lunedì 17 febbraio 2014

LE EVASE - STORIE DI SESSO E DI VIOLENZE (1978)

Regia/Director: Giovanni Brusatori [Conrad Brueghel]
Soggetto/Subject: Giovanni Brusatori [Conrad Brueghel], Bruno Fontana
Sceneggiatura/Screenplay: Bruno Fontana, Giovanni Brusatori [Conrad Brueghel]
Interpreti/Actors: Lilli Carati (Monica Habler), Ines Pellegrini (Terry), Zora Keer (Diana Bruni), Filippo De Gara, Franco Ferrer, Patrizia Funari, Ada Pometti, Marina D'Aunia, Artemia Terenziani, Angela Doria
Fotografia/Photography: Sebastiano Celeste [Nino Celeste], Nino Celeste
Musica/Music: Pippo Caruso
Costumi/Costume Design: Vera Cozzolino
Scene/Scene Design: Pier Dante Longanesi
Montaggio/Editing: Pier Luigi Leonardi
Suono/Sound: Roberto Carlevaro
Produzione/Production: Cinema 13
Distribuzione/Distribution: Cinedaf
censura: 72231 del 11-08-1978
Altri titoli: Violez les otages, Women Against Women

Quattro donne evadono dal carcere e prendono in ostaggio un bus di tenniste, sarà un lento massacro.
Il 1978 fu un anno difficile per l’Italia, soprattutto dal punto di vista politico e sociale. Il rapimento di Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana, e la sua successiva uccisione da parte della Brigate Rosse, scosse tutto il paese, causando un terremoto politico che cambiò la storia d’Italia. Nel frattempo, il regista Giovanni Brusatori girava “Le Evase – Storie di sesso e di violenze”, film con qualche analogia, con le dovute differenze, con l’affaire Moro/Br.
La storia narra infatti di un sequestro ai danni di una squadra di tennis femminile (rappresentante la tanto odiata borghesia) e di un giudice (aguzzino e pedina del “sistema”) da parte di una componente di un gruppo di estrema sinistra (una Lilli Carati in un ruolo diverso dal solito) e dalle sue compagne di cella. Il risultato è un film che riesce ad intrattenere e soddisfare i cultori del cinema di genere, anche se non privo di difetti.
Il film parte subito a razzo, vediamo 4 donne (le evase per l’appunto)scappare e raggiungere l’auto di un loro complice (fratello della capobanda) che le aspetta in macchina. Sfortunatamente (per loro) nello stesso istante, degli agenti in borghese li bloccano per arrestarli. Scoppia un conflitto a fuoco e le donne riescono a far fuori gli agenti, il loro complice  invece rimane ferito, così le 4 donne, rendendosi conto di essere seguite dalla polizia, decidono di fuggire per le strade di campagna limitrofe trascinandosi dietro il ferito. Per una tragica fatalità si imbattono in un pullman ospitante una squadra di tennis femminile, con annessi presidente ed allenatore, che (involontariamente) le farà uscire di strada  in un avvallamento. L’autista del pullman, preoccupato per quanto accaduto, ferma il mezzo, tutte le ragazze scendono dal pullman ed aiutano in buona fede le 4 donne ed il complice, sincerandosi delle loro condizioni di salute. Salite in pullman per le evase sembra andare tutto bene, quando la radio dà notizia della fuga di 4 donne da un penitenziario locale, tra le quali una famosa terrorista di estrema sinistra : Monica Habler. Da quel momento in poi le evase, trovandosi costrette a rivelare la loro identità, prendono possesso del mezzo e sequestrano il pullman e le ragazze. Terry (Ines Pellegrini), una delle tenniste sequestrate, rivela a Monica che lì vicino c’è una villa in cui una sua amica vive con il marito magistrato (Filippo de Gara). Arrivate sul posto, Monica e le altre, prenderanno possesso della villa e, tra violenze fisiche e psicologiche, tentativi di fuga e momenti di tensione, passeranno la nottata più lunga della loro vita…
Se volessimo catalogare questo film, definendolo con una sola parola, non c’è dubbio che quella parola sarebbe “WIP” ossia “Women in prison – Donne in prigione”. Questo filone cinematografico non nasce in Italia, già negli anni 30 questi film venivano prodotti in Francia in America ed altre nazioni. Solamente dagli anni 50 in poi cominciamo a vedere pellicole in cui la storia si svolge interamente (o quasi) in un carcere femminile, per citare qualche titolo : “Prima colpa” con Eleanor Parker ed Agnes Moorehead e “ La rivolta delle recluse” con Ida Lupino e Cleo Moore. La storia tipica di un “WIP” movie vede una donna (solitamente avvenente) rinchiusa in un carcere ingiustamente (o fattasi rinchiudere volontariamente per svolgere delle indagini all’interno del carcere) che subisce le angherie (più o meno violente) sia dai suoi carcerieri (secondini/e, direttori/trici) che dalle sue compagne di cella (sempre in cerca di rapporti saffici). Dobbiamo però fare un distinguo tra i “WIP” movies - pre  e - post 70: se infatti nei primi citati le storie vertevano sempre sull’amicizia tra le recluse e