venerdì 31 gennaio 2014

BUIO OMEGA (1979)

 

Regia/Director: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato]
Soggetto/Subject: Giacomo Guerrini [Mino Guerrini]
Sceneggiatura/Screenplay: Ottavio Fabbri
Interpreti/Actors: Kieran Canter (Francesco), Cinzia Monreale (Anna/Teodora), Franca Stoppi (Iris), Sam Modesto (Cossuto), Anna Cardini (*Jogging victim), Lucia D'Elia (*Jan, hitch-hiker), Simona Allodi (*Disco Girl), Klaus Rainer (dottore), Edmondo Vallini (detective), Mario Pezzin (*Priest), Walter Tribus (*Handyman)
Fotografia/Photography: Aristide Massaccesi
Musica/Music: Goblin
Costumi/Costume Design: Mario Paladini
Scene/Scene Design: Ennio Michettoni
Montaggio/Editing: Ornella Micheli
Suono/Sound: Roberto Alberghini, Marco Donati
Produzione/Production: D.R. per le Comunicazioni di Massa
Distribuzione/Distribution: Eurocopfilms
censura: 74247 del 24-10-1979
Altri titoli: In quella casa buio omega, Buried Alive, Blue Holocaust, Sado - stoss das Tor zur Hölle auf

Francesco è uno strano ragazzo, che ha come hobby la tassidermia e vive nella villa di famiglia insieme alla governante Iris. Quando la sua ragazza muore, Francesco, incapace di accettare la perdita, ne trafuga il corpo, lo porta nella sua villa e la imbalsama. Iris, non molto più sana di mente di lui, lo asseconda, ma entrambi inizieranno a scivolare nella follia più nera…

Remake (dai toni molto più gore) de “Il terzo occhio” di Guerrini, questo film di Aristide Massaccesi si presenta come una terribile fiaba nera sulla potenza di un amore folle e disperato, sulla solitudine e sull’incapacità di accettare il lutto. Un film bellissimo e pessimista, diventato famoso (giustamente) per le sue incredibili scene splatter, ma il cui vero punto di forza sta nella generale atmosfera decadente. Tutto in questo film trasuda follia e morte, tutto è malsano e disgustoso, tutto opprimente. Ottima la recitazione dell’americano Kieran Canter, così come quella di Franca Stoppi nei panni di un’ambigua e onnipresente Iris. Brava anche Cinzia Monreale, anche se la sua interpretazione è per buona parte del film, quella di un cadavere. Musiche dell’immancabile Simonetti, raramente così fredde, elettroniche e angoscianti. Effeti splatter assolutamente perfette e indimenticabili: chi capisce anche solo un po’ di cinema avrà sicuramente ben chiaro quanto sia delicato girare una scena come quella dell’imbalsamazione. In conclusione un capolavoro del genere, da prendere con le pinze per chi è di stomaco delicato.
Curiosità: per quanto l’atmosfera della pellicola sia angosciante, quella sul set viene ricordata da Cinzia Monreale e Anna Cardini (altra attrice nel film)  come leggera e divertente, grazie alla simpatia innata di Aristide Massaccesi e all’ambiente del Trentino

Recensione a cura di:
Vincenzo Ruscio | Crea il tuo badge

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