venerdì 24 gennaio 2014

MASCHIO LATINO... CERCASI - L'AFFARE S'INGROSSA (1977) di Gianni Narzisi - recensione del film


L'AFFARE S'INGROSSA (1977)
Maschio latino cercasi, dotato del volgarissimo sottotitolo L’affare s’ingrossa, dal doppio senso per niente nascosto, è una commedia sexy poco vista e poco visibile, girata da Gianni Narzisi, un regista che non ha lasciato traccia nel nostro cinema di genere. Abbiamo avuto modo di rivedere il film a distanza di oltre trent’anni, grazie a una registrazione effettuata dalla scomparsa Happy Channel, perché non esiste VHS e tanto meno DVD. Avevamo visto il film in prima visione cinematografica nel 1977, programmato in un grande cinema di provincia, addirittura nel fine settimana. Inutile dire che eravamo entrati in sala convinti soltanto dalla presenza di Gloria Guida - più bella che mai - promessa dai flani come protagonista assoluta e in versione sexy. In realtà la bella meranese compare in un solo episodio e il suo ruolo è marginale nell’economia di una pellicola modesta, ricca di ottimi attori, sprecati dalla pochezza del regista.

Maschio latino cercasi si compone di cinque episodi a tematica erotica: Accadde a Napoli, Stanotte o mai più, L’amnistia, Gennarino l’emigrante e Scambio made in Germany. Accadde a Napoli è il peggiore. Narzisi spreca il talento di Vittorio Caprioli e la vis comica di Gianfranco D’Angelo per costruire una storia di cattivo gusto con protagonista un finto tedesco a caccia di minorenni napoletane. Alla fine il pedofilo viene gabbato dalla furbizia partenopea perché si trova insidiato da un travestito sotto le lenzuola. Poche le trovate originali e divertenti, forse solo il sexy shop illegale e la bruttissima nana vergine con i baffi, ma tutto è fin troppo sopra le righe.
Stanotte o mai più mette in campo un campione della risata come Gino Bramieri (più bravo in televisione e in teatro che al cinema) e la fulgida bellezza di Gloria Guida. Bramieri è un imprenditore innamorato di una giovane attrice di film erotici (Guida), che lo rifiuta perché giudicato troppo vecchio per i suoi gusti. Il ricco spasimante decide di farsi operare da un medico nazistoide (sempre Bramieri) che lo ringiovanisce riempiendolo di molle e ingranaggi, ma invitandolo a non fare l’amore per quindici giorni, altrimenti rovinerebbe il suo capolavoro. Leo Valeriani è l’autista dell’imprenditore, un caratterista di modesto livello, presto scomparso. Un episodio fantaerotico e - tutto sommato - abbastanza divertente. Finale prevedibile con Bramieri che deve farsi operare di nuovo dopo aver approfittato di Gloria Guida. Alcune sequenze sexy mostrano la bella attrice seminuda, in veste da camera, in minigonna rossa, a seno nudo, in sintonia con il voyeurismo che caratterizza il genere. Gloria Guida non recita con la sua voce ma è doppiata. Divertenti - ma fin troppo eccessivi - i titoli dei film interpretati nella finzione scenica: Vergine ma solo negli occhi, L’ammucchiata preistorica, Le mille poltronate in una notte... Si cita James Dean - idolo della bella attrice - grazie alle locandine di Gioventù bruciata e Il gigante.
L’amnistia è l’episodio più riuscito, grazie alla bravura di tre attori straordinari come Luciano Salce, Aldo Maccione e Dayle Haddon. Il segmento è girato in interni e ricorda le scenette teatrali tipiche dell’avanspettacolo. Vediamo un ex galeotto approfittarsi della moglie avvocato di un colonnello in pensione, dopo essersi informato sugli anni di galera da scontare in caso di violenza carnale. Tempi comici perfetti, voyeurismo al punto giusto, sguardi furtivi, sensualità ammiccante. Peccato che la sceneggiatura sia prevedibile. Maccione e Salce sono ben affiatati. Dale Haddon è sexy e affascinante.
Gennarino l’emigrante è girato in Germania, vede interpreti niente meno che Orazio Orlando e Stefania Casini, ma Narzisi spreca due bravi attori scrivendo una sceneggiatura risibile. Per farla breve, marito emigrante e moglie tedesca si ritrovano a fare gli attori nei film porno per far quadrare il bilancio familiare. Il marito riesce a dare il meglio di sé sul set delle produzioni solo facendo sesso con la legittima consorte. Questo segmento si ricorda per fastidiose sequenze di pubblicità indiretta: Fernet Branca, Pejo, Marlboro (esibite da Orlando), J&B... inquadrate in primo piano o mostrate grazie a enormi manifesti. Abbastanza sensuale uno strip di Stefania Casini. Finale mozzo, come in quasi tutti gli altri episodi.
Scambio made in Germany spreca le doti di Carlo Giuffré e Adriana Asti (insolitamente nuda) in una storia prevedibile di scambio di coppie, al termine della quale la moglie timorata si trasforma in una mantide del sesso. Il marito - un barone siciliano - geloso e contrariato, l’apostrofa come grandissima bottana, dopo un finale da bagarre, inserito in una modesta pochade. Interessante un inserto da mondo movie sexy, girato nel quartiere a luci rosse, con uno spogliarello ripreso dal vero e alcune immagini rubate di vita cittadina. Commistione di generi, certo, ma molto rozza. Pubblicità indiretta: a farla da padrone è il Corvo di Salaparuta, visto che i protagonisti sono siciliani all’estero.
Gianni Narzisi scrive, sceneggia e gira un lavoro dimenticabile che si permette il lusso di sprecare attori di talento e alcune bellezze della commedia erotica. Narzisi è modesto scrittore di cinema, ancor peggiore come regista, sia nella direzione degli attori, che sembrano recitare senza guida, seguendo il talento naturale, sia come tecnico. Movimenti di macchina indecisi, zoom inutili, immagini sghembe, attori fuori campo, totale incapacità di creare suggestioni da vera commedia sexy.  Gloria Guida non si trova bene con Narzisi, il solo regista della sua lunga carriera di cui non conserva un buon ricordo. Roberto Poppi (I Registi Italiani, Gremese) ci soccorre per la breve carriera di un regista che ha girato soltanto questo film e il pessimo western Djurado (1967), che nel titolo tradisce l’ispirazione al popolare Django. Si ricorda come operatore di Giannini, Bava e Dallamano, ma pure come direttore della fotografia di Vivarelli e per il livido bianco e nero de La comare secca di Bertolucci. Sprecata anche la colonna sonora di Lelio Luttazzi. Maschio latino cercasi può essere rivisto solo come documento di un’epoca che non può tornare e - pur nella sua pochezza - provoca comunque (in noi che c’eravamo) un fremito di nostalgia.

