martedì 3 gennaio 2017

CADO DALLE NUBI (2009)

Regia/Director: Gennaro Nunziante
Soggetto/Subject: Gennaro Nunziante, Luca Medici
Sceneggiatura/Screenplay: Gennaro Nunziante, Luca Medici
Interpreti/Actors: Checco Zalone, Giulia Michelini, Dino Abbrescia, Fabio Troiano, Ivano Marescotti, Claudia Penoni, Gigi Angelillo, Ludovica Modugno, Raul Cremona, Ivana Lotito, Peppino Mazzotta, Stefano Chiodaroli, Anna Ferruzzo, Francesca Chillemi
Fotografia/Photography: Lorenzo Adorisio
Musica/Music: Luca Medici, Checco Zalone
Costumi/Costume Design: Mary Montalto
Scene/Scene Design: Sonia Peng
Suono/Sound: Massimo Simonetti
Montaggio/Editing: Pietro Morana
Produzione/Production: Taodue Film, Medusa Film
Distribuzione/Distribution: Medusa Film S.p.A.
censura: 103042 del 19-11-2009

Non corriamo il rischio di dover rivalutare Luca Medici - in arte Checco Zalone - tra quarant’anni, come è accaduto con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e persino con Totò. Confesso di essere stato tra coloro che peccavano di snobismo e storcevano il naso di fronte alle prime prove cinematografiche, bollandole come un fenomeno televisivo. Un gran bel film on the road - commedia pura con tratti da cinema d’autore e straordinaria fotografia - come Quo vado? (2016), mi ha convinto a rivedere il resto della produzione.
Luca Medici si scrive le colonne sonore, i grotteschi brani musicali, partecipa a soggetto e sceneggiatura insieme al fido Nunziante, che - da parte sua - usa con diligenza la macchina da presa e dimostra uno stile interessante. Un’accoppiata vincente quella composta da Nunziante e Medici, che debutta con Cado dalle nubi (2009), un film che dimostra il talento irriverente di Zalone, fatto di umorismo sopra le righe, immortalando un cafone ignorante, orgoglioso della sua ignoranza, che compra libri e se ne vergogna, che canta canzoni assurde sugli omosessuali (gli uomini sessuali, li chiama), definendoli poveri malati, che sfida le ire leghiste a colpi di razzismo e antimeridionalismo. In un’epoca dove impera il politicamente corretto, un personaggio come Luca Medici è una mosca bianca che ci riporta al passato, alle farse trasgressive della commedia sexy, a un Lino Banfi prima maniera, passando per Alvaro Vitali e il collega barese Maurizio Micheli. Tra l’altro nell’ultimo film (Quo vado?) si registra un metaforico passaggio di consegne tra la vecchia comicità pugliese e la nuova con il testimone che viene trasmesso da Micheli (il padre) e Banfi (l’onorevole) a Zalone. Cado dalle nubi è la storia di un cantante che parte da Polignano a Mare e si reca a Milano per fare successo, incontra l’amore (contrastato), si scontra con i suoi pregiudizi sugli omosessuali, finisce per risolvere i problemi sentimentali del cugino gay e per far conoscere la verità ai parenti, trova il modo di sfondare nella musica in maniera del tutto casuale. Ma non è importante la storia in un film di Checco Zalone, come non lo era nell’artigianato comico di Franco & Ciccio, quel che conta sono le trovate surreali, le canzoni strampalate, la comicità pesante e volgare che in ogni caso non è mai fuori luogo. Proprio come la coppia sicula, in ogni film il personaggio conserva il nome d’arte, qualunque cosa faccia e qualunque ruolo interpreti, lui è Checco Zalone, l’ignorante globale consapevole della sua cafonaggine, ma che alla fine si trasforma e tutto sommato migliora. Cado dalle nubi gode di una straordinaria fotografia pugliese che immortala la bellezza di Polignano a Mare e Fasano, ma anche di suggestivi squarci lombardi girati tra Milano e Morimondo. Ottima anche l’interpretazione del grande Ivano Marescotti, incazzoso padre leghista che beve orina invece che acqua di sorgente, getta nella pattumiera le orecchiette pugliesi e non sopporta Checco quando parla di bellezze meridionali e gesticola durante la cena. Breve apparizione per la stupenda Miss Italia Francesca Chillemi, brava Giulia Michelini nei panni di Marika, ottimi Abbrescia e Troiano come coppia gay. Un film che si rivede con piacere e che fa ridere di gusto, come ai tempi della vecchia farsa sboccata. Sequenze di culto: la canzone Gli uomini sessuali, cantata da Zalone durante una festa gay, l’abbraccio finale tra Checco e lo zio con un motociclista che grida: Ricchioni! sul lungomare di Polignano. Meno male che siamo nel Tremila…

Recensione a cura di:

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