IN NOME DEL PAPA RE (1977)



Regia/Director: Luigi Magni
Soggetto/Subject: Luigi Magni
Interpreti/Actors: Nino Manfredi (Monsignor Colombo Da Priverno), Danilo Mattei (Cesare Costa), Carmen Scarpitta (contessa Flaminia, sua madre), Giovannella Grifeo (Teresa), Carlo Bagno (Serafino, il perpetuo), Gabriella Giacobbe (Maria Tognetti), Ettore Manni (conte Ottavio), Salvo Randone (gesuita), Camillo Milli (don Marino), Rosalino Cellamare [Ron] (Gaetano Tognetti), Giovanni Rovini (presidente), Renata Zamengo (Lucia Monti), Luigi Basagaluppi (Giuseppe Monti), Guglielmo Spoletini (Arsenio), Nino Dal Fabbro (procuratore), Giovanni Cianfriglia (zuavo spagnolo), Carlo Castroni (giudice della Sacra Consulta), Enrico Fedeli (giudice della Sacra Consulta), Giovanni Di Luzio (giudice della Sacra Consulta), Alessandro Febi (giudice della Sacra Consulta), Tito Mancini (giudice della Sacra Consulta)
Fotografia/Photography: Danilo Desideri
Musica/Music: Armando Trovajoli
Costumi/Costume Design: Lucia Mirisola
Scene/Scene Design: Lucia Mirisola, Lucia Mirisola
Montaggio/Editing: Ruggero Mastroianni
Suono/Sound: Luciano Welisch
Produzione/Production: Juppiter Generale Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 71232 del 01-12-1977
Durata: 1h e 50 circa

Roma 1867. Mentre le milizie papaline combattono contro i Carbonari, mons. Colombo scopre di avere un figlio naturale, figlio della Rivoluzione del 1849, quando lui era un giovane prete di belle speranze. Questo figlio, poi, è anticlericale e garibaldino, non solo, ma è anche l’artefice con Monti e Tognetti di un attentato contro gli zuavi pontifici. Il prelato decide di proteggerlo, ma preso da rimorso verso gli altri due, lotta anche per far graziare Monti e Tognetti, condannati alla ghigliottina.
Sfrutta tutte la sua influenza morale di giudice integerrimo per convincere il papa, “un tipo bislacco”, affinchè desista dal condannare i due patrioti. Qui, Monti e Tognetti sono vittime sacrificali di uno Stato che ha pochi anni di vita.
Film stupendo e di ottima fattura, anche se dal punto di vista storico ha qualche pecca, risulta un po’ fazioso nella sua anticlericalità. Ciò nonostante, Magni, dimostra di non strafare e di raccontare una storia reale con personaggi non del tutto storici. Fantastica l’interpretazione di Nino Manfredi, soprattutto ottimo il dialogo per la votazione della sorte dei due  “terroristi” con mons. Colombo che tocca punte elevate parlando di Dio e di Spirito Santo. È la figura di un uomo stanco, un uomo che “non crede”, non perché non creda più in Dio, ma perché si rende conto che nolenti o volenti , il mondo cambia. A differenza della recente trasposizione televisiva, Mons. Colombo non paga che un prezzo molto basso e non sposa appieno la causa rivoluzionaria, si rende solo conto che anche per i nemici, per quelli che stanno dall’altra parte, ci vuole misericordia. Soprattutto si rende conto che Monti e Tognetti sono “soldati”, uomini di un esercito che non è quello papale, ma che pian piano conquisterà pochi anni dopo anche Roma, costringendo quel papa così “bislacco” a dichiararsi prigioniero in Vaticano. Buona anche l’interpretazione di Carlo Bagno nel ruolo del perpetuo Serafino, uomo legato al mondo antico che trova si “bislacco” il monsignore, unico che non si chiude, che non lotta contro i garibaldini che avanzano. Ottima anche quella di Giovanella Grifeo, attrice “feticcio” di Luigi Magni con cui collaborò anche per altri film, tra cui “Arrivano i bersaglieri” nel 1980. Agghiacciante il suo sguardo nella scena della sparatoria, a dimostrazione che era molto brava. In definitiva un film ottimo e nonostante le tante imprecisione storiche, non si vedono donne con i capelli al vento, come in molte fiction odierne.

Recensione a cura di
Irene Agovino | Crea il tuo badge


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