Regia: Gianni Narzisi; Soggetto: Gianni Narzisi; Sceneggiatura: Gianni Narzisi; Interpreti: Stefania Casini, Vittorio Caprioli (Don Carmine), Gino Bramieri (ing. Bubi Bislecchi/Otto Himmel, chirurgo), Aldo Maccione (Milcare, ladro), Orazio Orlando (Gennarino Esposito), Carlo Giuffrè (barone Nicolino di Castropizzo), Gloria Guida, Gianfranco D'Angelo (Von Mayer), Gloria Guida (Igia, sua amante), Dayle Haddon (avvocatessa), Stefania Casini (Anna, sua moglie), Adriana Asti (Sisina, sua moglie), Carlo Giuffrè, Aristide Caporale (ladro di valige), Leo Valeriano (Giovanni, autista), Luciano Salce (col. Guido Fiasconi, suo marito), Brigida Petronio [Brigitte Petronio] (frau Walter), Gino Bramieri, Mauro Vestri (travestito), Adriana Asti, Salvatore Furnari (Nanninella, nana vergine); Fotografia: Angelo Lotti; Musica: Lelio Luttazzi; Costumi: Orietta Nasalli Rocca; Montaggio: Raimondo Crociani, Marcello Malvestito; Suono: Gaetano Carito; Produzione: Pelican Film, Staff-Professionisti Associati; Distribuzione: Capitol International; censura: 69769 del 14-01-1977; Altri titoli: L'affare s'ingrossa, Accadde a Napoli, Stanotte o mai più, L'Amnistia, Gennarino l'emigrante, Scambio made in Germany

Recensione a cura di:
Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

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