venerdì 26 settembre 2014

LA MORTADELLA (1971)

Regia/Director: Mario Monicelli
Sceneggiatura/Screenplay: Suso Cecchi D'Amico, Mario Monicelli, Ring jr. Lardner
Interpreti/Actors: Sophia Loren (Maddalena Ciarrapico), Luigi Proietti (Michele Bruni, fidanzato di Maddalena), William Devane (Jack Fenner, giornalista amante di Maddalena), Beeson Carroll (Dominic Perlino), Maria Luisa Sala, Danny De Vito, Tommaso Bianco, Susan Sarandon, Charles Bartlett, Carla Mancini, Claudio Trionfi, Bill Deprato, Hotchinerm Tracy, Daniel Fortus, Irene Signoretti, Jack Aaron, Richard Libertini, Terry Thompson, Alfred Hinckley, Randy Hines, Mary Whelchel, Adam Reed, Dennis Mc Mullen, Mark Dawson, Elsa Raven, Sally De May, Basil Hoffmann, Alex Fisher, Darrell Zwerling, Packy MacFarland, John Gerstad, Kathy Galvin, Tom Lacy, Edward Herrmann, Alan Feinstein, Garnett Smith, Robert Pickering, Donald Billett, Dennis Helfend, Peter Landers, Frank Bara, Roger Ochs, Joel Wolfe, Chris Norris, Frank Hamilton, Dutch Miller, Martin Abrams, Peter De Anda, George Fisher, Charles Guardino, Alex Stevens, Fred J. Scholley, Bob Glaudini, Paul Ambrose, Dick Sabol, William Ostroff, Brian Chapin, Geordie Campbell, Michael Haley, Candy Darling, Dick Ensslen, Thomas Murphy, Jack Dabdoub, Robert Cromwell
Fotografia/Photography: Alfio Contini
Musica/Music: Lucio Dalla, Rosalino Cellammare
Costumi/Costume Design: Albert Wolsky, Enrico Sabbatin
Scene/Scene Design: Mario Garbuglia
Montaggio/Editing: Ruggero Mastroianni
Suono/Sound: Dick Grama
Produzione/Production: Compagnia Cinematografica Champion, Films Concordia, Paris
Distribuzione/Distribution: Dear International
censura: 59392 del 04-12-1971

Il plot nella prima parte è interessante e stimolante, purtroppo poi lo svolgimento vertiginosamente va perdendosi nella retorica della critica "a stelle e strisce", e la mortadella declamata dal titolo diventa un mero raccordo narrativo. Ma la pellicola di Monicelli è innanzitutto impreziosita da una Loren in splendida forma, e da un cast che fa da trampolino di lancio ad attori che di lì a poco sarebbero emersi, come Danny De Vito nei panni di un politico italo americano e una sfuggente Susan Sarandon.
La tecnica di ripresa adottata dal giovanissimo Carlo Vanzina, qui nelle vesti di operatore macchina, è sul dominio dei campi medi, con qualche spontanea concessione di primi piani e particolari, che attraverso i movimenti dello zoom variano la profondità di campo dell'inquadratura. Gli oggetti posti a favore macchina sono sempre fuori fuoco, coprendo spesso il viso dell'attore. Lo stampo narrativo e tecnico è di stampo tipicamente Hollywoodiano, quello che nel linguaggio cinematografico chiamiamo "la tecnica dei 360°". Il richiamo Hollywoodiano è messo a freno dalla tecnica di montaggio, che si basa sull'alternanza, esprimendosi con il salto temporale come concausa di tutti gli eventi caratterizzanti la narrazione. Rappresentativa la colonna sonora, di duplice effetto intradiegetico (dentro la narrazione) ed extradiegetico (fuori la narrazione), con le canzoni di Lucio Dalla e Rosalino Cellamare (in arte Ron) rivisitate dalla stessa Loren, e dall'aroma Country Western di Harry Nilsson. Non di poco conto anche il doppiaggio che si avvale delle voci di Enrico Maria Salerno e Gigi Reder. I personaggi godono di una caratterizzazione molto acuta, finalmente la Loren si scrolla di dosso l'aria da donna frustrata di campagna che da sempre la contraddistingue, facendo da calamita ad un Proietti trasparente che entra ed esce dalla narrazione senza dare nell'occhio, rafforzando il personaggio dell'uomo viscido. La storia è un po' sempre la stessa, la bella donna mediterranea in terra straniera, indecisa sul futuro e contesa dagli uomini. D'altra parte Monicelli ripete la stessa ed identica formula sperimentata ne "La ragazza con la pistola" (1967), solamente che questa volta anziché la spontaneità della Vitti, vi troviamo la rotondità della Loren. Un film sicuramente da vedere, giusto per passare un'ora e quaranta minuti di pura spensieratezza a base di Loren e triacetato di cellulosa.

Recensione a cura di:




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