venerdì 16 maggio 2014

LONTANO DALLA LUCE (2010)


REGIA Federico Lagna
SCENEGGIATURA Federico Lagna, Joe Vignola
SOGGETTO Federico Lagna
PRODUZ ESEC Federico Lagna, Mariachiara Squassino {13 XII 1980 – Asti, Piemonte, Italia}
CO-PRODUZIONE Gianluca Curti {20 X 1963 – Roma, Lazio, Italia}, Federico Lagna, Mariachiara Squassino
MUSICHE Mauro Fede
DIREZIONE FOTO Francesco Collinelli
MONTAGGIO Federico Lagna
SCENOGRAFIE Cecilia Ropolo
CAST: Davide Allegretti (Marco bambino) ◘ Davide Borsello (Ferro) ◘ Giulia Brenna (Irene) ◘ Diego Casale {29 V 1971 – Torino, Piemonte, Italia} (Serpe) ◘ Francesco Cieri (Cantante dei Demonhead) ◘ Oliviero Corbetta {25 VII 1952 – Torino, Piemonte, Italia} (Professor Dogliani) ◘ Dil Gabriele Dell’Allera (Marco) ◘ Elisa Lombardo (Nicole) ◘ Linda Messerklinger (Sabrina) ◘ Beatrice Pasta (Nicole bambina) ◘ Omar Ramero (Sergio) ◘ Fabio Rossini {29 XII 1967 – Torino, Piemonte, Italia} (Medium)
(TITOLO DI LAVORAZIONE) Il demone dentro
INTERNAZIONALE: Demon’s Twilight
© 31 Marzo 2010
Colore
1h27m
[ Minerva Pictures / Epica Film ]


Marco intende portare come tesi di laurea un documentario sulla possessione demoniaca, screditandone gli aspetti fantastico-spirituali a vantaggio di quelli medico-scientifici e si rivolge quindi a un gruppo di amici coetanei – un operatore, ex musicista; la sua ragazza “goth”; e uno studente di psicologia con la sua fidanzata infermiera – per dare il là al progetto.
Il giovane dimostra però subito un interesse morboso, che contrasta con l’assunto della sua ricerca, e che trova nell’oggetto dell’esperimento di possessione – l’inquietante Nicole dal passato gravemente turbato e, anche, sua ex-compagna di sua scuola – il fulcro di ogni sua attenzione. Allontanatisi da tutti gli altri, i due sprofonderanno in universo di follia fino alla – francamente telefonata – sorpresa finale. Per essere un film a carattere regionale, offre almeno due elementi di valore: un cast che s’impegna e crede nel progetto – qualcuno anche bravo davvero – e un’idea che, per quanto derivativa, offre grandi opportunità di sviluppo. Purtroppo la coppia Lagna/Vignola opta per una visione senza sussulti – e la regia di Lagna, seppur corretta, si appiattisce a un livello blandamente televisivo – disperdendosi in una serie di percorsi che alla fine non approdano a nulla, quasi evitando volontariamente sequenze emotivamente forti (con un unico momento efficace: quello del “vestito del diavolo”), buttando dentro personaggi grotteschi quanto inutili (il medium, i musicisti, la madre di Nicole) e senza sfruttare appieno una “location” (ancorché valga la pena menzionare il cimitero innevato dove Marco incontra Nicole) ad hoc come può esserlo Torino, città magica per eccellenza. Il ritmo lento e queste continue elisioni dei momenti di tensione portano a un film deludente, che si sarebbe voluto un minimo più audace, anche solo nelle atmosfere – prendendo a esempio il cinema di un Lorenzo Bianchini, capace di creare tensione dal nulla, se non proprio dalla volontaria mancata rappresentazione – e che, frustrando il senso stesso del suo genere di appartenenza – l’horror, appunto – lascia lo spettatore annoiato e anche parzialmente avvilito. Per Federico Lagna, che si divide tra montaggio e regia di lungometraggi e cortometraggi indipendenti, è una buona occasione sprecata, che lascia comunque qualche speranza per il futuro.

Recensione a cura di:
Alessandro M. Colombo (c)
© 10 Maggio 2014


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