venerdì 8 agosto 2014

EROI ALL'INFERNO (1974)

Regia/Director: Aristide Massaccesi [Michael Wotruba]
Soggetto/Subject: Aristide Massaccesi [Michael Wotruba]
Sceneggiatura/Screenplay: Aristide Massaccesi [Michael Wotruba]
Interpreti/Actors: Lars Bloch, Ettore Manni (Bakara), Klaus Kinski, George Manes, Carlos Ewing, Rosemarie Lindt, Luciano Rossi [Lou Kamante], Luis Joyce, Christopher Oakes, Stan Simon, Dick Foster, Edmondo Tieghi, Luigi Antonio Guerra
Fotografia/Photography: Aristide Massaccesi [Michael Wotruba]
Musica/Music: Vassili Kojucharov
Costumi/Costume Design: Carlo Gentili
Scene/Scene Design: Carlo Gentili
Montaggio/Editing: Piera Bruni, Gianfranco Simoncelli
Suono/Sound: Luigi Salvi
Produzione/Production: Produzioni Associate
censura: 64496 del 07-05-1974

Francia, 1944. Un gruppo di prigionieri americani in un campo di concentramento tedesco riesce a fuggire fingendosi contagiati dalla peste. Durante il trasferimento dal campo a un lazzaretto scoprono che in realtà i soldati hanno l'ordine di ucciderli. Fatti fuori i tedeschi alla guida del blindato, fuggono per le campagne e si uniscono a un gruppo di partigiani che offre loro rifugio presso un casolare. I nazisti riescono a scovarli, ma ancora una volta i nostri riescono a respingerli grazie a un violento conflitto a fuoco. La fattoria in mano ai partigiani è ormai compromessa, i tedeschi torneranno con i rinforzi, così, per sdebitarsi dell'accoglienza e del disagio provocato, gli americani si offrono volontari per una pericolosa missione che da tempo ha da farsi: penetrare in un covo nazista ed entrare in possesso di importanti documenti dei piani d'attacco del nemico.

Aristide Massaccesi, uomo che del cinema sapeva fare ogni mestiere, in una delle sue prime già prolifiche regie, scrive, fotografa e dirige un tardo film bellico con una storia che seppur esile dà spazio all'avventura e all'azione e dà modo al regista di muovere abbastanza agilmente la cinepresa. Il gruppetto di prigionieri americani passa da una situazione all'altra come una barca in balìa della tempesta, nel pericoloso e incerto clima che è la guerra, dove tutto è rischio e fatalità. La sequenza dei titoli di testa si apre classicamente con immagini di video di repertorio bellico in bianco e nero. Il film inizia con l'arrivo dei prigionieri nel campo di prigionia, e tutta questa prima lunga parte è ambientata nella cella, in cui addirittura si assiste a un medico alcolizzato che compie l'intervento chirurgico d'estrazione di un proiettile; e Massaccesi ne approfitta per giocare con la claustrofobia della stanza inquadrando i personaggi da ogni angolazione possibile. Durante il sonno un soldato ricorda le imprese di guerra, e il sogno è rappresentato da una lunga sequenza in bianco e nero in cui scene girate appositamente con l'attore sono montate insieme a reali filmati dell'epoca in un buon montaggio di un rocambolesco bombardamento aereo. Dopo la fuga il regista racconta la storia come meglio può, con una certa agilità di regia ma con budget e location piuttosto povere. All'interno dell'inespugnabile fortezza compare Klaus Kinski, generale nazista amante dei bei quadri, glaciale come sempre. Da notare come anche nel campo di prigionia, il comandante nazista, interpretato dal caratterista Luciano Rossi, mentre la guerra è in fermento, è descritto come un calmo e meticoloso appassionato di modellismo. Dopo l'ultima sparatoria conclusiva si arriva al termine con un finale aperto. Il film si chiude ma l'avventura continua nell'ignoto oltre i titoli di coda. Forse una maggior dose di violenza e crudeltà avrebbe reso il film più avvincente. EROI ALL'INFERNO rappresenta l'unica incursione di D'Amato nei film bellici italiani. Molto presto sarebbe iniziata la sua avventura in giro per il mondo con la serie di Emanuelle, e successivamente con i porno-horror dominicani.

Recensione a cura di:



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