giovedì 21 agosto 2014

LA GORILLA (1982)


Regia: Romolo Guerrieri (Girolami). 
Soggetto: Francesco Merli. 
Sceneggiatura: Romolo Guerrieri, Francesco Merli, Franco Mercuri. 
Fotografia: Roberto Girometti. 
Montaggio: Enzo Meniconi. 
Musiche: Fabio Frizzi (Nazional Music Edizioni). 
Canzone: Cacamucazzo amore mio (Giorgio Bracardi). 
Durata. 103’. 
Scenografia: Carlo Gentili. 
Costumi: Teresa Ferrone. 
Effetti Speciali: Roberto Arcangeli. 
Operatore alla Macchina: Giovanni Brescini. 
Aiuto Regista: Maurizio Tanfani. 
Direttore di Produzione: Piero Amati. 
Organizzatore Generale: Francesco Merli. 
Produzione: Challenge Film e Television Productions srl. 
Colori: Staco Film. 
Teatri di Posa: De Paolis. 
Genere: Commedia Sexy. 
Interpreti: Lory Del Santo, Tullio Solenghi, Franco Stoppi, Renato Cecchetto, Giorgio Bracardi, Kristina Manusardi, Gianfranco D’Angelo, Elvire Audray, Mireno Scali, Maria Grazia Bon, Tony Morgan, Francesco Meli, Massimo Pittarello, Ugo Fangareggi, Paolo Alunno, Giovanni Bencivenga, Marcello Bonini Olaf, Elio Bonadonna, Gianni Bonadonna, Aldo Dell’Acqua, Barbara Errera, Roberto Gallozzi, Francesco Leitano, Massimo Levi, Roberto Puddu, Luca Rosi, Antonella Sacchetti, Massimo Vanni.

La gorilla è una tarda commedia sexy con risvolti da pochade che vede Lory Del Santo protagonista assoluta, dopo il successo del precedente W la foca! (1982) diretto da Nando Cicero. Il momento d’oro della bella Lory sta per finire, l’ultimo lavoro per il cinema arriva l’anno dopo: F.F.S.S. cioè: … che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?, diretto dal suo mentore Renzo Arbore (1983). Lory Del Santo frequenta il cinema italiano - ma più che altro la televisione (Drive In) - dal 1978 al 1983, per rientrare in tempi recenti, grazie all’Isola dei famosi e ad alcune apparizioni televisive (Don Tonino) e radiofoniche. Nel cinema Lory Del Santo è una meteora più che in televisione, la parte che interpreta è da svampita che irretisce gli uomini con ingenuità sensuale.

