sabato 5 aprile 2014

GIUDITTA E OLOFERNE (1959)


Regia/Director: Fernando Cerchio
Soggetto/Subject: Fernando Cerchio, Damiano Damiani, Gian Paolo Callegari, Guido Malatesta, opera
Sceneggiatura/Screenplay: Fernando Cerchio, Damiano Damiani, Gian Paolo Callegari, Guido Malatesta
Interpreti/Actors: Massimo Girotti (Oloferne), Isabelle Corey (Giuditta), Renato Baldini (Arbar), Lucia Banti (serva), Daniela Rocca (Naomi), Gianni Rizzo (Ozia), Camillo Pilotto (Belial), Luigi Tosi (Iras), Leonardo Botta (Gabriele), Ricardo Valle (Isacco), Enzo Doria (Daniele), Franco Balducci (Galaad), Gabriele Antonini, Luciano Ciccarone, Fedele Gentile, Enzo Fiermonte, Alberto Archetti, Diego Pozzetto, Marion Chéry, Yvette Masson (Rispa)
Fotografia/Photography: Pier Ludovico Pavoni
Musica/Music: Carlo Savina
Costumi/Costume Design: Marisa Crimi
Scene/Scene Design: Giorgio Scalco
Montaggio/Editing: Gian Maria Messeri
Suono/Sound: Oscar De Arcangelis, Raffaele Del Monte
Produzione/Production: Vic Film, Faro Film, Explorer Film '58, C.F.P.C., Paris
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 28721 del 23-02-1959
Altri titoli: Judith et Holopherne (La tête du Tyran), Head of a Tyrant, Judith and Holophernes, Head of a Tyrant, Judith - Das Schwert der Rache

600 A.C. circa, a Betulia, Oloferne, capo degli Assiri per conto di Nabucco, stabilisce il suo accampamento. Gli uomini non osano fare un passo, perché hanno paura di Oloferne e si rivolgono alla bella Giuditta. Ella però, dopo un’iniziale diffidenza, pian piano si innamora del persecutore del suo popolo. Che fare?Vivere quell’amore impossibile o adempiere alla sua promessa?
Film senza pretese, in alcuni punti è storicamente errato. La recitazione è buona, soprattutto quella di Balducci e di Antonini, stenta un po’ quella della Corey, improbabile a tratti. Non possiamo non notare come errore storico grave, l’utilizzo di cavalli - come gli stalloni- sconosciuti alle popolazioni mediorientali o le stesse vesti sia della serva che di Giuditta, non corrispondenti al periodo.
Eppure, non è malvagio, anzi, a tratti, può anche piacere-se si è sentimentali o particolarmente inesperti delle Bibbia- tanto da poter dire che si, il film è modesto, ma non scarso.
Curiosità: Il regista è Fernando Cerchio, famoso per alcuni film mitologici e per alcune sue parodie, come “Totò contro Maciste”(1961).

Giuditta, libro rinnegato dalla Bibbia Ebraica, racconta la storia di una donna ebrea che combatte per il suo popolo. Questo a dire il vero traspare, anche se poco. Cerchio, infatti basa tutto sulla presunta storia d’amore, che nella Bibbia manca, fra Oloferne e questa donna straordinaria. Anche la figura del cattivo Oloferne è alquanto romanzata: nella Bibbia Egli non è presentato come un povero arricchito, ma come un potente generale, temuto da tutti, ma considerato meno del re degli Assiri(probabilmente Sardanapalo) e non suo “fratello”, come invece più volte si ricorda.
Scenografie ottime, è ciò rende il film poco noioso. Si poteva fare di più e questo è un vero peccato, anche se non mancano assolutamente scene abbastanza avvincenti.
Da notare specialmente la scena del giardino infinito di Oloferne, dove egli vorrebbe convincere la bella Giuditta che non esiste che la forza e la misericordia la esercitano i vinti, non i vincitori. Di grande impatto anche la scena- inventata- di Giuditta che scaglia la testa di Oloferne ai soldati.
Consigliabile a chi ama il genere biblico e a chi interessato della Storia. Nonostante gli errori storici evidenti, è meglio del kolossal recente “la Bibbia”.

Recensione a cura di:
Irene Agovino | Crea il tuo badge


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