domenica 27 aprile 2014

LAURE (1976) di Ettore Piazzoli e Louis Jacques Rollet - recensione del film

La pubblicità lo vendeva come il primo film diretto dalla vera creatrice della saga di EMMANUELLE. Ma, poi, si venne a sapere che i due romanzi (l’omonimo e il successivo L’ANTIVERGINE) vennero scritti dal marito della donna (all’epoca della prima uscita, 1965, già ultratrentenne essendo nata nel 1932: altro che diciannovenne come volevano far credere), il diplomatico Jacques Arsan.
Comunque sia è l’unico film al mondo in cui la Arsan funge da ‘marchio di garanzia’. Che di suo cercano di spacciarla come un mezzo clone della divina Laura Gemser (la Emanuelle nera il cui enorme successo deve aver dato il via alla produzione di questo film), ma invece è solo una specie di Yoko Ono. La Laure del film è Annie Belle: un figone con capelli cortissimi ossigenati che non finisce più. Sempre nuda, pure in mezzo la strada. Non conosce la vergogna, tanto meno il pudore e non sa cosa sia la gelosia. Tanto che tutti quelli che le stanno intorno (tra cui l’allora fidanzato Conti: un gran bel ragazzo atletico e sensuale [a pensarci bene pure troppo per gli standard dell'epoca] ma anche molto mascolino nonostante il capello fonato, che veniva chiamato affettuosamente ”er sercio” – il sasso - per la totale incapacità di recitare) finiscono per fare da comparse o poco più.
Compresa la stessa Arsan che, di suo, non appare molto. La storia in due parole. Questi due giovani la Laure del titolo e Steve (Cliver/Conti) si incontrano casualmente in quel di Manila. Lui è un documentarista (che, per la verità, sembra riprendere delle cose a caso), lei lavora alla L.I.P.S. che un vero centro studi e ricerche di cui mi sfugge il significato dell’acronimo. Si incontrano con un amico della ragazza, il professor Gualtier (Guerrini, mai coinvolto in scene erotiche) che si porta dietro altre due donne (una è la Arsan). Non avendo accredito in sala, sono lì per una conferenza, vengono messe sotto il lungo tavolo dove trovano posto gli esperti invitati. Proprio all’altezza di Laure. Le due, lesbiche, ci mettono poco ad eccitarsi tanto che una delle due (non la Arsan) le comincia a leccarla lì (la ragazza non porta mai mutande) in un scena che anche se non esplicita è decisamente spinta. Ha un bell’orgasmone di fronte una cinquantina di persone (però noi vediamo solo il primo piano di lei) all’uscita, tuttavia non prova il benché minimo imbarazzo. Da lì in poi ogni scusa è buona per scopare con qualcuno. Tanto che dopo un po’ viene a noia visto che il film una vera e propria trama non ce l’ha. Molto spinto, questo l’ho detto, anche se le scene sono tutte molto plastiche. Ben girato, però. Il film sui titoli di testa (un solo cartello) riporta che il film è di ‘Anonimo’, appunto. Nessuno ha mai creduto che potesse dirigerlo la Arsan, così come il marito. Non s’è mai fatta luce del tutto ma la ‘paternità’ si può tranquillamente accreditare al produttore Ovidio G. Assonitis. Girato per gli esterni a Manila, alcune sequenze vennero completate a villa Pamphili a Roma perché nel frattempo s’era scatenata una rivolta costringendo tutta la troupe a scappare. Il film ora ha un bel culto, negli USA è conosciuto come FOREVER EMMANUELLE, ma allora andò meno bene del previsto cassando la possibilità di dargli un seguito. La versione vista da me è in inglese. La lingua usata è effettivamente quella ma sospetto che sia la Belle che, sopratutto, Conti siano stati comunque doppiati (come lo sono anche in italiano).

Regia: Anonimo (in realtà Ettore Piazzoli che è subentrato a Louis Jacques Rollet. Probabile contributo anche del produttore Ovidio G. Assonitis); Soggetto: opera; Sceneggiatura: Emmanuelle Arsan; Interpreti: Annie Belle (Laure), Emmanuelle Arsan (Myrte, etnologa tailandese), Pier Luigi Conti [Al Cliver] (Nicola), Orso Maria Guerrini (prof. Gualtier Morgan), Michèle Starck (Nathalie, moglie di Gulatier), Eddye Joaquin (Arawa), Maria Victoria Abad Cruz (Tieo), Andrew Douglas (Desmond), Pierre Haudebourg ("Dolly", un travestito), Jean Salvan (Hugo Lance), Lloyd Nelson (Erling Olsen), Homer Adams (Steve), Bernardo Bernardo (Artemio), Bobby Jensen (Marcello), Vicky Asprin (Ingrid), Lita Vasquez (Milagros), Marcella Egidi (Marcella), Lorraine Kriegel (Helen Olsen, madre di Laure), Marianne Afchain (Marianne), Mario Lenzi (Mario), Eugene Wilcom (Eugene), Oliver Ezeadum (Oliver), Pipping (Pepito), Anna Maria Nicolas (ragazzina dall'antiquario), Zenaida Ejansantos (presunta Oreo), Antonio (Joachin, cameriere), Carmelo Dueno (Mara nella foresta);Fotografia: Roberto D'Ettorre Piazzoli; Musica: Franco Micalizzi;Costumi: Jacques Fonteray, Jacques Fonteray; Scene: Aurelio Crugnola;Montaggio: Angelo Curi; Suono: Goffredo Salvatori, Antonio Forrest; Produzione: A-Erre Cinematografica, Production Fox-Europa, Paris; Distribuzione: Euro International Films; censura: 67662 del 28-01-1976; durata 95′;aspetto; schermo 1.85:1


Recensione a cura di:


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