martedì 21 gennaio 2014

SPOGLIAMOCI COSI' SENZA PUDOR... (1976)



Regia/Director: Sergio Martino
Soggetto/Subject: Sandro Continenza, Raimondo Vianello
Sceneggiatura/Screenplay: Sandro Continenza, Raimondo Vianello
Interpreti/Actors: Brenda Welch, Aldo Maccione (detective privato), Enrico Montesano (Dante Zatteroni), Barbara Bouchet (Violante), Johnny Dorelli (Marco Antonioli), Alberto Lionello ("Giangi" Busacca, suo marito), Ursula Andress (Marina), Marcello Mandò, Maria Baxa (sua moglie), Armando Brancia (commendator Bernasconi), Angelo Botti, Alvaro Vitali (Broccolini, detto "XX2"), Gianfranco Barra (Franco Corradini, l'allenatore), Ninetto Davoli (Pietro, il ladro nell'armadio), Daniele Vargas (avv. Augusto Zennaro, marito di Marina), Gianfranco Cardinali, Marcello Mandò (marito tradito), Marzio Honorato (figlio di Palumbo), Nadia Cassini (Françoise, l'attrice), Gianrico Tedeschi (Silvestri), Fabrizio Cimicchi, Rita De Simone (calciatrice lesbica), Adriano Amidei Migliano (Giorgio, l'analista di Violante), Clara Colosimo (Agnese Partibon, la vedova), Enrico Colaianni, Renato Fucili (portiere d'albergo), Angelo Pellegrino (ladro magro), Renato Malavasi (portinaio), Anna Maria D'Amico, Carlo Demi (commendator Palumbo), Sergio Di Pinto (ladro grasso), Vera Drudi (Lucia, cameriera dei Partibon), Giuseppe Mingione, Salvatore Baccaro (marinaio sullo yacht), Franco Bagagli (figlio naturale dei Partibon), Riccardo Satta, Fernando Cerulli (uomo che soccorre "Giangi"), Fabrizio Caracciolo
Fotografia/Photography: Giancarlo Ferrando, Roberto Gianviti
Musica/Music: Enrico Simonetti
Costumi/Costume Design: Luca Sabatelli
Scene/Scene Design: Elena Ricci Poccetto
Montaggio/Editing: Eugenio Alabiso
Suono/Sound: Massimo Jaboni, Raoul Montesanti
Produzione/Production: Medusa Distribuzione
Distribuzione/Distribution: Medusa Distribuzione
censura: 69410 del 17-11-1976
Altri titoli: Lollipops und heisse Höschen, Il detective, La squadra di calcio, L'armadio di Troia, La visita

Film in quattro episodi. Un detective privato viene gabbato dal cliente che lui voleva imbrogliare. Un ex calciatore torna sui campi di gioco travestito da donna, ma si tradisce quando prende posto in barriera. Un uomo chiude l'amante nell'armadio quando arriva la moglie, ma nel mobile c'è già qualcuno... Una coppia di adulteri poco superstiziosi occupa un letto d'albergo dove è appena spirato un uomo.  

