INFERNET (2016) di Giuseppe Ferlito - recensione del film


INFERNET (2016) di Giuseppe Ferlito
Infernet è un film di genere drammatico-thriller girato a Verona nel 2016 dal regista siciliano Giuseppe Ferlito, già autore di una decina di lungometraggi (tra i quali “Né terra né cielo” e “Ritratti nella notte”). Il film ha vinto ben tre premi: il “Log to green movie award” alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il “Grifo d’oro” alla seconda edizione del Love Film Festival di Perugia e nel 2016 il “Premio Aproximeno” per il miglior film dell’anno. Infernet narra 5 storie, tutte collegate all’uso e/o all’abuso di internet. Don Luciano, un prete impegnato nel sociale, viene accusato ingiustamente di pedofilia. Claudio, un attore in crisi, finge di impegnarsi per i poveri, ma in realtà nasconde una parte di sé molto oscura. Giorgio, imprenditore, distrugge la sua famiglia a causa del suo vizio per il poker online. La giovanissima Nancy e le sue amiche, avide di denaro, si prostituiscono con uomini maturi e facoltosi, per poi ricattarli. Sandro e i suoi amici, ricchi e viziati, creano una gang che compie una serie di atti criminosi molto gravi.

Le cinque parti sono strettamente connesse tra di loro, non solo per la tematica legata al web, ma anche perché alcuni personaggi sono presenti in più di una storia, entrando e uscendo da un racconto all'altro per tutta la durata del film. La carne al fuoco nella pellicola è tantissima, forse troppa. Si parla di pedofilia, di vizio per il gioco, di droga, di cyber-bullismo, di abusi sessuali, di omofobia, di violenza, di famiglia, di prostituzione, di hackeraggio, di malattie terminali. Il tutto condito dal fatto che spesso internet facilita i protagonisti nel compiere i loro atti discutibili, anti-sociali e spesso criminosi. Il cast è di rilievo: Remo Girone, Daniela Poggi, Katia Ricciarelli e Ricky Tognazzi garantiscono una “qualità di base” notevole alla pellicola. In particolare Tognazzi, nei panni di un padre di famiglia afflitto dal vizio del poker online, che ci regala un’interpretazione di alto livello, migliore di altre sue prove in pellicole ben più note. Gli attori adolescenti invece sono sotto il livello di guardia: le loro performance sono troppo sopra le righe. Oltretutto i personaggi da loro interpretati non sono pienamente caratterizzati: più che del 2016, sembrano giovinastri degli anni 90, look compreso. A parte la mania per la rete e per i cellulari, Infernet  non riesce a descrivere bene l’attuale generazione dei diciottenni. Anche la sceneggiatura ha i suoi scivoloni, innoltrandosi nel territorio del “troppo mieloso” e dello scontato (in particolare riguardo la storia del bambino, malato terminale). Il finale invece, per alcuni versi, è durissimo, e non fa sconti a nessuno, smarcandosi da qualsiasi eventuale accusa di essere un prodotto para-televisivo. Nessun ipocrita happy end da fiction. La regia di Ferlito colpisce in alcune sequenze-chiave: lo squallido sesso tra l’attore e la minorenne in camera d’albergo, il pestaggio selvaggio ai danni di una coppia di omosessuali e lo stupro di gruppo di una minorenne per vendetta. Il regista gira benissimo queste sequenze, senza paura di mostrare il crudo realismo della violenza più becera ed insensata. Per questo va a lui il nostro plauso. Dove altri avrebbero glissato, lui indugia con la macchina da presa quel tanto che basta per mostrare l’orrore della sopraffazione. Non eccede, ma nemmeno si tira indietro. Infernet, al netto di qualche eccesso di banalità in fase di sceneggiatura e di un titolo quasi fuorviante (la tematica-internet è francamente poco più di una cornice), dimostra essere un robusto film drammatico, ben girato e coraggioso nel mostrare la violenza e il disfacimento dei valori nella società attuale.

Regia: Giuseppe Ferlito; Soggetto: Roberto Farnesi e Marcello Iappelli; Sceneggiatura: Giuseppe Ferlito, Roberto Farnesi e Marcello Iappelli; Interpreti: Remo Girone (Don Luciano), Ricky Tognazzi (Giorgio), Roberto Farnesi (Claudio), Daniela Poggi (Martina), Laura Adriani (Giada), Katia Ricciarelli (Sara), Giorgia Marin (Nancy), Elisabetta Pellini (Arianna), Andrea Montovoli (Paolo), Viorel Mitu (Ludovico), Leonardo Borgognoni (Sandro), Daniel Pistoni (Gianluca), Marco Profita (Filippo), Daria Mazzocchio (Asia), Luca Seta (fidanzato di Paolo), Massimo Olcese (Alessio, padre di Nancy), Gianfrancesco Spina (Samuele, cugino di Sandro); Musica: Umberto Smaila; Costumi: Moris Verdiani; Scenografia: Matteo Latorre; Montaggio: Giuseppe Ferlito; Suono: Riccardo Gaggioli; Produzione: A.C. Production; Distribuzione: The space cinema; Censura: 110516 del 17-02-2016

Recensione a cura di
Massimo Bezzati

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