martedì 22 aprile 2014

LE NOTTI EROTICHE DEI MORTI VIVENTI (1980)


regia: Joe D’Amato (Aristide Massaccesi)
cast: Laura Gemser (Laurette Marcia Gemser), George Eastman (Luigi Montefiori), Mark Shanon (Manlio Cersosimo), Dirce Funari (Patrizia Funari), Lucia Ramirez
soggetto e sceneggiatura: Tom Salina (Tito Carpi)
musiche: Pluto Kennedy (Marcello Giombini)
fotografia: ancora Massaccesi stavolta col nome vero
montaggio: Ornella Micheli
scenografia: Ennio Michettoni
costumi: Mario Paladini 
effetti speciali: Massimo Camiletti (o Camilletti) e Maria Grazia Mazzolini
durata: 110′ (versione hard) o 104′ (versione soft)
anno: 1980
nazione: Italia
aspetto schermo: 1.85:1
produzione: Oscar Santaniello e Massimo Alberini per Cine International (Roma)
distribuzione cinematografica: Stefano Film (Roma)

Il film inizia in un manicomio (pardon… ospedale psichiatrico) dove vediamo una giovane infermiera raggiungere nei sotterranei un uomo con cui ha un incontro sessuale assai ’movimentato’. Fine dei titoli di testa. Da qui in poi assistiamo alle vicende di tre personaggi e di un’isola ‘maledetta’. Il primo si chiama Jerry O’Hara (Eastman), fa il marinaio e per mangiare scorrazza per le bellezze di Santo Domingo gli americani danarosi con il suo yatch (vinto a carte, peraltro) .
Il secondo si chiama John Wilson (Shanon), fa l’architetto e arriva a Santo Domingo per concludere l’acquisto, per conto dell’azienda edile per cui lavora, di un’isola li vicina denominata ‘del gatto’. Il terzo (anzi, la terza) è una bellissima indigena di nome Luna (Gemser) che con il suo anziano zio è l’unica abitante della succitata isola (altrimenti diventata un’enorme cimitero, con tanto di croci). Succede che il secondo (che arriva accompagnato da una giovane di nome Fiona [Funari] con compiti non meglio specificati), assume il primo proprio per portarlo sull’isola per un primo sopralluogo in vista della costruzione di un villaggio vacanze di lusso. E lei ad insistere che è meglio di no, e lui ad insistere a forza di mazzette di dollari che alla fine gli zombi escono fuori e fanno un bel massacro (comprese delle persone residenti su una vicina isola: qui non si capisce come possoo esserci arrivati ma va da se). Unici superstiti il marinaio e la ‘segretaria’ che presi dalla… follia, si accoppiano selvaggiamente sulla spiaggia (la scena è soft). Torniamo nel manicomio e a questo punto capiamo che i due han dato di matto del tutto. Dunque, almeno credo, anche la giovane in realtà non è una vera infermiera, ma un’ospite dell’istituto che, in qualche maniera, è riuscita a rubare una divisa. Comunque alla fine arrivano gli inservienti che li dividono e portano via anche un terzo che aveva seguito la ragazza per masturbarsi (ma non vediamo niente) spiando la copula dei due. Il film termina sul bel faccione di Eastman/Montefiori che si fa l’ennesima grassa risata.

Cominciato col titolo de LA REGINA DEGLI ZOMBI (sulla scia del successo dello Zombi fulciano), doveva essere un film horror a tutti gli effetti, ma, forse per mancanza di idee, venne trasformato nel primo film porno con zombi (o film con zombi e scene hard) della ‘storia’ del cinema. Che non ci sia una sceneggiatura degna di questo nome (il film sembra letteralmente improvvisato scena per scena) lo si capisce dai continui intermezzi erotici (non sempre hard) presenti. All' ennesima vista della gnocca di qualcuna se ne ha abbastanza. La Gemser, che sembra capitata li per caso, si vede solo dal 30° minuto e neanche per molto successivamente. I veri protagonisti sono i due uomini quasi sempre in scena. Al terzetto femminile succitato bisogna aggiungere tale Lucia Ramirez ‘attrice’ (non risulta abbia fatto altro né prima, né dopo) presente in quasi tutti gli hard caraibici massaccesiani. Ma non è lei che si esibisce nel numero dello stappo della bottiglia di champagne con la sua vulva, come credevo, bensi una ragazza non accreditata. Ma, parliamoci chiaro, film simili tutto sono tranne che eccitanti: le donne poi, Gemser a parte, non sono poi così attraenti: e, lo dico con tutto il rispetto per tutte loro, hanno un non so che di ‘puttanesco’ che le rende sgradevoli. Mentre la scena di cui sopra, che si svolge in un night sotto gli occhi di un perplesso Montefiori, è la morte dell’erotismo: si vede questa tizia che più che simbolo del sesso sembra una casalinga più che disperata con indosso un vestitino da bancarella. Va sul palco e comincia a dondolarsi (dovrebbe ballare ma ne è totalmente incapace). Si spera almeno in uno spogliarello, ma che! In un attimo è totalmente nuda; poi comincia col suo repertorio. Tristissimo. In fondo chi ci crede di più sembra essere il simpatico Shanon/Cersosimo. Arrivato a 40 anni, dopo una gavetta di venti approdata a nulla, si vide arrivare la proposta da parte di Massaccesi per una serie di hard da girare a Santo Domingo facendolo diventare il primo porno ‘divo’ italiano. Alto, biondo, non bellissimo ma atletico. Molto mascolino ma non particolarmente dotato (oltre che di un paio di baffoni e di un’incredibile pettinatura fonatissima), viene comunque ricordato dalle sue partner per la gentilezza e lo charme con cui si approcciava loro. Torniamo al film: due le cose che rimangono a mente:
1) La periferia della cittadina è squallida più di Ladispoli o Fiumicino paese
2) E’ palese che l’ ‘isola incontaminata’ su cui dovrebbero stare, è (anche negli altri film) sempre lo stesso pezzo di spiaggia , segno che di incontaminato li c’è rimasto assai poco.

Tra le perle di sceneggiatura, un dolcissimo gattino – indovinate un po’? – nero nel ruolo dello spirito della morte che precede l’arrivo degli zombi e questi ultimi che escono dal terreno palesemente sepolti sotto non più di 30 cm di sabbia (i trucchi, invece, non sono male sopratutto se pensiamo quanto e cosa possono aver avuto a disposizione i due creatori). Il film viene anche ricordato (???) per la sequenza in cui Luna/Gemser stacca con un solo morso (!!!) l’uccello (moscio) a Wilson/Shanon/Cersosimo. Nulla di che: non vediamo altro che l’attrice con tra i denti un pezzo di carne ‘truccato’ da pene.. Interessante invece notare come fosse già la seconda volta a cui Shanon capitava di essere evirato in un film massaccesiano (anche se in SESSO NERO se lo tagliava da se…). Ultima cosa, lo stesso regista affermò che in una sequenza si vedeva 'uno zombi che s'inchiappettava una'. Ma gli attori truccati da zombi - con indosso stoffe arancio degne di miglior causa - non sono in alcun modo coinvolti in scene di sesso. Soft o hard che sia.

Recensione a cura di:


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