sulla riabilitazione nella società attraverso la detenzione (mostrata come strumento positivo), rendendole cittadine migliori di prima; nei secondi invece non c’è né insegnamento morale né crescita interiore del personaggio, esiste solo il gusto per la “sexploitation” , una sorta di voyerismo per la violenza fine a se stessa e per le scene un po’ (tanto) morbose a base di sesso. Va comunque detto che alcune pellicole avevano velleità di  denuncia sociale (poche). Manco a dirlo, il filone ebbe il suo successo più grande proprio negli anni 70, con pellicole simbolo come “Ilsa, la belva delle SS” (nazisploitation altro sotto genere dei WIP movies), 99 Donne di Jess Franco, “Femmine in gabbia” di Jonathan Demme ecc.
Certo, “Le Evase” non si svolge in una prigione, ma tutti gli altri elementi del film, il sequestro, le sevizie, le violenze sessuali sono sicuramente attribuibili al filone “WIP” sopracitato.
Giovanni Brusadori confeziona un film godibilissimo dove il ritmo è sempre alto e non ci si annoia mai, intelligentemente il regista non punta su scene di sesso di 10 minuti l’una, rischiando di annoiare lo spettatore, ma pone le scene dove è presente il sesso al servizio della storia, e non viceversa. Il cast è ben nutrito e ben amalgamato, i nomi più importanti sono ovviamente quelli di Lilli Carati (La compagna di bancodi Mariano Laurenti,Avere vent'annidi Fernando di Leo,Il corpo della ragassadi Pasquale Festa Campanile), Zora Kerowa (“Antropophagus” di Joe D’amato “La ragazza del vagone letto di Ferdinando Baldi “Lo squartatore di New York “ di Lucio Fulci) ed Ines Pellegrini (“Il fiore delle mille e una notte  e “Salò o le 120 giornate di Sodomadi Pier Paolo Pasolini, “Gatti rossi in un labirinto di vetrodi Umberto Lenzi). Le tre ragazze si comportano bene nei ruoli rispettivamente di carnefice e vittime, anche se a dir la verità, molto più convincente nel ruolo di carnefice è Marina Daunia (o D’Aunia come usava farsi accreditare nei film), che nel film interpreta Diana, una lesbica sadica che troverà in Claudine (Dirce Funari) la sua vittima preferita. Il ruolo del magistrato è recitato molto bene da Filippo de Gara, che riesce ad interpretare in maniera impeccabile la figura del vecchio bavoso, diviso in due tra credo politico e lussuria verso la protagonista, una sorta di attrazione fatale.  La colonna sonora diretta dal maestro Pino Caruso è molto bella, e la sua canzone di apertura e chiusura del film “On my way to liberty”, cantata da Charlie Cannon , è di pregiata fattura e adatta al riascolto. Non tutto nel film è perfetto, c’è qualche piccola imperfezione qua e là, una su tutti: ho contato personalmente le possibilità di fuga delle tenniste durante tutto l’arco del film, e sono almeno una decina! Il fatto che un’intera squadra di tennis rinchiusa in una stanza  non possa contrastare una singola donna che va a controllarle (anche se armata) non sta né in cielo né in terra.
In conclusione consiglio il recupero del film, in quanto molto più dignitoso di altri “WIP” movies nostrani e non.
Curiosità
Lilli Carati ricorda oggi di aver interpretato con piacere un ruolo anticonvenzionale per lei (una terrorista dal carattere molto duro).
L’attrice Artemia Terenziani, che recita nel personaggio di Betty, era un’attrice amatoriale, ed è stata reclutata attraverso dei provini sul posto, il regista voleva evitare che ci fossero troppe belle ragazze nel cast.
Per il ruolo di Lilli Carati, originariamente si era pensato a Gloria Guida, che in quegli anni aveva un forte peso nella distribuzione. Non se ne fece più nulla perché subentrò la Carati ed il regista volle evitare di mettere due personaggi di questo calibro nello stesso film per evitare competizione tra le due.

Frasi e Dialoghi da ricordare
Legenda: G = Giudice M.H = Monica Habler
-      G: La vostra è un’assurda rivoluzione, il regno della paura e del terrore, siete solo giacobini nell’esercizio della violenza, fate sfoggio di una ferocia disumana!
-      M.H: La nostra lotta non è una lotta assurda, abbiamo il compito di organizzare ovunque il potere proletario.
-      G: Una vera società socialista non si impone con l’assassinio, la strage.
-      M.H: Tu hai sempre fatto parte della cricca che serve il potere imperialista, che ne sai tu di quelle che sono le aspirazioni dei proletari!?
-      G: Io ho servito soltanto la giustizia, quella stessa identica giustizia di cui neanche voi potete fare a meno. E se un giorno vincerete, magari la chiamerete proletaria.
-      M.H: SARà proletaria.
-      G: Ma non potrà avere che lo stesso fine: punire chi delinque! È questa, la sua vera funzione.

Recensione a cura di:


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