venerdì 6 dicembre 2013

EMANUELLE E FRANÇOISE, "LE SORELLINE" (1975)



Regia/Director: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato]
Soggetto/Subject: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato], Bruno Mattei
Sceneggiatura/Screenplay: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato], Bruno Mattei
Interpreti/Actors: Luigi Montefiori [George Eastman] (Carlo), Rosemarie Lindt (Emanuelle), Patrizia Gori (Françoise), Annie Karol Edel, Mary Kristal, Giorgio Fleri, Massimo Vanni, Eolo Capritti [Al Capri], Patrizia Gori
Fotografia/Photography: Aristide Massaccesi [Joe D'Amato]
Musica/Music: Joe Dynamo
Scene/Scene Design: Fabio Taccalite
Montaggio/Editing: Vincenzo Vanni
Suono/Sound: Roberto Alberghini
Produzione/Production: Matra Cinematografica
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 67372 del 05-11-1975
Altri titoli: Emmanuelle et Françoise, Emanuelle and Françoise, Venganza de mujer, Françoise e Emanuelle

E' il 1975 quando la coppia Massaccesi Mattei esce con "EMANUELLE E FRANÇOISE - Le Sorelline". Progetto partito con l'idea di importare dalla Grecia un film spintissimo per l'epoca ( La calda vendetta del sesso) e poi abbandonato perchè sicuramente il film sarebbe incappato nei soliti problemi di censura. Aggirarono il problema girando questa sorta di remake che a conti fatti si può senza dubbio definire uno dei migliori film di Massaccesi, dove vengono riassunte e agglomerate tutte le migliori qualità del suo stile. 
Morbosità, delirio, cannibalismo, sangue per una storia di vendetta brutale e senza pietà.
Françoise è una candida ragazza che viene sfruttata e maltratta dal fidanzato Carlo, amante del gioco d'azzardo e in continua ricerca di soldi. Per saldare i debiti Carlo fa prostiture Françoise con i propri creditori e la sottopone a umiliazioni e tradimenti. La povera ragazza, esasperata  decide di farla finita e si suicida gettandosi sotto un treno.
La sorella Emanuelle, saputo del suicidio della sorella, escogita immediatamente un piano per vendicarla. Il film, a questo punto, dopo una buona prima parte sottolineate dalle superbe musiche composte da Gianni Marchetti, ha una notevole sferzata di perversione e morbosità. La vendetta della sorella infatti si rivelerà terribile. Seduce Carlo drogandolo e lo rinchiude in una sorta di bunker segreto dietro ad un specchio che si chiude solo per mezzo di un congegno sistemato all’esterno.
Qui Carlo (un George Eastman a suo agio nella parte del bastardo donnaiolo senza scrupoli) è costretto a subire in preda alla droga orge lesbiche, banchetti cannibalistici (memorabile il momento dove i commensali si gustano un piede!), penetrazioni vaginali con una bottiglia di champagne. Emanuelle a questo punto rivela a Carlo di essere la sorella di Francoise, e si appresta ad evirarlo con un bisturi. Ma l’uomo riece a liberarsi, e inseguita la donna per le scale, la uccide con un’accetta(come precedentemente aveva sognato,in preda ai deliri psicotici) sul luogo del delitto però arriva la polizia e Carlo è costretto a rinchiudersi nello sgabuzzino.
 Il destino finale di Carlo sarà senza speranza....
Non privo di parecchie lacune e salti di trama poco plausibili e di certo non aiutato da attori che come spesso succedeva all'epoca lasciavano molto a desiderare ( buona la Gori, istrione e fisico Eastman, poco credibile la Lindt nel ruolo della vendicativa sorella), resta un film di obbligatoria visione per i fans di D'amato e di un certo cinema Exploitation di quel periodo, in cui il regista comincia a trattare con una certa maestria gli elementi grazie ai quali diventerà famoso negli anni successivi, ovvero il sangue e il sesso. 
Menzione speciale a Mattei grande professionista del self-made che tante soddisfazioni regalerà ai cultori del cinema di serie B italiano (KZ9 - Lager di Sterminio, Rats - Notte di terrore e Virus - L'inferno dei morti viventi tra i suoi top cult)qua assistente e secondo regista non accreditato.
Ottime le musiche, che danno una marcia in più a certe scene ( il tema malinconico che accompagna la Gori che passeggia per la città dopo essere stata cacciata di casa è memorabile).
Uno dei top di Joe D'Amato, senza dubbio.

Recensione a cura di:

1 commento:

Anonimo ha detto...

Importante, però, ribadire che, in questo caso, le scene, per quanto forti, sono tutte simulate.
CB.

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