venerdì 8 maggio 2015

PLAY MOTEL (1979) di Mario Gariazzo [Roy Garrett] -recensione del film


PLAY MOTEL (1979) di Mario Gariazzo
Mario Gariazzo (Biella, 1930 - Roma, 2002) è un giornalista laureato in lettere e filosofia che debutta nel mondo dello spettacolo prima come impresario di una compagnia di avanspettacolo, quindi come produttore cinematografico. Primo film diretto: Lasciapassare per il morto (1961). Ultimo lavoro: Che meraviglia amici! (1992). Tra questi ricordiamo molti soggetti e sceneggiature, tanto cinema di genere e soprattutto l’invenzione del lacrima movie come genere italiano, perché è suo il soggetto de L’ultima neve di primavera, oltre ad aver diretto lo struggente Il venditore di palloncini. Roberto Poppi giudica La mano spietata della legge (1973) il suo film migliore, ma Gariazzo ha fatto di tutto, persino un capolavoro del trash erotico - fantascientifico come Incontri molto ravvicinati del quarto tipo (1978), ultimato da Gianfranco Baldanello. Pseudonimo preferito: Roy Garret, che usa anche per Play Motel, un thriller argentiano (la mano fasciata dal guanto nero del killer) che paga i debiti d’ispirazione con la poetica di Mario Bava e con i lavori anni Settanta realizzati da Sergio Martino (Lo strano vizio della signora Wardh, 1971, Il tuo vizio è una stanza chiusa…, 1972), ma anche da Lucio Fulci (Una lucertola con la pelle di donna, 1971).
Un giallo all’italiana fuori tempo massimo realizzato con la consueta ricetta di una spruzzata di sesso e un tocco di suspense, molta incertezza sul colpevole fino alla scena finale, ma con ingredienti combinati male, girato a ritmi blandi e basato su una sceneggiatura confusa. Mario Gariazzo in ogni caso gira una delle sue opere più convincenti anche se il film è irrisolto e le scene di nudo (frequenti) non sono ben sintonizzate con la trama né giustificate dal tono della storia. Ray Lovelock e Anna Maria Rizzoli sono i protagonisti (sprecati) del giallo che comincia subito dopo aver lasciato il Play Motel, dove si erano fermati per amoreggiare. La coppia di sposini trova un cadavere nel bagagliaio dell’auto e decide di aiutare la polizia nella ricerca di un misterioso killer. Si tratta del corpo senza vita della moglie del commendator Cortesi (Fisichella), fatta uccidere - lo capiremo soltanto alla fine - proprio dal marito, squallido capo di una gang di ricattatori che per allontanare i sospetti si auto ricattava. Sequenze di nudo che vedono subito protagonista Marina Frajese, ma anche Patrizia Webley e Anna Maria Rizzoli, mai così in forma e così ben fotografata. Le sequenze iniziali immortalano la Frajese vestita da suora ed Enzo Fisichella nei panni di un diavolo mentre si danno sessualmente da fare nella stanza del Play Motel. Una lunga parte vede la Rizzoli immortalata da un fotografo erotomane che prima la fa spogliare, poi la invita ad assumere posizioni eccitanti, infime tenta di violentarla. Un film diventato di culto per il fatto che esiste una versione con inserti hard, alla quale Anna Maria Rizzoli è del tutto estranea. L’attrice ha dichiarato a Nocturno di non aver mai incontrato sul set Patrizia Webley. Il film viene realizzato con doppia destinazione, tant’è vero che la Rizzoli e Lovelock abbandonano il set non appena si rendono conto di quel che sta accadendo. “Il girato viene completato dal produttore, che integra quel che manca con inserti hard”, afferma Roberto Cozzuol nella pagina Facebook dedicata al cinema italiano anni 60 - 90. In tale pagina abbiamo reperito una dichiarazione rilasciata da Ray Lovelock: “Doveva essere un thriller erotico. La trama era ambientata in un Motel in cui venivano ricattati i personaggi in vista che andavano lì a sfogare le loro pulsioni e perversioni. Poi, mentre stavamo girando sapemmo che il produttore stava girando per conto suo delle scene hard aggiuntive. Sinceramente la mia paura era che le incollasse a quelle girate da noi. Gli chiedemmo cosa stesse succedendo e ci disse che erano versioni per altri mercati, come quello svedese, che era più libero. Non gli credemmo e anche il regista lasciò il progetto. Fu un’esperienza spiacevole”. Mario Gariazzo - intervistato da Nocturno - contraddice Lovelock nel punto in dice che il regista avrebbe abbandonato il progetto: “Io avevo diretto un thriller magari un po’ spinto ma non certo pornografico. Credo che la colpa sia del produttore che una volta terminate le riprese ha gonfiato la pellicola con spezzoni interpretati da Marina Frajese”.

