domenica 16 febbraio 2014

COSI' DOLCE... COSI' PERVERSA (1969)


Regia/Director: Umberto Lenzi
Soggetto/Subject: Luciano Martino
Sceneggiatura/Screenplay: Ernesto Gastaldi
Interpreti/Actors: Carroll Baker (Nicole Perrier), Jean-Louis Trintignant (Jean Reynaud), Erika Blanc (Danielle), Horst Frank (Klaus), Helga Liné (Hélène Valmont), Ermelinda De Felice (proprietaria albergo), Gianni Di Benedetto (mister Valmont), Irio Fantini (invitato al party), Marcello Bonini Olas (invitato al party), Gianni Pulone (invitato al party), Lucio Rama (invitato al party), Luca Sportelli (invitato al party), Dario Michaelis (commissario polizia), Renato Pinciroli (portinaio), Beryl Cunningham (indossatrice di colore), Paola Scalzi (amica di Hélène), François Flangé
Fotografia/Photography: Guglielmo Mancori [Memmo Mancori]
Musica/Music: Riz Ortolani
Costumi/Costume Design: Franco Moitana
Scene/Scene Design: Franco Bottari
Montaggio/Editing: Eugenio Alabiso
Suono/Sound: Bruno Zanoli
Produzione/Production: Flora Film, Tritone Filmindustria Roma, Zenith Cinematografica, CEDIC, Paris, Rapid Film, München
Distribuzione/Distribution: Variety Film
censura: 54831 del 22-12-1969
Altri titoli: Si douces, si perverses

E’ un film piacevole  che consiglio, per diverse ragioni, ad un pubblico femminile. Fin dai titoli di testa si viaggia, a bordo di una cabriolet colore giallo mimosa, tra le eleganti vie di Parigi in compagnia del fascinoso Jean-Louis Trintignant. In ascolto una dolcissima canzone dal titolo “Why” cantata da un famoso, in quegli anni interprete, J. Vincent Edward (non vi nascondo di averla riascoltata più volte).
Il noto attore francese interpreta il ruolo del protagonista, un ricco ingegnere, Jean, sposato con la bellissima Danielle (Erika Blanc) che a causa della sua implacabile curiosità e passione per le donne, si lascerà coinvolgere in una non chiara relazione dalla misteriosa Nicole interpretata dall'attrice icona del genere Carrol Baker.
Jean dirà: “La cosa più eccitante è scoprire che diventa sempre più difficile eccitarsi, eppure, riuscire a farlo ogni volta”.
 “…il mondo è talmente banale oggi, anche il minimo mistero mi incuriosisce”.
Si intuisce, fin da subito, il COLPEVOLE. O quantomeno così ci sembrerà. Difatti la sceneggiatura è abbastanza articolata, ricca di diversi cambi di direzione, in un gioco di ruoli ambiguo e perverso.
Ho trovato interessanti le numerose inquadrature riflesse attraverso diversi SPECCHI (lo specchietto retrovisore dell’auto, del porta cipria, la vetrina della boutique di DIOR, etc.). La macchina da presa è frequentemente puntata sugli sguardi dei principali protagonisti, tutti, tra l’altro, con occhi chiari, una variegata palette di splendide nuances.
Il film si distingue grazie alla fotografia di Guglielmo (Memmo) Mancori, i cui colori la fanno da padrone, soprattutto quando egli, per alcune scene, sceglie di utilizzare il monocromatismo  attingendo dalla  convenzione dove il rosso rappresenta l’eccitazione ed anche la paura ed il blu la calma, il silenzio.
Curati i costumi. Bellissimi gli abiti (spesso la sola lingerie) indossati dalle attrici, le calzature, gli accessori, i gioielli (grandiosi gli orecchini), le acconciature, il trucco.
Le ambientazioni sono estremamente eleganti, gli arredi lussuosi, le esterne luminose. Gradevoli le musiche di Riz Ortolani.

Alle DONNE che vorranno vedere Così dolce…così perversa, dedico due frasi estratte dal film:
“Portami un attimo da Dior, se non ti dispiace”.
“Veramente io sono in gamba perché, oltre al denaro, ho un alibi”.

Recensione a cura di:


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