giovedì 26 dicembre 2013

L'ASSASSINO... E' AL TELEFONO (1972)



Regia/Director: Alberto De Martino
Soggetto/Subject: Alberto De Martino, Vincenzo Mannino, Adriano Bolzoni, Renato Izzo
Sceneggiatura/Screenplay: Alberto De Martino, Vincenzo Mannino, Adriano Bolzoni, Renato Izzo
Interpreti/Actors: Anne Heywood (Eleanor Loraine), Telly Savalas (Ranko), Giorgio Piazza (George), Osvaldo Ruggeri (Thomas Brown), Antonio Guidi (dott. Chandler), Willeke von Ammelroy (Dorothy), Roger Van Hool (Peter Fergot), Rossella Falk (Margaret Falk), Ada Pometti, Alessandro Perrella, Leonardo Severini
Fotografia/Photography: Aristide Massaccesi
Musica/Music: Stelvio Cipriani
Costumi/Costume Design: Enrico Sabbatini
Scene/Scene Design: Antonio Visone
Montaggio/Editing: Otello Colangeli
Produzione/Production: Difnei Cinematografica, S.O.D.E.P., Bruxelles
Distribuzione/Distribution: Jumbo Cinematografica
censura: 61045 del 28-09-1972
Altri titoli: C'è l'assassino... è al telefono, Ein Mann geht auf's Ganze

Per amnesia si intende la mancanza o la perdita della memoria, soprattutto come incapacità a rievocare esperienze passate. Nel linguaggio della neuropsicologia si distinguono l'amnesia 'anterograda' e quella 'retrograda' o 'retroattiva'. Si parla di amnesia anterograda quando la perdita dei ricordi è relativa a eventi che si sono verificati dopo un trauma cranico o dopo una malattia, il che implica l'incapacità di memorizzare nuove esperienze. L'amnesia retrograda si riferisce invece a eventi precedenti il trauma o la malattia i quali hanno provocato la perdita dei ricordi, un vero e proprio 'buco' nella memoria. (Enciclopedia Treccani)

Quella che affligge Eleanor, protagonista della pellicola del 1972 di Alberto de Martino, sembra essere un mix dei due tipi di amnesia sopra citati: da una parte la donna perde completamente coscienza degli eventi accaduti in seguito al trauma subito per la morte del suo compagno Peter, dall'altra stenta a ricordare i fatti accaduti in concomitanza o immediatamente precedenti alla tragedia. E fatica a richiamare alla memoria anche il volto misterioso dell'individuo che la perseguita incessantemente nella città di Bruges, armato di coltellino a serramanico.
Quanti tasselli di un immaginario puzzle dovrà raccogliere per riuscire a ricomporre il quadro? E a quale prezzo? Chi sono le persone che la circondano? Quale ruolo hanno svolto all'interno della vicenda?
Il compito non è sicuramente facile: catturare lo spettatore in un'intricata matassa per 99 minuti senza perdere il filo. L'obiettivo riesce solo in parte. Se da un lato è affascinante l'espediente utilizzato dal regista, che tende la mano al pubblico e lo accompagna nella ricostruzione del passato di Eleanor mentre la donna ricompone le tessere della sua complicata esistenza (una sorta di Memento ante litteram), dall'altra gli inseguimenti e gli attentati subiti dalla protagonista nella incantevole cornice della cittadina belga risultano a tratti lenti, forse addirittura estenuanti e sicuramente non coadiuvati dal tema principale del film, firmato da Stelvio Cipriani, riproposto a intervalli medi di 5 minuti per l'intera durata del lungometraggio. Come in moltissimi altri esempi della nostra cinematografia del brivido, torna anche qui l'omaggio a Hitchcock, nella sequenza pre-finale ambientata sul palcoscenico di un teatro.
Sicuramente raffinate, eleganti e calibrate le performance di Anne Heywood, celebrità hollywoodiana già protagonista di quel La volpe che scopriremo avere più punti in comune con questo film, e di Telly Savalas, non ancora Kojak, splendidamente inquietante nel ruolo del sicario Ranko (lo stesso anno verrà chiamato da Mario Bava per incarnare il Male assoluto nel celeberrimo Lisa e il diavolo). Rossella Falk, regina incontrastata del teatro e degli sceneggiati televisivi, offre l'ennesima prova di bravura in un ruolo ambiguo, perfido, galvanizzante.
Un esperimento interessante, a tratti riuscito, ma in parte penalizzato da alcuni passaggi estremamente tediosi e da un finale lasciato forse troppo in balia di se stesso.

Recensione a cura di:
Claudio Questa | Crea il tuo badge

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