giovedì 3 marzo 2016

BORDELLA (1976)


Regia/Director: Pupi Avati
Soggetto/Subject: Antonio Avati, Gianni Cavina, Pupi Avati, Maurizio Costanzo
Sceneggiatura/Screenplay: Antonio Avati, Maurizio Costanzo, Gianni Cavina, Pupi Avati
Interpreti/Actors: Al Lettieri (Eddie Mordace), Luigi Proietti (Ivano Zuccoli), Christian De Sica (conte Ugolino Facchini), Gianni Cavina (Adone Tonti), Taryn Power (Olimpia, la ragazza infuriata), Wladek Sheybal (Checco Brandani), Luigi Montefiori (Silvano, detto Sinbad), Vincent Gardenia (Mr. Chips), Maurizio Bonuglia (Gualtiero), Rosemarie Lindt (moglie di Gualtiero), Greta Vaillant, Giselda Castrini (dattilografa), Marcello Casco, Alida Cappellini, Ferdinando Orlandi, Pietro Brambilla (ascensorista), Valentino Macchi (agente picchiatore), Maria Rosa La Fauci, Michele Mirabella, Cesare Bastelli, Elvira Cortese (madre conte Ugolino), Elisa Mainardi (Luciana Muccioli), Salvatore Billa (barman), Tito Leduc (massaggiatore di Adone), Enea Dolcenotte (massaggiatore di Adone), Francesco D'Adda (segretario di mr. Chips), West Buchanan (bordellista americano, il biondo), Jho Jhenkins (bordellista americano, il negro), Carlo Balestrieri (altro bordellista americano), Paolo Granato, Paolo Graldi, Tiziana Pedini, Diana Salvador, Enea Ferrario, Gianfranco Principi, Maria Teresa Piaggio, Rosa Maria Calogero, Giancarlo Muratori, Vittorio Moroni, Cesare Di Vito, Luciano Crovato, Giuseppe Terranova, Anna Recchimuzzi
Fotografia/Photography: Erico Menczer
Musica/Music: Amedeo Tommasi
Costumi/Costume Design: Maria Baronj, Maria Baroni
Scene/Scene Design: Guido Josa, Guido Josia
Montaggio/Editing: Amedeo Salfa
Suono/Sound: Mario Dallimonti
Produzione/Production: Euro International Films
Distribuzione/Distribution: Euro International Films
censura: 67814 del 17-01-1976

Grazie al consenso del segretario di stato americano Henry Kissinger, a New York nasce la American Love Company, la prima multinazionale del sesso. A seguito dell'incredibile successo, il proprietario della azienda propone al suo miglior “impiegato”, Eddie Mordace, di aprire una sede anche in Italia. Nasce cosi', a Milano, il “Bordella”, una casa chiusa solo per donne di un certo ceto sociale. A fare da gigolò sono un ex pugile con problemi di erezione, un “omaccione” senza una lira, un finto aristocratico e un maniaco sessuale. Dopo un breve corso di “formazione”, l'attività parte ed è subito un grande successo, nonostante le ossessive indagini della Squadra Buoncostume. Soddisfatto dei risultati positivi in Italia, il proprietario della American Love Company decide di premiare i ragazzi e di incaricarli in nuove “avventure” …
Bordella rappresenta, nella filmografia di Pupi Avati, la pellicola di “mezzo” della triologia grottesca, iniziata con La Mazurka... e finita con Tutti defunti... E' forse il suo film più cinico e blasfemo. E nonostante non vi sia mai nulla di direttamente provocatorio, il film incappò lo stesso nelle strette maglie della censura. Sequestrato con l’accusa di oltraggio al pudore, fu ridistribuito solo dopo pesanti tagli. Queste traversie furono alla base dell'insuccesso del film al botteghino. Lo stesso Avati racconta che ciò gli fece perdere le speranze arrivando a pensare di abbandonare il cinema definitivamente (non era stato il primo insuccesso ai botteghini, vedi Thomas e gli indemoniati). Per nostra fortuna, saranno gli sceneggiati RAI a riportare nuovamente Pupi “in pista” ...

Bordella fu scritto con la collaborazione di Maurizio Costanzo, che lo ricorda come un momento di “cazzeggio” tipico della sua carriera da sceneggiatore, prima di intraprendere quella televisiva. Alla sceneggiatura parteciparono anche Cavina, da sempre fedele attore oltre che inventore di storie, e il fratello minore di Pupi, Antonio.

Il cast, nonostante Avati sia ancora un regista “semi”-esordiente, è più che sbalorditivo. Oltre alla partecipazione straordinaria di Al Lettieri, a cui è dedicato il film, compaiono Gigi Proietti e Vincent Gardenia, famoso per il ruolo principale dell'ispettore ne Il Giustiziere della Notte. Buona e coerente la recitazione di Christian De Sica, all'epoca attore emergente. I problemi maggiori, comunque, sorsero con Lettieri. Sempre Pupi Avati racconta la difficile situazioni finanziaria e psichica dell'attore che, in più di una occasione minacciò di abbandonare il progetto.

L'orecchiabile musica è affidata all'amico jazzista Amedeo Tommasi mentre le coreografie al maestro LeDuc, scoperto anni dopo da Renzo Arbore nella sua trasmissione televisiva “Bandiera Gialla”.

Demenziale e sui generis, è un film tipicamente “pre-Avatiano”. I critici dell'epoca lo considerarono folle e dissacratorio. Oggi pare solo un esperimento bizzarro e un po' kitsch. Occorre, però, dare atto che il risultato finale è originale e a tratti divertente (nonostante a volte sia esagerata la comicità, quasi forzata). Una pellicola, pertanto, innovativa e capace di mescolare tantissimi generi, dal musical fino alla commedia rosa. Non a caso sarà, nel suo fallimento, il trampolino di lancio ,per Pupi Avati, dei film più “maturi”. Vincitore del premio “De Curtis”.

Il film è uscito in dvd per la Minerva Picture (clicca qui per maggiori dettagli )

Recensione a cura di:


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