martedì 10 novembre 2015

VIP MIO FRATELLO SUPERUOMO (1968)

Regia: Bruno Bozzetto.
Collaborazione alla regia: Attilio Giovannini.
Soggetto: Bruno Bozzetto.
Sceneggiatura: Bruno Bozzetto, Attilio Giovannini, Guido Manuli.
Produzione: Bruno Bozzetto.
Animazione: Franco Martelli, Giuseppe Laganà.
Direzione Disegni e Animazione: Guido Manuli.
Scenografia: Giovanni Mulazzani, Giancarlo Cereda.
Ripresa ed Effetti Speciali: Luciano Marzetti.
Aiuto Operatore: Roberto Scarpa, Eraldo Balloni.
Effetti Sonori: Giancarlo Rossi.
Direzione Artistica: Giovanni Mulazzani.
Edizione: Luciano Marzetti, Giarcarlo Rossi.
Collaborazione Speciale: Stearn Robinson.
Musiche Originali: Franco Godi (dirette dall’autore).
Canzoni: Vai vai, Nella giungla, composte e dirette da John Gregory. Complesso vocale: 4 più 4 di Nora Orlandi. Canzoni: Vip, Metti un tigre nel doppio brodo sono cantate da Herbert Pagani (Edizioni Musicali Cam, Roma - Disco Mama).
Altri disegnatori: Massimo Vitetta, Grazia Lamura, Amalia Rossi, Silvana Pegan, Mariella Pacchioni, Cesarina Vanoni, Floria Sperotto, Maurizia Banfi, Loredana Nocent, Giuliana Donelli, Annalisa Paulon, Gabriella Mandelli, Giacomina Bertoli, Tiziana Salzano, Fernanda Tartaglia.
Doppiaggio: Roberto De Leonardis, eseguito preso gli stabilimenti della Fono Roma, con la partecipazione della C.D.C..
Registrazioni Musicali e Mixage: Fono Roma (Milnao).
Pellicola: Eastmancolor. Sviluppo e Stampa: Tecno Tele Cine (Milano).
Montaggio/Editing: Luciano Marzetti, Giancarlo Rossi
Produzione/Production: Bruno Bozzetto Film
Distribuzione/Distribution: Cineriz
censura: 52646 del 26-10-1968


Bruno Bozzetto (Milano, 1938) inventa in Italia il lungometraggio a cartoni animati, dopo West and Soda (1965) e prima del suo capolavoro - Allegro non troppo (1977) -, regala un’opera insolita nel panorama nazionale: una storia di supereroi voluta dal committente statunitense e pensata come critica al mondo della pubblicità. Si parte dal personaggio a fumetti Phantom (In Italia noto come L’Uomo Mascherato - l’ombra che cammina) di Lee Falk e Ray Moore, in versione ironico - parodistica, per raccontare la dinastia dei Vip, eroi dai poteri immensi sin dai tempi antichi, vera e propria stirpe di superuomini. L’idea dei super poteri è americana, Bozzetto vorrebbe scrivere una storia più simile a Phantom, ma alla fine passa la proposta d’oltreoceano per vendere meglio il prodotto. Bozzetto e la sua squadra di animatori mettono in campo Super Vip, il vero supereroe muscoloso e invincibile, e Mini Vip - doppiato da Oreste Lionello con la voce di Woody Allen - imbranato e incapace, due fratelli diversi nati dall’amore tra un Vip e una cassiera di supermercato. Bozzetto si diverte a ironizzare sulla psicanalisi, prende di mira consumismo e pubblicità, un mondo di persone che vivono con un missile conficcato nel cervello, in balia di messaggi subliminali che impongono di comprare cose inutili. Il cartone animato è strutturato con disegni stilizzati, scenografie immobili di carattere pittorico e animazioni artigianali, a cura di Giovanni Mulazzani, che creano un effetto movimento grazie alla macchina verticale, guidata da Luciano Marzetti. Lo spettatore assiste a un cartone animato insolito, pieno di effetti speciali, dissolvenze incrociate, carrellate, soggettive e movimenti di macchina proprio come se fosse un film. Oggi, con la tecnica digitale, è tutto più facile. Per Bozzetto contano la storia, le gag (non solo per bambini) - scritte da Guido Manuli, che si occupa anche di animazione - e la psicologia dei personaggi, non tanto la perfezione stilistica. Mini Vip è il personaggio più umano, una sorta di Signor Rossi (storico cartoon di Bozzetto) versione superuomo, sfigatissimo e incapace, ma alla fine è proprio lui a salvare il potente fratello - distratto perché innamorato - e trova persino l’anima gemella.

