica, la seconda moglie del padre, defunto anni prima, per conoscerli e trascorrere qualche tempo in loro compagnia. Dovranno, dunque, accogliere la vecchia signora, nonna acquisita per Carletto e Giorgio, e condividere con lei la loro prossima vita familiare. A Carletto viene assegnato il compito che nessun altro vuole svolgere: accoglierla e portarla alla loro casa. Grandissima è la sorpresa quando, all'aeroporto, compare una giovane e affascinante donna che si rivela essere Marijuana (Edwige Fenech), l'attesa nonna.
Carletto coglie al volo l'occasione e non rivela subito la verità ai suoi familiari per trascorrere, da solo, più tempo possibile con la trovata nonna e trascurando Marinella(Graziella Mossini),sua aspirante fidanzatina e coetanea. Finalmente scoperto, dovrà accompagnare Marijuana a casa dove il fratello e il padre tenteranno di sedurla, scatenando la gelosia della governante Celeste (Valeria Fabrizi), già amante dell'Ing.Persichetti, e i divertenti rimbrotti di Frà Domenico (Gianfranco D'Angelo), più interessato alla cucina che alla preghiera. In una giornata nuvolosa e foriera di tuoni, la nonna e il nipote Carletto, rimasti soli, si abbandoneranno ad un dolce rapporto sessuale per la soddisfazione di entrambi. Ma le cose si complicano perchè la fidanzatina di Carletto, sentitasi tradita ed abbandonata, tenta il suicidio e, salvata in ospedale, con l'aiuto di Marijuana, ritroverà l'amore del suo Carletto e più sicurezza in se stessa.
Nel gran finale la nonna decide di tornare in Sudamerica e all'aeroporto saluta con gran commozione tutta la famiglia: Pino Persichetti che sposerà la governante Celeste, Fabrizio e Frà Domenico, ma soprattutto Carletto con la sua ritrovata e aggraziata Marinella.
Piano lungo sull'aereo che decolla.

"Grazie nonna" è uno dei film più visti del genere commedia sexy e ne ha fatto la storia. Discende direttamente da "Malizia" di Salvatore Samperi (1973), capostipite delle "governanti" e, ancora prima, dall' interessante "Grazie zia",ancora di Samperi (esordio alla regia) del 1968, pellicola in bianco e nero vivo, cui riecheggia solo in superficie per accostamento della storia."Grazie zia" non è nè commedia nè sexy (ha lasciato l'eredità dell'idea a tali films), ma apripista della cultura filmica antiborghese postsessantotto e del tentativo, poi riuscito, controcorrente, per costruire una nuova coscienza sull'erotismo,contro il pudore, la censura e la retorica di quegli anni. Porta aperta da Pasolini e, a seguire, spalancata da molti registi di film di valore (Bertolucci,Bellocchio,Fellini,il primo Brass,ecc).
Di questa nuova realtà del corpo e della sua esibizione, Lisa Gastoni e non Edwige Fenech, sarà la prima bandiera.
Edwige Fenech, al contrario, non infrange tabù, ma avvolge con il suo corpo pieno, tra commedie decamerotiche e storie moderne, le aspettative visive e di sogno irrealizzabile dei ceti medio-piccoli che ne erano tranquillizzati in tempi molto difficili per la vita ordinaria (crisi economica, terrorismo).
Rassicura, tra svolazzanti episodi erotici ,buchi della serratura, facili battute e docce calde calde, gli occhi e le orecchie di spettatori semplici che, fuori dalla sala, trovano mille problemi.
Questo, per lei, non è film molto interpretato a causa del ruolo della nonna che la condiziona; è piuttosto statica, ma non mancano le docce, le creme per il corpo, i buchi della serratura e gli ammiccamenti come richiesto dal sexy copione.
Giusva Fioravanti, nella parte del figlio minore, diventerà dopo alcuni anni, uno dei capi dei Nar (Nuclei Armati rivoluzionari), formazione di estrema destra e sarà coinvolto e condannato per la strage di Bologna nel 1980. Reciterà non più sul set, ma nelle aule giudiziarie.
Enrico Simonetti, noto direttore d'orchestra e uomo di spettacolo, ma non usuale attore di cinema, cura le gradevoli musiche.
Minuta l'apparizione di Gianfranco D'Angelo come Frà Domenico con qualche battuta di basso profilo.
Fotografia non all'altezza.
La regia è di Marino Girolami regista e sceneggiatore scomparso nel 1994 e che si è fatto conoscere con gli pseudonimi di Franco Martinelli, Frank Martin e Bastide Jean. Ha firmato quasi ottanta regie e moltissime sceneggiature. E' stato il fratello di Romolo Guerrieri, zio di Renzo Girolami e padre del maestro Enzo G. Castellari, a loro volta validi registi del nostro cinema. Ha girato peplum, polizieschi, poliziotteschi, commedie sexy, decamerotici e tante altre opere, spaziando con la sua bravura ed esperienza.
Il film anticipa, dunque,situazioni che vedremo, fino allo sfinimento nostro ed all'esaurimento del filone, in tanti films a venire. Non ha particolari ambizioni, ma non è volgare e punta sulla fisicità della Fenech e sulla freschezza delle situazioni comiche.

Recensione a cura di:

Commenti