giovedì 16 marzo 2017

LA MACCHINAZIONE (2016) di David Grieco - recensione del film


La macchinazione - locandina
1975. Pier Paolo Pasolini sta scrivendo quello che sarà il suo romanzo incompiuto: Petrolio. Alterna a questa scrittura la realizzazione del film Salò o le 120 giornate di Sodoma che mette insieme gli ultimi disperati giorni dei repubblichini e la critica alla società ipersessualizzata nata dopo il ’68. Nello stesso periodo, comincia a frequentare il diciasettenne Pino Pelosi, che ha amicizie pericolose...

David Grieco traspone su pellicola gli ultimi tre mesi di vita dell’intellettuale. Ad interpretarlo c'è Massimo Ranieri, il quale, per sua stessa ammissione, rivela di aver conosciuto realmente Pasolini durante una partita di calcio della Nazionale Artisti. Il soggetto si rifà all'omonimo libro scritto dallo stesso Grieco, amico personale di Pasolini, dove si rigetta la tesi dell’omicidio politico e si parla apertamente di una vera e propria macchinazione ordita non solo da missini omofobi, ma dalla P2, dall'imprenditore Eugenio Cefis, fino ad ipotizzare il coinvolgimento di un ministro. L’opera pecca di eccessivo complottismo ed a uccidere Pasolini furono realmente quei ragazzi di borgata che tanto odiavano i “froci”? Ad oggi, purtroppo, ancora non è dato saperlo.
La vicenda Pasolini a distanza di anni ha ancora molti lati oscuri: Chi è lo zio Giuseppe? Ad esempio se Pelosi non aveva degli zii con quel nome e perché coloro che rubarono le bobine di Salò non vollero che pochi spiccioli? E perché Pelosi aveva paura dei Borsellino, che all’epoca erano solo quindicenni? 
Il film, è bene ricordarlo, non vuole essere una risposta al “Pasolini” di Abel Ferrara, dove viene seguita la tesi dell’omicidio, ad opera di due ragazzini (forse i Borsellino) con il solo scopo di rubare il portafoglio dell’intellettuale. Il regista ha infatti dichiarato: “Quando ho cominciato a girare La Macchinazione non avevo visto il film di Ferrara, anzi lui lo aveva appena terminato”.  È vero anche che se non è una risposta, potrebbe esserlo in una dietrologia cinematografica che vuole il film di Grieco migliore di quello di Ferrara, anche solo per come è presentato Pasolini.
Per quanto riguarda gli attori è doveroso segnalare, oltre a Massimo Ranieri, la cui interpretazione pecca per un accento forse un po troppo meridionale, anche Libero De Rienzo, che già aveva dimostrato il suo valore in Fortapasc e Il giovane Sardelli, che seppur fisicamente non somigliante al vero Pelosi è riuscito ad interpretarlo facendolo suo.
Un film da vedere, assieme a Pasolini, un delitto italiano di Marco Tullio Giordana.
Curiosità: Antonio Pinna, che il regista pone all’idroscalo quella notte, è scomparso qualche giorno dopo il delitto in circostanze misteriose.
Il film ha avuto pochissimi fondi Regionali, come detto dallo stesso regista.

Regia: David Grieco; Sceneggiatura: David Grieco, Guido Bulla; Casa di produzione: To Be Continued; Distribuzione (Italia): Microcinema; Fotografia: Fabio Zamarion; Montaggio: Francesco Bilotti; Scenografia: Carmelo Agate; Costumi: Nicoletta Taranta; Interpreti e personaggi: Massimo Ranieri: Pier Paolo Pasolini; Libero De Rienzo: Antonio Pinna; Roberto Citran: Giorgio Steimetz; Milena Vukotic: Susanna Colussi; Matteo Taranto: Sergio; François-Xavier Demaison: Moreau; Alessandro Sardelli: Giuseppe "Pino" Pelosi; Tony Laudadio: Avvocato; Paolo Bonacelli: Vescovo; Catrinel Marlon: Prostituta; Paese di produzione: Italia, Francia; Anno: 2016; Durata: 115 min.

Recensione a cura di:



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