martedì 4 febbraio 2014

I NUOVI BARBARI (1983)


Regia/Director: Enzo Girolami [Enzo G. Castellari]
Soggetto/Subject: Tito Carpi
Sceneggiatura/Screenplay: Enzo Girolami [Enzo G. Castellari], Tito Carpi
Interpreti/Actors: Giancarlo Prete [Timothy Brent] (Skorpion), Fred Williamson (Nadir), Luigi Montefiori [George Eastman] (One), Anna Kanakis (Alma), Enzo Girolami [Enzo G. Castellari], Venantino Venantini (Moses), Massimo Vanni, Andrea Coppola, Zora Kerowa, Patsy May McLachlan, Marco Di Gregorio [Mark Gregory], Luigi Montefiori, Thomas Moore, Iris Peynado, Vito Fornari, Franco Salomon, Enio Girolami [Thomas Moore]
Fotografia/Photography: Fausto Zuccoli
Musica/Music: Claudio Simonetti
Scene/Scene Design: Antonio Visone
Montaggio/Editing: Gianfranco Amicucci
Suono/Sound: Massimo Loffredi
Produzione/Production: Deaf International Film
Distribuzione/Distribution: Titanus
censura: 78620 del 07-03-1983
Altri titoli: The New Barbarians, Metropolis 2000, Les nouveaux barbaresDurata: 90min
Colore: colore

Film del 1983, il tema è la classica ambientazione post apocalittica, che strizza l’occhio al mito della violenza nei ghetti metropolitani e contemporaneamente subisce la contaminazione del western. Questa pellicola, purtroppo, segna l’inizio del declino del glorioso cinema italico di genere che per anni ha replicato le principesche produzioni americane e che, nonostante i risibili investimenti, è stato capace di distribuzioni mondiali.

Siamo nell’anno 2019, la grande guerra nucleare si è conclusa, ma lo stesso non vale per la lotta per la sopravvivenza. L’umanità ha un nuovo nemico, i Templars. Capeggiati da One, questo gruppo di assassini ha come unico scopo quello di sterminare gli altri superstiti, ai loro occhi colpevoli di aver scatenato la terribile guerra, che tentano disperatamente di mantenersi in vita. Rimane un solo uomo deciso a tenere testa alla spietata banda, Skorpion, ben determinato a non soccombere a causa della ferocia dei Templars. Su di lui veglia Nadir, abilissimo con l’arco che salva più di una volta la vita dell’eroe. E’ infine uno scontro per singolare tenzone tra One e Skorpion a decidere definitivamente la supremazia degli uni o degli altri.

Film validissimo anche se girato con un basso budget e quindi con brutti effetti speciali. I costumi nascono direttamente dall’insanabile cattivo gusto degli anni ‘80, le tute futuristiche bianche indossate dai Templares sono terribili così come i cenci indossati dal resto dei protagonisti. Farseschi sono anche i veicoli, realizzati sfruttando auto rottamate con l’aggiunta di inutili optional, come la cupola di vetro illuminata da un neon verde e il pulsate per l’espulsione della macchina di Skorpion. Le armi sono spropositatamente esagerate, le frecce, scoccate, provocano funghi atomici e le pistole sono in grado di generare incendi indomabili.
Diverse sono le scene memorabili ma rimane epica quella di sodomia che, esplicativa, ci rivela per quale motivo i Templares sono tutti uomini.
Il film scorre piacevolmente, pur sfruttando i più abusati luoghi comuni del genere post apocalittico e quindi fucili laser, umanità allo sbando e mezzi ipertecnologici bizzarri. Castellari riesce a fare davvero un buon lavoro per quanto riguarda il ritmo e l’azione, non c’è spazio per la noia perché tutta la pellicola è un susseguirsi di scene di combattimento, spesso comiche, anche se in un paio di casi si nota qualche grossolano errore nelle inquadrature.
Fantastiche sono anche le interpretazioni di George Eastman, Fred Williamson e Giancarlo Prete ed è proprio la convinzione con cui gli attori recitano la loro parte e la mattanza collettiva che chiude il film a rendere il tutto ancora più piacevole.

Recensione a cura di:
Antonella Romaniello | Crea il tuo badge

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