Cosa c’è da salvare in Play Motel? La colonna sonora stile country di Ubaldo Continiello, la fotografia di Aldo Greci, alcune sequenze (di pura imitazione, comunque) che vedono il killer con le mani fasciate da guanti neri, le soggettive dell’assassino e alcuni primissimi piani degli occhi. La sequenza di strip con protagonista Anna Maria Rizzoli al massimo del suo splendore non è da disprezzare. Gli attori da salvare sono soltanto Lovelock, la Rizzoli e Steffen (nei panni del commissario), perché Fisichella e Masè non sono al massimo, mentre Frajese e Webley devono soltanto interpretare sequenze erotiche. Vediamo la critica. Paolo Mereghetti (una stella): “Un pastrocchio che mette insieme un assassino in guanti neri alla Dario Argento e una parata di bellezze svestite, con sprezzo della logica narrativa”. Condivisibile il giudizio di Roberto Cozzuol: “L’ennesimo prodottino di genere realizzato alla buona, senza grandi budget, né idee, sperando in un colpo di fortuna al botteghino. Ma il botteghino è una lotteria per la quale Gariazzo non ha mai avuto i biglietti giusti”. Marco Giusti (Stracult): “Divertente porno commedia diretta dal re del trash Mario Gariazzo. In doppia versione, soft e hard”. Non sappiamo dove il critico romano possa aver visto la commedia, forse nel trash involontario (Fisichella vestito da diavolo…), ma tant’è. Aggiungiamo che il motel è il Park Hotel Costanza in Via Cristoforo Colombo, a Roma, usato come set anche ne Il marito in vacanza (1981). Preferiamo il Gariazzo de Il venditore di palloncini, senza dubbio, ma - se vogliamo andare sul trash - anche del mitico Incontri molto ravvicinati del quarto tipo. Se trash dev’essere… che non sia involontario!

Regia: Mario Gariazzo [Roy Garrett]; Soggetto: Mario Gariazzo; Sceneggiatura: Mario Gariazzo; Interpreti: Ray Lovelock (Roberto Vinci), Anna Maria Rizzoli (Patrizia), Antonio De Teffé [Anthony Steffen], Mario Cutini (Rinaldo Cortesi), Enzo Fisichella, Marina Frajese, Marino Masè, Patrizia De Rossi [Patricia Webley], Antonio De Teffé [Anthony Steffen] (Max Liguori), Antonella Antinori, Patricia Ben, Mario Novelli [Anthony Freeman], Vittorio Ripamonti, Bob Balisteri, Bruno Di Luia, Franco Beltramme, Michele Zurlaro, Cesare Di Vito; Fotografia: Aldo Grieci; Musica: Ubaldo; Continiello; Costumi: Roberto Ranucci, Scenografia: Francesco Cuppini; Montaggio: Vincenzo Tomassi
Suono: Goffredo Salvatori; Produzione: Midia Cinematografica; Distribuzione: Alpherat; censura: 73770 del 09-07-1979

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