lunedì 4 luglio 2016

E' FORTE UN CASINO (1982)

Regia/Director: Alessandro Metz
Soggetto/Subject: Alessandro Metz, Leo Chiosso, Sergio D'Ottavi
Sceneggiatura/Screenplay: Leo Chiosso, Sergio D'Ottani, Alessandro Metz
Interpreti/Actors: Enzo Cannavale (Michele), Franco Lechner [Bombolo] (guardia svizzera/maggiordomo stile seicento), Licina Lentini (Ketty Colombo, ereditiera americana), Xiomara Gonzales (Ella, segretaria), Sandro Ghiani (conte Carlo), Carolina Palermo (Marisa), Tognella (Antonio, autista milanese), Gianni Ciardo (Nando), Carlo Gravina (autista del conte), Origene Luigi Soffrano [Jimmy il Fenomeno] (barista), Ennio Antonelli (benzinaio)
Fotografia/Photography: Giuseppe Bernardini
Musica/Music: Stelvio Cipriani
Costumi/Costume Design: Luciana Marinucci
Scene/Scene Design: Mauro Vigneti
Montaggio/Editing: Alberto Moriani
Suono/Sound: Graziano Ruzzeddu
Produzione/Production: Kappa Film
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 78087 del 24-09-1982

Alessandro Metz (Roma, 1940) si cimenta nella sua ultima regia con È forte un casino!, dopo Pierino il fichissimo e Care amiche mie (1981), anche se imperversa nel mondo del cinema fino al 1994 con ruoli di aiuto regista e sceneggiatore. Missione eroica - I pompieri 2 (1986) di Giorgio Capitani lo vede regista della seconda unità, mentre con Castellano & Pipolo è un regista aggiunto, vista la grande collaborazione sul set dei film ai quali Metz partecipa.
È forte un casino! è La stangata (1973) di George Roy Hill in salsa romanesca, ispirato anche a Gli amici di Nick Hezard (1975) di Fernando di Leo, dignitosa riduzione italica del capolavoro nordamericano. È forte un casino! è soprattutto farsa caciarona, pochade basata sulla comicità fisico-verbale di Bombolo e Cannavale (coppia dai sincronizzati tempi comici) e sull’avvenenza delle protagoniste femminili.

In sintesi la trama. Un gruppo di imbroglioni composto da Bombolo, Cannavale, Ghiani, Tognella e Palermo vive di espedienti. Il primo colpo andato male è il tentativo di vendere Castelgandolfo a un emiro, ma anche il secondo non va meglio. Cannavale legge l’annuncio di una ricca ereditiera e con l’aiuto di Bombolo - domestico in una villa signorile - si sostituisce al padrone di casa, assente per un viaggio. Bombolo si finge maggiordomo, Ghiani e Palermo camerieri, Tognella autista. Tutto va a rotoli: il vero conte (Ciardo) di cui Cannavale aveva preso le sembianze torna in villa prima del previsto e pone fine alla messa in scena. Si scopre pure che la ricca ereditiera è una truffatrice come il nostro gruppo di sprovveduti. Alla fine gli imbroglioni decideranno di unire le forze per dare vita a nuove truffe. Si ride per merito di Bombolo e Cannavale, anche se la sceneggiatura è televisiva, piena di momenti morti nella fase centrale e conclusa da un finale prevedibile. Tognella è come sempre irritante, spesso pure incomprensibile, mentre Ghiani se la cava con diligenza nel solito ruolo da tonto. Ottimo il cast femminile. Ricordiamo docce e brevi momenti sexy di Licinia Lentini, ultima bellezza della morente commedia sexy, ma anche alcuni nudi frontali della poco nota  Xiomara Gonzales. Carolina Palermo non lesina sequenze audaci prima della fuga con il conte, Gianni Ciardo, che - more solito - non entusiasma.
Frasi epocali di Bombolo: A me me pare ‘na stronzata!; Sorco’ per dire sor conte, aggiungendo subito: “No, non dico a lei…”, riferito a una bella ragazza come forma contratta di sorcona (bella fica in romanesco); “Vado in cantina a famme un goccetto de’ vino che quast’acqua m’ha fatto du’ palle così!” (dopo l’ennesima caduta in piscina). Ennio Antonelli è un benzinaio romanesco che prende alla lettera l’espressione mi dia un colpetto ai vetri: usa il mazzuolo e frantuma il parabrezza. Jimmy il Fenomeno è un barista scemo e credulone che cambia i pagherò forniti dalla banda di imbroglioni.
Tutta la seconda parte della pellicola è una pochade erotica condita di bagarre (cadono tutti in piscina), scambi di coppie e di camere, irruzioni a sorpresa di personaggi che cambiano il corso degli eventi. Elementi di commedia sexy: il voyeurismo di Bombolo con la Gonzales spiata dal buco della chiave - in sintonia con lo spettatore - e le docce delle protagoniste.
Il titolo del film è una frase che i protagonisti pronunciano almeno una volta nel corso della storia, riferita alle più disparate situazioni. È forte un casino! non è l’ultimo lavoro di Bombolo (Franco Lechner), come afferma parte della critica. Il suo ultimo lavoro è Giuro che ti amo (1986) di Piero Regnoli, interpretato da Nino D’Angelo.

Recensione a cura di:

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