Quattro anni dopo “Giovannona Coscialunga disonorata con onore”, Sergio Martino torna alla commedia sexy, regalandoci il primo film a episodi (ben quattro, da venticinque minuti circa) della sua lunga e fruttuosa carriera, sceneggiato dal grandissimo ed indimenticato Raimondo Vianello, ne seguiranno altri come: “40 gradi all'ombra del lenzuolo” sempre del 76, “Sabato, domenica e venerdì” del 79, “Zucchero, miele e peperoncino “ dell’80, “Ricchi, ricchissimi... praticamente in mutande” dell’82 e  “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio” dell’83. Questi film, che raccontavano storie indipendenti ma avevano in comune il tema e/o la cornice narrativa, furono un cavallo di battaglia dello stesso Martino, che potendo portare in scena un cast di grandi nomi della commedia all’italiana, riusciva a fare in modo che le “primedonne” potessero rimanere protagoniste senza pestarsi i piedi ed ottenere la giusta visibilità. Da non trascurare il fatto che, ad esempio,  8 grandi nomi in locandina, fanno più effetto al pubblico di due o di tre, con conseguente incasso maggiore “sulla fiducia”. Tuttavia non sempre le aspettative vennero rispettate, fortunatamente, non è questo il caso.
Nel primo episodio: “Il detective” uno strampalato duo formato da un detective privato ed il suo aiutante (Aldo Maccione ed Alvaro Vitali), cercano in tutti i modi di insinuare dei dubbi, riguardo la fedeltà della moglie (Ria De Simone), nella mente di un marito geloso (Benito Artesi) in modo da lucrarci. Purtroppo per loro rimarranno fregati, specialmente il detective, pagando con le corna che tanto andava cercando.
Nel secondo episodio: “La squadra di calcio”, Dante Zatteroni (Enrico Montesano),  un ex calciatore radiato dall’albo per illecito sportivo, viene a sapere che la squadra femminile del mobilificio “Mobilbello”, allenata da un suo ex compagno di squadra (Gianfranco Barra), perde per infortunio la sua giocatrice più forte. Sfortunatamente la partita che deciderà il campionato  contro l’odiata “Idelmobil” è imminente, e senza la punta di diamante della squadra, per la “Mobilbello” non ci sono speranze. Dante si travestirà da donna, fingendosi un’oriunda polacca, ed in cambio di un milione, sostituirà la giocatrice mostrando tutte le sue doti. Purtroppo per lui un calcio di punizione dal limite dell’area svelerà l’imbroglio.
Nel Terzo episodio: “L’armadio di Troia”, Giangi Busacca (Alberto Lionello), produttore cinematografico con molte idee e pochi soldi, è sposato con Violante (Barbara Bouchet), donna ricca ed algida. Pur di incontrare l’amante francese Françoise (Nadia Cassini) ed evitare di andare in barca con la moglie ed alcuni amici, elaborerà uno stratagemma perfetto. Solo un gruppo di ladruncoli giunti alla villa col finto compito di consegnare un armadio, cui all’interno si trova un complice (Ninetto Davoli), rovinerà la festa al Giangi.
Nel quarto episodio: “La visita”, Un incontro clandestino tra Marco (Johnny Dorelli) e Marina (Ursula Andress) in casa della donna, verrà terribilmente complicato dall’improvvisa morte del notaio del piano di sotto, causando una serie di equivoci e situazioni tragicomiche…
Sergio Martino confeziona un film a episodi che riesce a perseguire il suo obiettivo, cioè intrattenere, e lo fa attraverso delle storie ottimamente dirette e ben recitate dai diversi grandi nomi della commedia all’italiana. Questi si alternano nella pellicola sfruttando, a parer mio, la brevità delle singole vicende a loro vantaggio, concentrando in 20/25 minuti il meglio di se e sfornando una prestazione meglio dell’altra.  La vicenda iniziale con Alvaro Vitali e Aldo Maccione è sicuramente sufficiente e mantiene un buon ritmo, con un paio di battute che strappano un sorriso. La seconda storia vede un Montesano calato perfettamente nel ruolo della finta giocatrice imboscata nella squadra femminile,  la gag della doccia con le compagne di squadra dopo l’allenamento, che vede il povero Montesano fare la doccia vestito e tentare di dissimulare la fisiologica reazione del proprio corpo, dopo essere stato invitato ad insaponare la schiena della “collega” più bella e statuaria, è obiettivamente divertente. Il Terzo episodio, forse il più debole dei quattro, a dispetto della naturale simpatia di Alberto Lionello, con la sua parlata milanese ed il suo fare da puttaniere, troviamo una Barbara Bouchet ed una Nadia Cassini troppo poco sfruttate, relegate in ruoli un po’ troppo marginali (soprattutto la Cassini). Lo stesso dicasi per Ninetto Davoli che, con la sua innata simpatia e bravura, avrebbe potuto dare di più. Tuttavia la prestazione di Lionello fa raggiungere la sufficienza a questo episodio meno ispirato. “Last but not least” (ultimo ad essere introdotto, ma non meno importante) come direbbero gli inglesi, è  il quarto intreccio. Troviamo un Dorelli mattatore in stato di grazia, con tempi comici perfetti e un’espressività che raggiunge vette altissime della comicità italiana. Da lodare anche una splendida Ursula Andress (all’epoca quarantenne)che  recita con eleganza e mestiere facendo da perfetta spalla al Johnny nazionale. Da sottolineare anche il buon lavoro del noto caratterista Daniele Vargas nel ruolo del marito avvocato della Andress.
A supporto del film, come spesso avviene nei film di Martino, troviamo un efficace score musicale, firmato questa volta da Enrico Simonetti, che compone un brano molto ascoltabile e vivace.
In conclusione, “Spogliamoci così, senza pudor…” è un film ampiamente sufficiente, che raggiunge vette di eccellenza col quarto,fantastico, episodio. Se volete vedere una commedia ben diretta e ben recitata, la visione è assolutamente consigliata

Frasi e Dialoghi da ricordare:
Marco: - “Ho la chiave”
Marina: - “Quale chiave?”
Marco: - “Come quale chiave? La chiave che ci aprirà le porte del paradiso!”
Marina: - “Si, il paradiso…, perché piuttosto non dici di qualche garçonnière?!”
Marco: - “Ma che importanza ha il posto? Qualsiasi posto noi riusciremo a purificarlo, con il nostro amore, con la prova d’amore che mi darai. Perché tu me la devi dare Marina!”
Marina: - “Cosa?”

Marco: - “Come cosa? La prova d’amore no?!”

Recensione a cura di:

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