sabato 23 novembre 2013

I GUAPPI NON SI TOCCANO (1979)



Regia/Director: Mario Bianchi
Soggetto/Subject: Antonio Cucca, Claudio Fragasso
Sceneggiatura/Screenplay: Antonio Cucca, Claudio Fragasso
Interpreti/Actors: Pino Mauro (Maurice), Gabriele Tinti (Tony Lobianco), Paola Senatore (Paulette), Richard Harrison (questore Ferrari), Tommaso Palladino, Enrico Maisto, Marisa Laurito, Enzo D'Ausilio, Gianni Diana, Giacomo Maisto, Maddalena Russo, Emy Salvator
Fotografia/Photography: Maurizio Salvatori
Musica/Music: Tullio De Piscopo
Scene/Scene Design: Vincenzo Russo
Montaggio/Editing: Cesare Bianchini
Suono/Sound: Rodolfo Montagnani
Produzione/Production: Falco Films
Distribuzione/Distribution: Indipendenti Regionali
censura: 73506 del 09-05-1979

TRAMA: In una Napoli violenta e trash,  piena di Marsigliesi e mafiosi, durante degli scavi, viene alla luce un cadavere, che poi si viene a sapere che è l’ingegnere Montano. Si aprono le indagine e i magistrati (qui quasi anticipando il pool Antimafia) autorizzano il bell’agente Tony Lobianco (un Gabriele Tinti in splendida forma) ad indagare su una banda composta da marsigliesi ed italoamericani. Mentre Tony si rende conto che fra Jacomino, boss italoamericano e Maurice il marsigliese non scorre buon sangue- a sue spese- cerca in tutti i modi di smascherare i manovratori, grazie a documenti compromettenti. Ma al momento di consegnarli…e qui non svelo altro. 

Convincente la bella Senatore, qui nella parte della figlia del Marsigliese, un po’ meno la Laurito nei panni della vedova dell’ingegnere, anche se nella parte quasi finale, c’è la mette tutta.
L’intreccio poi, volendo fare una denuncia sia delle “talpe” onnipresenti in alcuni film più politici(“Cadaveri eccellenti” per esempio)sia della malavita e dei suoi interessi che stavano uccidendo il Bel Paese, non ci riesce affatto e rischia solo di innervosire lo spettatore, anche se non di annoiarlo, visto che i 93 minuti scorrono abbastanza lisci e poi c’è un bel po’ di azione. Il titolo forse andava scelto meglio, qui non si capisce dove si trovino questi benedetti guappi. Ottimo Pino Mauro nei panni, come sempre, del boss dal cuore d’oro. Musiche pazzesche di Tullio de Piscopo, utilizzate alla perfezione, specie nella parte dell’agguato alla signora Montano, calzanti al massimo e azzeccate per il momento. Mario Bianchi, figlio d’arte, considerando le sue produzioni successive, qui non esagita la situazione e forse fa meno danni di quando dirigerà film erotici di serie B e pornografici, con l’ausilio di attori noti e meno noti al grande pubblico. La sceneggiatura e il soggetto sono di Claudio Fragasso, autore di “Teste Rasate”, film del 1993 sul neonazismo imperante e pericoloso. La tensione, data dalla sceneggiatura, infatti, tende ad essere molto forte ed alcune scene(come quella del serpente)creano una tensione palpabile e perfetta. 
I punti di debolezza ci sono e sono evidenti. In primis, l’intreccio, già prima citato che non fa altro che far venire letteralmente il mal di testa, secondo me da evitare, quando c’è già carne al fuoco. Poi, la recitazione non proprio perfetta della Laurito nei panni della vedova vendicativa, che forse – non per colpa sua,a mio avviso- non si esprime a pieno come potrebbe. Personalmente avrei preferito più spazio dato a Pino Mauro, ma pazienza, ha dato quel che poteva dare. 
Ho trovato inoltre poco riuscita la scena dell’anello, dove Tinti dice di amare la Senatore(mah)come e più della sua vita e del padre stesso, scena che avrei sviluppato su binari diversi. 
In definitiva è un film che poteva essere meglio strutturato su alcuni punti, ma a cui do la piena sufficienza e non di più per tutte le ragioni sopra citate.
Frase: “Io amo tua figlia quanto e più di te”(Tinti a Pino Mauro) durante la famosa scena dell’anello. 

Recensione a cura di:
Irene Agovino | Crea il tuo badge

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