martedì 31 dicembre 2013

L'ULTIMA CHANCE (1973)



Regia/Director: Maurizio Lucidi
Sceneggiatura/Screenplay: M. Lucidi, V. Vigorelli, Francesco Giorgi
Interpreti/Actors: Fabio Testi (Floyd), Ursula Andress (Michelle Norton), Eli Wallach (Joe Malcomb), Massimo Girotti (Fred Norton), Renato Rossini [Howard Ross] (Jack, il meccanico), Barbara Bach (Emily Norton), Carlo De Mejo (Albert, il polizziotto), Susanna Onofri (Myriam), Luigi Antonio Guerra
Fotografia/Photography: Gabor Pogany
Musica/Music: Luis Enriquez Bacalov
Scene/Scene Design: Giulia Mafai
Montaggio/Editing: Renzo Lucidi
Suono/Sound: Pietro Spadoni
Produzione/Production: Alpherat, FRAL
Distribuzione/Distribution: Alpherat
censura: 63051 del 12-09-1973

Dopo Venezia, riprodotta splendidamente ne ‘La vittima designata’ (1971), Maurizio Lucidi sceglie per il suo film successivo un’ambientazione americana, quella fredda e montuosa del confine USA-Canada, con la trasposizione del romanzo omonimo di Franco Enna, ‘L’ultima chance’: ne viene fuori un thriller anomalo, dal risultato molto altalenante. Ma andiamo con ordine.

Gli americani Floyd Gambino (Fabio Testi), appena uscito di galera, e il più esperto Joe (Eli Wallach) tentano il colpo oltreconfine e svaligiano una gioielleria di Montreal. Il colpo va a segno, ma non tutto fila liscio: un ragazzo che aveva provato a dare l’allarme viene ferito a colpi di pistola da Joe e l’imprevisto costringe i rapinatori ad una fuga spericolata tra le strade della cittadina canadese. Dopo un lungo inseguimento, i due riescono finalmente a seminare le auto della polizia e possono così procedere con il loro piano: Floyd attraverserà il confine a bordo di un’altra auto, Joe proseguirà in autobus e, in serata, i due si ritroveranno a Newport (Maine) dove potranno spartirsi il bottino, circa 500.000 dollari in pietre preziose. Tutto questo sulla carta perché da questo momento in poi iniziano i veri guai: Floyd, che trasporta l’intero malloppo, perde il controllo della sua auto e si ritrova a piedi. Non gli resta che incamminarsi per raggiungere la prima destinazione utile e così si ritrova nel motel ‘Ultima chance’, gestito da Fred Norton (Massimo Girotti) e sua moglie Michelle (Ursula Andress). Qui quella che doveva essere una breve sosta si trasforma in un’esperienza kafkiana: l’auto richiede una lunga riparazione, macchine a noleggio non se ne trovano e ripartire entro sera sarà un’impresa impossibile. Inutile dire che più passa il tempo più i sospetti, complice anche il telegiornale che trasmette le riprese della rapina effettuate con una telecamera a circuito chiuso, iniziano a gravare sul malcapitato Floyd; e più passa il tempo più Joe, che nel frattempo lo aspetta a Newport, comprensibilmente s’imbestialisce. A peggiorare le cose, ci si mette anche una forte attrazione tra la bella Michelle e Floyd, un vero e proprio colpo di fulmine, e la sparizione del bottino, finito nel frattempo in mano a chissà chi. Gli eventi precipitano: l’inevitabile regolamento di conti tra Joe e Floyd sarà cruento, la fine di Michelle, che scopriremo affetta da minorazione mentale, tristissima.   
Come dicevamo, ‘L’ultima chance’ è un film altalenante, dove cose buone si alternano ad altre decisamente meno riuscite: se da una parte la regia di Lucidi è molto rigorosa, dall’altra la storia è poco credibile; se da un lato la recitazione di Ursula Andress e Eli Wallach sono impeccabili, dall’altro la caratterizzazione dei loro personaggi non convince fino in fondo….Insomma, se da un lato il film è veramente ben confezionato, e le influenze di maestri quali Hitchcock e Don Siegel sono ampiamente assimilate, diversi passaggi a vuoto a livello di script non rendono giustizia a quanto di buono svolto in fase di lavorazione… E se da un lato la tematica dell’amore disperato tra Floyd e Michelle, che rimanda a vecchi classici (‘La foresta pietrificata’) o si ricollega a nuovi thriller (‘La morte risale a ieri sera’) risulta una soluzione davvero indovinata a livello narrativo, dall’altro la vicenda fallimentare dei due rapinatori Joe e Floyd si contraddistingue come la parte debole del film, impoverendo di molto il quadro generale: possibile che l’esperto Joe, che ritiene Floyd ‘un coglione’, studia un colpo nei minimi dettagli e poi gli lascia l’intera refurtiva e se ne va placidamente dall’altra parte del guado ad aspettarlo fiducioso?? Va bene l’eccesso di sicurezza, ma qui eccediamo in altro… (e stendiamo un velo pietoso su tutte le cazzate che fa Floyd nel film…non basterebbe una settimana per descriverle). 
Insomma, a questo ‘L’Ultima Chance’ non mancherebbero i motivi per farsi apprezzare, e inseriamo nelle note positive anche l’interpretazione dei diversi attori comprimari, in primis Massimo Girotti e Barbara Bach, la colonna sonora molto varia di Luis Bacalov, la fotografia dosata di Gabor Pogany, il montaggio di Renzo Lucidi… ma a conti fatti dobbiamo concludere che i dubbi che lascia sono molti di più delle certezze che trova.

Recensione a cura:
Carlo Giustiniani | Crea il tuo badge

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