La gorilla è scritto da Francesco Merli che per la sceneggiatura collabora con il regista Romolo Guerrieri (Girolami) e Franco Mercuri. Lory Del Santo è la sexy guardia del corpo Ruby, nome che è tutto un programma, ma al tempo non si poteva sapere; Tullio Solenghi è l’ingenuo disegnatore innamorato con l’hobby delle foto erotiche; Giorgio Bracardi ci delizia con i personaggi lanciati da Alto Gradimento, tra il professor Marcellini e il fascista Catenacci; Gianfranco D’Angelo mantiene alto il livello di comicità nei panni del padre di Ruby, titolare dell’agenzia per guardie del corpo; Ugo Fangareggi è un simpatico caratterista che nei panni di un pappone si prende una scarica di sganassoni; Elvire Audray è una sexy francesina scomparsa a quarant’anni che interpreta la vicina di casa di Solenghi, porca quanto basta, con il compito di far ingelosire Ruby e di contribuire ai meccanismi della pochade. Lory Del Santo mostra le sue grazie in un ironico piano sequenza iniziale mentre scende dalla scalinata dell’Eur, persino i preti si voltano a guardarla, ma anche nel sexy allenamento in palestra con pose a novanta gradi che espongono i glutei all’occhio indiscreto della macchina da presa. Lory è il piatto forte di una modesta commedia che si salva per merito delle gag di Solenghi, D’Angelo e Bracardi, abbastanza all’altezza della situazione. Il più originale tra i comici è Bracardi, anche se i suoi personaggi - grotteschi, trasgressivi, surreali e sopra le righe - rendono molto di più in radio e televisione che nel contesto di una sceneggiatura cinematografica.
In breve la trama. L’agenzia Securitas, diretta da un tipo strano che sembra un venditore di fumo (D’Angelo), procura ai potenti della finanza “donne - gorilla” come guardie del corpo. Ruby (Del Santo) è la figlia del capo, bella e sensuale ma con doti atletiche da gorilla, che alla fine s’innamora di un disegnatore con l’hobby della fotografia erotica (Solenghi). Il lato dolce e romantico della gorilla emerge quando conosce l’amore, insieme a tutta la sua gelosia che la porta a lottare per conquistare il suo uomo.
Paolo Mereghetti (una stella) distrugge il film: “Ultimi rantoli della commedia sexy: Guerrieri svogliato filma con identica sciatteria i siparietti comici e i nudi di prammatica (si spoglia anche la Stoppi); e per rimediare all’insipienza della Del Santo, lascia campo libero ai comprimari: Bracardi in un doppio ruolo rifà le solite macchiette radiofoniche e canta l’ineffabile Cacamucazzo amore mio. Assurde le apparizioni di Scali, sosia di Benigni”. Morandini: “Un insulso pasticcetto comico in salsa Del Santo”. Farinotti rincara: “Storie di ordinario cattivo gusto che ruotano attorno all’agenzia Securitas e alla gorilla Ruby…”. Il film non piace neppure a Marco Giusti (Stracult) che lo salva per le trovate dei comprimari. Antonio Tentori assolve: “Guerrieri lo dirige imprimendogli il ritmo e lo stile dei fumetti, così può funzionare almeno in parte”.
Il film è scadente, rappresenta bene il periodo di decadenza del genere, soprattutto per la mancanza di idee e per la presenza di tristi personaggi come Mireno Scali (il sosia di Benigni) che non avrebbero mai dovuto lavorare. Lory Del Santo fa sfoggio del suo corpo e di una finta esperienza in arti marziali, lavora con Gianfranco D’Angelo e s’innamora di Solenghi, ma la pellicola naufraga miseramente. La frase di lancio di un film tra i meno visti del periodo è terribilmente stupida: “Come guardia del corpo… usate un bel corpo!!! Buona come battuta,… ma ancora più bona è lei, la Marylin fata in casa!”. Il lancio del film gioca tutte le sue possibilità sulle similitudini Del Santo - Monroe e sulla finta ingenuità costruita dell’attrice. Il personaggio è quello, a Lory Del Santo non resta che sfruttarlo. Ricordiamo La gorilla per qualche trovata di comicità slapstick, alcune sequenze stile cartone animato, diverse citazioni del cinema muto a base di torte in faccia e un po’ di comicità grottesca esibita da Bracardi. Niente più. Il resto è abbastanza inutile e lontano mille miglia dall’originalità di un lavoro divertente come W la foca!.
Romolo Guerrieri - come insegna Roberto Poppi nell’indispensabile I Registi (Gremese) - è in realtà Romolo Girolami (Roma, 1931), fratello di Marino Girolami, zio di Enio Girolami e di Enzo G. Castellari. Esordisce come collaboratore di Marino, ma firma il primo film soltanto nel 1966, come Rod Gilbert (Sette magnifiche pistole). Tra i suoi lavori si ricordano alcuni gialli interessanti (Il dolce corpo di Deborah, Un detective) e un bel film su Salvo D’Acquisto. Lavora per il piccolo schermo, per programmi culturali e fiction (A tutte le volanti, Due vite un destino…). La gorilla - questo è certo - non è il film per cui sarà ricordato.


Recensione a cura di:

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