SENZA SCRUPOLI (1985) di Tonino Valerii - recensione del film


SENZA SCRUPOLI (1985) di Tonino Valerii
La giovane e bella Silvia Combi, appartenente all'alta società torinese, è sposata con un ricco gioielliere, Massimo, uomo gretto ed egoista. Una sera  Silvia, lasciata sola in casa dal marito, viene aggredita da un ladro, il quale, non trovando nulla, la stupra brutalmente.
Nel periodo post trauma, il marito non le sta vicino, preoccupato più dalle chiacchiere che delle condizioni della donna, dicendo ipocritamente di non volere che lei subisca un processo per stupro e finendo persino per pensare che le sia piaciuto. La stessa polizia le fa capire che potrebbe essere considerata alla stregua di una donna facile, per aver aperto la porta di casa all'uomo che l'ha violentata.
Delusa ed umiliata, Silvia raggiunge il suo carnefice: si tratta di Diego, un balordo napoletano, che vive in una sorta di baracca alla periferia di Torino. Nonostante il disgusto per l’uomo Silvia ne è anche attratta e finisce per diventarne l’amante. Accetta persino di fargli da palo durante una rapina in una gioielleria. Ma come vedremo la vita “senza scuproli” ha un suo prezzo.
Film che analizza il rapporto vittima-carnefice, come in passato aveva già fatto anche la Cavani, nel corso degli anni questa pellicola è diventata un piccolo cult, complice non solo l’alto tasso di erotismo, ma anche l’analisi introspettiva che ne consegue sull'universo maschile. Nessuno degli uomini del film, dal commissario quasi divertito nel vedere la donna sporgere denuncia, al marito maschilista e freddo, fino allo stesso stupratore esternano un briciolo di umanità. Nessuno di loro capisce il dramma che sta vivendo Silvia, tutti la umiliano: lo fa il marito arrivando persino a pensare che abbia soddisfatto una fantasia, lo fa il commissario tra il serio e il faceto e lo fa ovviamente Diego, che considera la donna solo un bell’oggetto.
La Critica Cattolica lo definì: “vergognosa apologia del sadomasochismo”, mentre il Movimento Neoborbonico ne chiese il sequestro perché: “Come al solito sono i napoletani emigrati i cattivi dei film”.
Sandra Wey è un’attrice olandese, ex modella, conosciuta per aver interpretato nel 1984 Histoire d'O, ritorno a Roissy sequel del più famoso film interpretato da Corinne Cléry.  Marzio Honorato, attore per lo più teatrale, è oggi un interprete dalla soap “Un posto al sole” . Antonio Marsina è invece conosciuto per essere stato Sebastiano nella fiction “Vento di Ponente” del 2002.
Tonino Valerii, classe 1934, assistente alla regia di Sergio Leone e soggettista di Film come “Per un pugno di dollari” gira questo film definito erotico, anche se sarebbe meglio definirlo drammatico. In una intervista Egli dirà: “Non capisco tutto questo clamore, qui il sesso è di contorno, è funzionale”.
Curiosità: Nella parte della migliore amica di Lisa abbiamo Alessandra Canale futura annunciatrice tv.

Regia: Tonino Valerii; Soggetto: Mino Roli; Sceneggiatura: Tonino Valerii, Riccardo Ghione; Interpreti: Sandra Wey (Silvia Combi), Marzio Honorato (Diego Campus), Antonio Marsina (Massimo Combi, il proprietario della gioielleria), Cinzia De Ponti (contessa), Vincenzo Cavaliere (compare di Diego), Alessandra Canale, Antonio Cippo, Ferruccio Casacci, Giovanni Liboni, Tommaso Vitrovio, Nicola il Grande, Giuseppe Mendolicchio, Lorenzo Cobello, Tullio Lurenio, Marco Marchisio, Nicola Ilgrande; Fotografia: Giulio Albonico; Musica: Joe Amoruso, James Senese; Costumi: Francesca Paraceli; Scenografia: Elio Micheli; Montaggio: Antonio Siciliano; Suono: Umberto Mosteranti; Produzione: Grandangolo; Distribuzione: 20th Century Fox; censura: 81036 del 21-11-1985


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