martedì 4 marzo 2014

QUELLA VILLA IN FONDO AL PARCO (1988)

Regia/Director: Giuliano Carnimeo [Anthony Ascott]
Soggetto/Subject: Dardano Sacchetti [David Parker jr.]
Sceneggiatura/Screenplay: Dardano Sacchetti [David Parker jr.]
Interpreti/Actors: David Warbeck (Fred), Janet Agren (Terry), Eva Grimaldi (Merlis), Luisa Menon, Werner Pochat, Nelson De La Rosa, Ana Silvia Grayllon, Pepito Guerra, José Reises, Victor Pujols, Franklin Dominguez
Fotografia/Photography: Filiberto Girometti
Musica/Music: Stefano Mainetti
Montaggio/Editing: Vincenzo Tomassi
Produzione/Production: Fulvia Film
Distribuzione/Distribution: Fulvia Film
censura: 83367 del 19-02-1988
Altri titoli: Rat Man

Uno scienziato, in una casa isolata su un’isola dei Caraibi, si dedica a terrificanti esperimenti genetici e riescendo nell’impresa di  innestare il seme di un ratto nell’utero di una scimmia. Crea così un essere tanto letale quanto orribile, Rat Man, che riesce a fuggire dalla sua gabbia e inizia a seminare terrore tra i turisti. Su quella stessa isola approdano delle modelle per realizzare un servizio fotografico. Una di essere verrà poi ritrovata morta, sfigurata da morsi di ratto. La sorella della vittima, Terry, giunge quindi sul posto e insieme ad un sedicente scrittore di gialli, iniziano ad indagare sulla tragica morte della ragazza. Nessuno dei protagonisti sospetta che il letale omicida non è altri che un mutante, per metà scimmia e per metà ratto.

Film del 1987 diventato un cult tra gli appassionati del cinema trash. Parto subito con il dire che il mostro non è il frutto di una particolare maestria nell’utilizzare gli effetti speciali, si tratta bensì di Nelson de la Rosa, freak alto 70 cm, equipaggiato di unghia chilometriche e denti aguzzi. La creatura, come scritto prima, dovrebbe essere un malefico incrocio tra una scimmia e un topo, anche se poco ha dell’una e dell’altro dei progenitori dai quali è stato generato. Innumerevoli sono poi i buchi nella sceneggiatura, l’unico, debole collante in questa selva di scene inutili e scollegate tra loro, è proprio la scimmia-topo. I dialoghi sono ridicoli e per lo più insensati. Gli attori sono tutti pessimi, probabilmente perché consci di partecipare ad un film pessimo, Warbeck e Agren sono decisamente fuori forma. In particolare colpisce l’agghiacciante performance di Eva Grimaldi. Strizzando l’occhio alla commedia sexy italiana, Carmineo le affida diverse scene nelle quali è libera di esprimere tutta la sua voluttosità, peccato però che il risultato ha la carica erotica di una paralisi talamica. La tensione, indispensabile per un film horror, è inesistente e le lunghe, interminabili scene sortiscono esattamente l’effetto contrario, provocando nello spettatore noia e fastidio. In pratica Quella villa in fondo al parco, pur regalandoci momenti esilaranti e a tratti epici, è oggettivamente un film molto brutto.

Recensione a cura di:
Antonella Romaniello | Crea il tuo badge


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