 Il film è ambientato tra New York (al tempo non era credibile un supereroe italiano!) e una sperduta isola del Pacifico dove ha sede la cattivissima imprenditrice che vuole soggiogare la terra a suon di messaggi subliminari che impongono di acquistare i suoi prodotti. Finirà male, come da logico di cartoon, restando vittima della sua stessa arma. Ottima colonna sonora di Franco Godi e divertenti canzoncine cantate da Herbert Pagani, ispirate a cori, bossa nova e sonorità latinoamericane, vera e propria “anima del film”, come afferma Bozzetto. Non mancano gli effetti sonori, rumori ad hoc creati con strumenti artigianali da Giancarlo Rossi, un rumorista creativo. Un cartone animato fantastico, ingenuo quanto si vuole, ma ricco di connotazioni politico-sociali e critico nei confronti della società contemporanea. A un certo punto si cita persino Charlie Chaplin con la sequenza che vede Mini Vip fare a cazzotti con uno dei cattivi. Vediamo la catena di montaggio, il lavoro spersonalizzante, l’operaio trattato come un automa, asservito alle esigenze produttive ed eliminato quando infastidisce. La pubblicità è definita una scienza pura, un meccanismo che si insinua nelle menti sotto forma di raggi convincenti. Bozzetto viene accusato di “sputare nel piato dove mangia”, ma in realtà - da buon autore - racconta un mondo che conosce alla perfezione e per finire il film rinuncia ai soldi sicuri di alcuni contratti pubblicitari. Bozzetto investe in un settore nuovo in cui crede e che in Italia pochissimi praticano, ritenendolo una prerogativa statunitense. Un cartone adulto, come è insolito vedere alla fine degli anni Sessanta, che porta al cinema genitori e figli uniti da identico entusiasmo. Avevo otto anni e lo vidi in sala con mio padre, che alla fine borbottava: “Sì, va bene, però gli americani...”. Certo, lo riconosce anche Bozzetto che gli americani sono un’altra cosa, ma nel 1968 aver tentato un’operazione simile è stato fantastico e la storia deve rendere merito alla genialità di un autore poco celebrato rispetto ai meriti. Vip mio fratello superuomo viene accolto bene da pubblico e critica, la prima milanese è un successo, ma il film funziona anche nelle sale di provincia. Francia, Germania e Spagna lo doppiano e lo mettono in circolazione, convincendo il pubblico. Bozzetto raggiunge la perfezione stilistica con Allegro non troppo, il suo film di animazione più curato, un limite che gli impedisce di fare altro, perché non è facile fare meglio. Non è lo scopo di Bozzetto la perfezione dei disegni e delle animazioni, lui mette in primo piano l’idea. Il mercato è implacabile, chiede sempre più cartoni all’americana, che non siamo in grado di fare. Bruno Bozzetto resta uno dei più importanti cartoonist europei, noto per Le avventure del signor Rossi - cortometraggi e alcuni lungometraggi - ma anche per un film a soggetto interpretato da attori in carne e ossa: Sotto il ristorante cinese (1986).

Recensione a cura di:


Il film è stato editato in dvd dalle Edizioni San Paolo:

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