sabato 19 aprile 2014

IL DELITTO DEL DIAVOLO - LE REGINE (1970)


Regia/Director: Tonino Cervi
Soggetto/Subject: Tonino Cervi, Benedetto Benedetti
Sceneggiatura/Screenplay: Antonio Troisio, Raoul Katz, Tonino Cervi
Interpreti/Actors: Haydée Politoff (Samantha), Silvia Monti (Liv), Ida Galli [Evelyn Stewart] (Bibiana), Ray Lovelock (David), Gianni Santuccio (uomo/diavolo), Guido Alberti
Fotografia/Photography: Sergio D'Offizi
Musica/Music: Angelo Francesco Lavagnino
Montaggio/Editing: Mario Morra
Produzione/Production: Flavia Cinematografica, Carlton Film Export, Neuilly-sur-Seine, Labrador Films, Paris
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 58202 del 14-11-1970

Tonino Cervi, Figlio degli attori Gino Cervi e Ninì Gordini, nipote del critico teatrale Antonio Cervi, ha sempre avuto nel sangue la cultura cinematografica e durante la sua carriera ha sempre spaziato tra il lavoro di regista e quello di produttore di svariati film. Lo ricordiamo soprattutto per aver prodotto film come “Boccaccio ‘70”, film a episodi diretto da grandissimi registi del cinema italiano quali Monicelli, Fellini, Visconti e De Sica; La Commare Seccadi Bertolucci,  La Lunga Notte del '43 di Vancini, “Deserto Rosso” di Antonioni, ed “Il Momento della Verità” di Rosi. Come regista, pur non raggiungendo le vette raggiunte da produttore, Cervi svolse un buon lavoro, dedicandosi a commedie dalla mano leggera ma non prive di riflessioni sulla società.
Dopo l’esordio registico del 1968 con “Oggi a me Domani a te” , western folkloristico sceneggiato con il giovane Dario Argento ed interpretato da un Bud Spencer prima dei fasti di “Lo Chiamavano Trinità”, Tonino Cervi si dedica a “Il Delitto del Diavolo” una sorta di favola nera, della quale firma anche soggetto e sceneggiatura, con elementi critici verso la società dell’epoca, in particolare verso la borghesia capitalista che uccide la libertà personale di ogni individuo, uniformandolo e tarpandogli le ali. Parliamo di favola nera perché  Cervi infarcisce il film di simbologie  e metafore, utilizzando come protagonisti diavoli e streghe che si servono delle rassicuranti e (molto) seducenti sembianze umane per raggiungere il loro sordido scopo.
David (Ray Lovelock), biondo capellone hyppie, gira di notte con la sua moto senza una precisa destinazione, ad un certo punto nota una macchina di lusso accostata al ciglio di una strada isolata ed un uomo di mezza età che chiede aiuto (Gianni Santuccio). David non ci pensa due volte, scende dalla moto per prestare soccorso all’uomo che rivela di aver bucato una gomma ma di non sapere come fare a cambiarla. Durante la riparazione della gomma il distinto signore chiede informazioni a David sulla sua vita, su cosa faccia e sul perché lo faccia, criticando l’ideologia rivoluzionaria dei giovani come lui, rea di contestare tutto senza proporre nulla. Il giovane non raccoglie le provocazioni e continua a riparare la gomma, non accorgendosi che l’uomo gli buca la ruota della moto con un chiodo. Dopo aver finito la riparazione i due si salutano, l’uomo riparte e David si accorge del danno che l’uomo gli ha causato. Furibondo, David ripara in fretta la gomma e riesce ad avvicinare la macchina dell’uomo costeggiandola e chiedendogli spiegazioni, l’uomo non sente bene e per fatalità sbatte su un albero sul ciglio della strada morendo sul colpo. David tenta subito di allontanarsi dalla macchina continuando per la sua strada, ma quando intravede in lontananza una volante della polizia decide di non proseguire dritto, ma di tagliare per una via in cui l’indicazione dice “lago d’estate”. Arrivato sul posto David, trova un posto isolato, pieno di verde ed una legnaia di una grande casa con la porta aperta. Essendo notte fonda, David decide di fermarsi a dormire nel casolare, su un letto di fortuna. L’indomani viene svegliato da una ragazza di nome Liv (Haydée Politoff) che gli intima di andarsene al più presto prima che “loro” arrivino, David va per andarsene ma viene fermato da due bellissime donne: Samantha (Silvia Monti) e Bibiana (Ida Galli a.k.a Evelyn Stewart) che lo invitano a colazione. Il soggiorno di David, da momentaneo si trasformerà in prolungato, durante il quale le tre donne cercheranno (e riusciranno) in tutti i modi di sedurlo, fino a quando …
“Il Delitto del Diavolo” è un titolo particolare, sicuramente non per tutti, la forte presenza di elementi psichedelici e le lunghe(issime) sequenze in cui il protagonista ha a che fare di volta in volta con una delle tre fanciulle metterà a dura prova la vostra resistenza. A livello attoriale siamo su un buon livello e il cast seppur formato da pochi nomi, viene impreziosito dalla bellezza delle tre prime donne :  Politoff – Stewart – Monti che svolgono bene il loro ruolo di induzione al peccato e alla corruzione un’anima pura. Buona la prova anche di un giovanissimo Ray Lovelock (all’epoca ventenne), che scrive e canta anche due brani della colonna sonora ( “We Love You Underground” e “Swimming”) firmata da Francesco Lavagnino. La prova più convincente è sicuramente quella del grande Gianni Santuccio che, col suo carisma innato, si fa perdonare i pochi minuti che lo vedono protagonista. Bella anche la fotografia suggestiva di Sergio D’Offizi.
In conclusione non si può certo dire che “Il Delitto del Diavolo” sia un must have per appassionati di b-movies, la noia si farà sentire dopo poco tempo e la sola presenza di tre belle donne, o qualche suggestiva sequenza, non ne possono giustificare la visione. Se volete proprio un film “contestatore” ben fatto davvero guardate “La Corta Notte Delle Bambole di Vetro” di Aldo Lado o “ Hanno Cambiato Faccia” di Corrado Farina, entrambi del 1971, ne rimarrete sicuramente più entusiasti.

Curiosità:
La ballata “We Love you Underground” scritta e cantata da Ray Lovelock fu ideata quando lo stesso Lovelock si recò a Londra per la prima volta nel 1968, rimanendo sbalordito dalla metropolitana londinese che egli definì letteralmente “una giostra”. A Roma la metropolitana entrò in servizio solo nel 1980, a causa dei frequenti ritrovamenti archeologici durante i lavori.

Frasi e Dialoghi da Ricordare:
David: - “ Se io sono fedele a una donna vuol dire che sono infedele a tutte le altre, e dimmi: che male mi hanno fatto le altre perché  io debba essergli infedele se neppure le conosco?”


Recensione a cura di:



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