lunedì 4 agosto 2014

HARD SENSATIONS (1980)

Regia/Director: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato]
Soggetto/Subject: Aristide Massaccesi
Sceneggiatura/Screenplay: Aristide Massaccesi, Tito Carpi
Interpreti/Actors: Anny Goren, Manlio Cersosimo [Mark Shanon], Dirce Funari, Luigi Montefiori [George Eastman]
Fotografia/Photography: Aristide Massaccesi
Musica/Music: Pino Donaggio [Doniniak]
Montaggio/Editing: Vanio Amici
Produzione/Production: Kristal Film
Distribuzione/Distribution: Fida Distribuzione
censura: 75888 del 16-12-1980

Tre belle ragazze figlie di importanti uomini d'affari sono accompagnate in vacanza per due settimane dalla loro istitutrice in una selvaggia isola dei caraibi. Libertine nonostante la dura educazione ricevuta dai genitori, sono desiderose di divertirsi, ma devono far presto i conti con la noia di un luogo che offre solo mare, sole e una natura incantevole; nessuna discoteca e nessun bel ragazzo con cui avere qualche scappatella. Sull'isola c'è il relitto di un'imbarcazione, presagio negativo. E infatti appartiene a tre naufraghi, tre galeotti fuggiti in fuga dalla prigione, che presto irrompono nella villa delle quattro donne, mandando in subbuglio il quieto soggiorno. Uno è omosessuale, codardo ma cattivo, un altro abbastanza calmo e riflessivo, mentre l'ultimo violento e affamato delle grazie delle ragazze. Il contatto radio con la terraferma è perduto, i fuggitivi non sanno come abbandonare indisturbati l'isola, e le ragazze, terrorizzate, sono preda delle loro angherie.

Uno dei tanti film che Joe D'Amato girò sfruttando la sua permanenza da regista nella Repubblica Dominicana tra la fine degli anni 70 e i primi 80; film quasi tutti tra l'horror, l'erotico, il porno e l'avventura, e qualcuno summa di tutti questi generi insieme. Difficile stabilire quale fu girato prima e quale dopo, considerato l'impiego di stesse location e stessi attori, rimontaggi vari, doppie versioni e utilizzo di stesse sequenze per più film. Quel che è certo è che fu un periodo sicuramente affascinante che valse al regista romano una lunga e bella vacanza cinematografica.. Oltre al fedele Luigi Montefiori altri "must" del filone, tutti qui presenti nel cast, sono rappresentati da Mark Shannon, pseudonimo di Manlio Cersosimo, attore che sviluppò la propria carriera interamente nel genere hard, Dirce Funari e Annj Goren, attrici di uguale derivazione, e Lucia Ramirez, qui stranamente non accreditata nonostante figura portante della storia; bellissima dominicana la cui carriera nacque e morì col filone esotico di D'Amato, e di cui successivamente se ne persero le tracce per sempre. La trama è piuttosto esile, con pochissima azione e altrettanta poca violenza, e pretesto per mostrare scene hard peraltro neanche troppo curate ma tirate via. Tra i cinque personaggi maschili l'unico votato al porno è Cersosimo, che, dalla sua sua comparsa per tutto il resto del film, vaga tra le protagoniste col membro all'aria, beneficiando di rapporti orali neanche troppo conviventi, né da parte sua né da parte delle attrici, per giunta tagliati prima del loro culmine. Film come questi venivano scritti in pochi giorni, se non in poche ore, e girati in altrettanto tempo, quasi sempre nella stessa spiaggia dalle lunghe palme protese sul mare. Le sequenze e il relativo montaggio ne sono la dimostrazione: lunghe scene, sviluppate in pianisequenza con zoom avanti e indietro, pochi primi piani e nessun artificioso gioco di inquadrature accattivanti tipico del cinema di genere italiano. Un film che comunque si vede per cultura, per esplorare l'avventura esotica di D'Amato, raccontata più volte in diversi volumi e interviste; un film che chi guarda è consapevole di cosa ha davanti e non ha particolari pretese.

Recensione a cura di:



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